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Cittadini stranieri pluricondannati. Cosa ci fanno ancora qui?

Da: www.mattino.ch ,  01.3.09

Cittadini stranieri pluricondannati. Cosa ci fanno ancora qui?      
Scritto da Lorenzo Quadri - MDD   
domenica 01 marzo 2009
Continua la saga dei permessi facili e delle espulsioni impossibili


Nei giorni scorsi un kosovaro 40enne è stato condannato a 6 anni di prigione dalle Criminali di Lugano per reiterati abusi sessuali sulla figliastra 14enne.
Ebbene da quel poco che si sa questo raccomandabile personaggio è arrivato in Ticino a seguito di matrimonio. Prima di giungere in Svizzera è però stato richiedente l'asilo in Olanda, Italia e Danimarca. Inoltre il kosovaro quarantenne ha già sul groppone 9 condanne per furto, droga e altri reati. Ma ciononostante non è stato espulso.
Davanti ad un curricolo del genere, viene spontaneo porsi una serie di domandine facili-facili.
Ad esempio:
1)    Con quale statuto, e quando, il 40enne kosovaro accusato di abusi sessuali ai danni della figliastra 14enne è giunto in Ticino?
2)    Con quale tipo di permesso risiede in Ticino? In quale Comune è stato rilasciato?
3)    Il permesso in oggetto è forse stato rilasciato in presenza di precedenti penali all'estero o in Svizzera?
4)    Nel caso il 40enne kosovaro fosse giunto in Ticino come richiedente l'asilo, come mai l'autorità è entrata nel merito di tale domanda, dal momento che il richiedente ha in precedenza ottenuto lo statuto di rifugiato in paesi sicuri come Olanda, Italia e Danimarca?
5)    Per quale motivo il 40enne kosovaro ha lasciato i paesi europei sopra indicati? Era forse stato oggetto di espulsioni? Se sì, come ha potuto ottenere un permesso di domicilio in Svizzera?
6)    Le nove condanne di cui l'uomo è stato oggetto, sono state - tutte o in parte - irrogate da corti ticinesi? Se sì, quando? Per quali reati?
7)    Come mai, pur gravato da ben nove condanne penali per vari reati, il cittadino kosovaro non è stato espulso dalla Svizzera?
8)    Il cittadino kosovaro in questione beneficia o ha beneficiato di prestazioni sociali (AI, assistenza, disoccupazione)?
Domandine, queste, cui il Consiglio di Stato sarà chiamato a rispondere nell'ambito dell'interrogazione presentata dai deputati leghisti Lorenzo Quadri e Donatello Poggi.


I conti non tornano
Questa vicenda è l'ennesima dimostrazione che qualcosa non quadra. E che anzi i "qualcosa" a non quadrare sono parecchi. Il caso è emblematico. Ci troviamo davanti ad un poco di buono che commette reati a tutto andare, anche reati particolarmente disgustosi (abusi sessuali su minori). Eppure questa persona in un modo o nell'altro è riuscita a stabilirsi in Ticino malgrado i precedenti penali, ed è pure riuscito a commettere reati senza venire espulso. Questo significa che i delinquenti stranieri possono tranquillamente stabilirsi alle nostre latitudini. I filtri che dovrebbero impedirlo non funzionano e anzi sono facilmente eludibili.
Abbiamo delle leggi dove il garantismo spinto la fa da padrone e queste leggi consentono ad un delinquente straniero di insediarsi tranquillamente in Svizzera e magari di farsi anche mantenere dal nostro stato sociale a nostre spese. Le espulsioni, poi, sono procedure così lunghe e macchinose che prima di diventare effettive, campa cavallo!


A scatola chiusa?
Qualcosa non funziona nel rilascio dei permessi di domicilio. Questi permessi, è lecito supporlo, vengono rilasciati senza disporre di un dossier completo sul richiedente. Se una persona, come è il caso del 40enne kosovaro condannato nei giorni scorsi, ha già ottenuto lo statuto di rifugiato in Olanda, Italia e Danimarca, bisognava per prima cosa interrogarsi sul perché avesse lasciato questi tre paesi: era forse stato espulso per precedenti penali? O perché non lavorava ed era a carico dello Stato sociale? O per altri motivi? E poi: perché una persona che già aveva ottenuto il permesso di stabilirsi in tre Stati europei dovrebbe chiedere di venire in Svizzera?
Occorre poi mettersi finalmente ad esaminare sul serio i troppi ricongiungimenti familiari che vengono concessi grazie a matrimoni di comodo, magari corredati da gravidanze altrettanto di comodo. La strada dell'abuso è spalancata.
Queste cose la gente le deve sapere. La gente deve sapere cosa fanno tanti signori stranieri che noi, grazie alla politica delle frontiere spalancate propugnata dai partiti $torici, accogliamo nel nostro Paese senza le doverose verifiche e magari manteniamo pure con le nostre assicurazioni sociali. Come a nostro carico erano, ad esempio, i tre giovani stranieri che hanno rapinato due coppie svizzere alla stazione FFS di Lugano un paio di mesi fa. Poi dicono che gli stranieri che delinquono sono un'invenzione della Lega populista e razzista!
La situazione è evidentemente destinata a peggiorare perché la voce di quanto sia facile farci fessi si spande rapidamente.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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