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Castelgrande, è ricorso: ‘CdS e Tram han deciso male'

Da: La Regione, 13.01.09 pag 10

I contenuti del ricorso al Tribunale federale inoltrato dalla famiglia Larini


  L'agire del Dipartimento del territorio e del Consiglio di Stato, prima, e del Tribunale ammini­strativo cantonale, poi, sono nel mirino del ricorso che Enore La­rini, gerente del ristorante Ca­stelgrande con grotto annesso, ha inoltrato a fine 2008 al Tribu­nale federale (vedi la Regione del 7 gennaio). Il ricorso, ricordia­mo, si oppone alla sentenza del Tram che ritiene valida la deci­sione governativa di far cessare a fine 2008 la concessione della lo­cazione per poter presto inserire nell'esercizio pubblico del ma­niero un'ala della Scuola alber­ghiera cantonale. Nelle 35 pagine l'avvocato Marco Garbani ripercorre la vi­cenda dall'inizio, da quando nel 1991 Enore Larini assunse la di­rezione di ristorante e grotto per conto degli esercenti di Bellinzo­na, ritirandola due anni dopo. Da allora a oggi ha portato il Castel­grande agli onori culinari a livel­lo internazionale. Poi, nell'otto­bre 2007, la decisione del CdS di rinnovare la concessione per un solo anno e non più gli usuali tre. Motivo: la diminuzione della ci­fra d'affari, presunti ritardi nei pagamenti come affittuario e presunti problemi con Bellinzo­na Turismo che gestisce gli spazi circostanti. Ne è nato un braccio di ferro giuridico, sfociato lo scorso autunno nella sentenza del Tram favorevole al governo, anche perché nel frattempo si starebbe concretizzando l'idea d'inserire la Scuola alberghiera. Nel ricorso al Tf l'avvocato Garbani lamenta anzitutto la violazione dell'articolo 30 della Costituzione federale, secondo cui nelle cause giudiziarie "ognuno ha diritto d'essere giu­dicato da un tribunale fondato sulla legge, competente nel meri­to, indipendente e imparziale". E invece sostiene che occorra dubitare dell'iter seguito dal Tram per giungere alla sentenza del 25 novembre firmata da tre giudici. Motivo? Il giudice presi­dente avrebbe visto e vistato il caso in settembre senza prende­re atto di replica e duplica, il vi­cepresidente avrebbe visto e vi­stato il caso solo dopo che la deci­sione era già stata presa e spedi­ta; infine il terzo giudice parreb­be aver visto la proposta della se­gretaria giudiziale ma approvata con una specificazione errata, se­condo cui l'autorità cantonale avrebbe rinunciato alla duplica quando in realtà l'aveva fatto al­legando la rimanenza dell'incar­to; l'avvocato Garbani ipotizza inoltre che il terzo giudice avreb­be già trattato l'incarto in prece­denza quand'era alle dipendenze del Dss (in tal caso avrebbe dovu­to ricusarsi). Sempre secondo il legale di Larini, il Tram ha sen­tenziato senza aver avuto la pos­sibilità di visionare un documen­to ritenuto fondamentale, ossia il rapporto sulla vicenda che il Di­partimento del territorio era in­caricato di redigere su ordine del governo.
  Un altro punto sollevato nel ri­corso riguarda la violazione del­la Legge sul demanio pubblico e la violazione del principio della proporzionalità « in merito al pre­sunto interesse pubblico scaturen­te da un arbitrario e incompleto accertamento dei fatti ». Secondo il legale di Larini non sono stati considerati gli interessi in gioco, in particolare « fondando quelli pubblici unicamente su un fumo­so progetto che in realtà si dimo­stra ancora in alto mare, mancan­do ogni riferimento sia a preventi­vo 2009, sia edilizio » visto che la Città di Bellinzona non ha rice­vuto nessuna richiesta di modifi­ca della destinazione da ristoran­te ad ala scolastica. MA.MO.
 




TI- PRESS
 Il gerente Enore Larini

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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