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Tribunale federale bacchetta il Tram: a torto dichiarò irricevibile ricorso per diniego giustizia

Da: La regione, 2.4.09 pag 18

Ex segretario ‘vittima' della Nuova Lugano

Il Tribunale federale bacchetta il Tram: a torto dichiarò irricevibile un ricorso per diniego di giustizia

G.G.
Ora la vicenda torna di competenza del governo

Si ritiene una ‘vittima' del progetto di aggregazione della Nuova Lugano. Lui, per 13 anni segretario comunale di un ex Comune del Luganese (dal 1991 al 2004), poi assorbito come quartiere, venne nominato dal nuovo Municipio cittadino consulente tecnico-economico l'11 marzo 2004.

Ma, deluso dal nuovo posto di lavoro, rassegnò le dimissioni a fine 2005 chiedendo al Municipio di versargli un'indennità di 204'156 franchi, come previsto in caso di ‘perdita dell'impiego a seguito di aggregazioni di Comuni'. Ma l'Esecutivo respinse la richiesta e, l'ex dipendente comunale, difeso dall'avvocato bellinzonese Franco Gianoni (che, nel rispetto della privacy del proprio cliente, non intende fare né il nome del ricorrente, né quello del Comune) ricorse. La sua istanza venne bocciata.

Vicenda conclusa? Nient'affatto. Non pago, l'ex segretario comunale presentò istanza al Consiglio di Stato, che ritenne irricevibile il ricorso. Il Tribunale amministrativo cantonale fece altrettanto. L'ex dipendente comunale si rivolse dunque al Tribunale federale, «adducendo principalmente un diniego di giustizia nella misura in cui il Tribunale amministrativo non ha retrocesso l'incarto al governo».

La conclusione? L'ex dipendente ha ora ottenuto ragione dai giudici di Losanna, i quali hanno ordinato che al ricorrente siano rifondati 2'000 franchi per ripetibili (a spese dello Stato del Canton Ticino) e che la causa sia rinviata al Consiglio di Stato, «affinché si determini nuovamente sulla sua competenza e se del caso statuisca nel merito». E se il governo cantonale dovesse riconfermare la sua incompetenza sulla vertenza dovrà occuparsene il Gran Consiglio.

I giudici del Tribunale federale non sono entrati nel merito della vicenda, vale a dire non si sono determinati sulla richiesta di indennizzo di oltre 200'000 franchi per la presunta perdita d'impiego addotta dall'ex segretario comunale. La massima istanza svizzera ha comunque accertato come il Tribunale amministrativo cantonale ticinese (Tram), cioè la Corte cantonale, abbia compiuto un diniego di giustizia.

Il passaggio saliente della sentenza del Tribunale federale è il seguente: «(...) dopo aver accertato d'ufficio la propria incompetenza - in seguito alla trasmissione degli atti da parte del governo e non su ricorso del ricorrente - la Corte cantonale non poteva semplicemente dichiarare irricevibile il ricorso e limitarsi a rilevare che il gravame era stato dichiarato inammissibile dal Consiglio di Stato, per cui la pronunzia governativa sarebbe cresciuta in giudicato». «In effetti - proseguono i giudici di Losanna - il governo non ha esaminato l'impugnativa, ma accertato soltanto la sua incompetenza, per cui il merito della vertenza, non oggetto di giudizio, non è cresciuto in giudicato. È quindi a ragione che il ricorrente rimprovera alla Corte cantonale un diniego di giustizia per non aver retrocesso d'ufficio l'incarto al Consiglio di Stato». Insomma, affaire à suivre.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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