Da: Il Caffé 29.3.09
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Erano stati truffati dal legale nell'acquisto della
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È probabilmente giunta ad un importante giro di boa la vicenda di Massimo e Vanda Ciotti. C'è ora un ultimatum della banca alla famiglia, che nell'aprile del 2002 aveva acquistato una casa a Cadro, ma è rimasta vittima delle malversazioni del notaio Giovanni Antonini che s'è intascato la metà della somma, 300mila franchi. Ora BancaMigros si dice pronta a rilevare il debito presso Ubs. Chiede quindi ai due coniugi di firmare una dichiarazione in cui si accollano, oltre all'ipoteca già esistente di 345mila franchi, altri 300mila. Altrimenti si andrà in tribunale. I Ciotti non ci stanno: vogliono strappare almeno uno sconto di 140mila franchi. L'istituto risponde picche: "La vostra lettera ci lascia a dir poco esterrefatti - scrive la banca -. Non ci rimane che procedere immediatamente all'incasso del nostro credito per via esecutiva". Insomma, per la famiglia di male in peggio. Sembra non trovarsi una soluzione bonale per questa triste vicenda che ha coinvolto una famiglia col solo desiderio di comprarsi una casa tutta per loro dove far crescere le due figlie. Tuttavia, ai coniugi Ciotti non va giù di doversi sobbarcare un debito di cui non sono minimamente responsabili. "Sarebbe una grave ingiustizia e lotteremo affinché non avvenga", commenta il marito. E il loro avvocato Luca Guidicelli spiega: "Trecentomila franchi è la cifra mai rimborsata dalla venditrice e di cui s'è appropriato Antonini. Mi sembra quindi il minimo chiedere uno sconto alle due banche coinvolte di 70mila franchi a testa. Se consideriamo l'importo raccolto grazie alla solidarietà di molti cittadini che hanno voluto dare una mano a questa famiglia sfortunata, ai Ciotti rimarrebbero sulle spalle ‘solo' 90mila franchi in più". Intanto, rileggendo la lettera spedita da BancaMigros, Massimo Ciotti non nasconde la sua agitazione. La vicenda, infatti, ha a dir poco risvolti kafkiani. Truffati dal notaio, sono stati anche beffati dalla legge. La situazione, infatti, è precipitata nell'aprile del 2008, quando Ubs ha inoltrato un precetto esecutivo di 300 mila a cui i Ciotti hanno fatto opposizione, ma con poco successo. Infatti è stata respinta. "È completamente assurda tutta questa storia", commenta laconico. Anche se, da St. Prex, nei pressi di Ginevra, dove da qualche mese si sono trasferiti assieme alle figlie, marito e moglie non smettono di sperare che, prima o poi, la situazione in qualche modo si sblocchi e possano uscire da quel terribile limbo in cui loro malgrado sono precipitati. "Siamo pronti a dar battaglia. Oltre alle malversazioni del notaio si è pure aggiunta una certa complicità delle banche che l'hanno lasciato agire in maniera non corretta", conclude l'avvocato Guidicelli. |
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