Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Polizia:tutelare o molestare?

Da: CdT 3.4.09 pag 50

Polizia:tutelare o molestare?

Marco Carugo, Berna

E sia! Nolente o volente dovrò pagare la multa. Motivo? Due auto ferme per una decina di minuti, parzialmente sul marciapiede, lungo una strada secondaria in aperta campagna a Ligornetto, alle 22.30. La cosa era talmente inverosimile che, di primo acchito, ho pensato si trattasse di uno scherzo. Invece, dovrò sborsare la bellezza di 240 franchi a titolo, diciamo così, di «obolo comunale per prestazioni non meglio precisate».

Solo per i superstiziosi: era un venerdì 13 (marzo)...

Ho avuto il «grave» torto di fermarmi sul marciapiede, infrazione per la quale l'Ordinanza concernente le multe disciplinari (OMD) prevede una contravvenzione di 120 franchi in caso di parcheggio e di 80 in caso di fermata. La decisione dipende poi dalla valutazione soggettiva dell'agente, che opta comunque sempre per l'importo maggiore. Si sa, le casse piangono... È inutile disquisire: Pantalone paga sempre.

Sebbene - ripeto - sussistano gli estremi dell'infrazione, nel caso precipuo non si riesce a percepirne l'oggettiva gravità: lungo una strada assolutamente non trafficata, fino ad alcuni anni fa sterrata e piena di buchi, a notte fonda e in un'area deserta le due vetture non costituivano né intralcio, né pericolo per la circolazione. Invece, dopo sedici anni che si lasciano le auto in quel punto, mi ritrovo improvvisamente con due multe al collo. Francamente, i motivi di cotanto zelo mi sfuggono.

Si sono oltrepassati i limiti del buon senso che suggerisce in casi come questo di agire con intelligente moderazione e tolleranza e non con il piacere di molestare l'automobilista in buona fede. Gli agenti, accortisi certamente della presenza nella vicina casa illuminata dei proprietari delle auto, potevano - se le stesse davano così fastidio - avvertirli o limitarsi inizialmente a lasciare sul parabrezza un avvertimento. Invece, si è preferito sparare ai passeri col cannone.

Ho sempre creduto - ma sono purtroppo già stato smentito più volte - che la forza dell'ordine, pagata dai contribuenti, debba tutelare la sicurezza del cittadino e non punirlo gratuitamente, in ossequio al motto «colpisci e fuggi», incassando laddove è facile. Semmai, fino a prova contraria, la polizia è tenuta a controllare chi sgomma e viaggia a tutta velocità attraverso i centri abitati, magari in preda ai fumi dell'alcool, mettendo effettivamente in pericolo la vita altrui.

È qui, tra l'altro, che la comunità pretende la presenza degli agenti, e non solo a titolo dissuasivo. Oso immaginare che ciò sia il motivo alla base anche dell'istituzione di una polizia intercomunale tra Stabio e Ligornetto.

Quest'esperienza dimostra invece esattamente il contrario, con tanti saluti alla credibilità e alla collaborazione, prerogative indispensabili affinché la forza dell'ordine non rimanga un corpo estraneo e inviso. Insomma, per creare un servizio d'ordine, si sono spillati soldi al contribuente, pretendendo di tutelarne la sicurezza. In realtà, ci si serve per impinguire le casse comunali. È questo che veramente vogliono gli abitanti dei due Comuni? Essere gabbati due volte? Potranno dirlo nel segreto dell'urna... Riflettete, cittadini di Stabio e Ligornetto, riflettete.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

Commenti

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli