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Più severi verso i minori. I giudici ticinesi e romandi hanno la mano pesante

Da: CdT 13.10.09 pag 7

Più severi verso i minori

I giudici ticinesi e romandi hanno la mano pesante

O sono i magistrati dei minorenni alemannici ad essere troppo teneri, oppure sono i loro colleghi latini ad esagerare – Sta di fatto che questi ultimi infliggono il 52% di tutte le pene detentive pronunciate in Svizzera

INTERROGATIVI La maggiore severità non dipende da un numero più alto di delinquenti o da maggiore violenza in Ticino e Romandia. (Key)

LOSANNA I giudici ticinesi e romandi dei minorenni hanno la mano più pesante dei loro colleghi svizzero tedeschi: infliggono il 52% di tutte le pene detentive pronunciate dalla loro categoria a livello nazionale, stando a uno studio che considera gli anni 2003-2007. Delle 280,2 pene detentive inflitte in media ogni anno nel periodo in questione, 142 sono state pronunciate da giudici della Svizzera latina, contro le 138,2 dei colleghi svizzero tedeschi, rileva Audrey Moret nel suo lavoro di master all’Università di Losanna.

La maggiore severità non trova giustificazione in un numero più alto di delinquenti e neppure in una maggiore violenza di questi ultimi in Ticino e Romandia, afferma la giurista. Il numero di sentenze – 10.344 all’anno in media nella Svizzera tedesca, 3.659 nella Svizzera latina, ossia una proporzione del 74 contro il 26% – corrisponde infatti alla densità della popolazione nelle rispettive regioni. Lo stesso vale per il numero di reati violenti, rispettivamente 1.454 e 666, il che corrisponde a una proporzione del 70 contro il 30%.

La differenza sta dunque unicamente nel «ricorso più o meno frequente al carcere per i minorenni» da parte dei magistrati latini e svizzero tedeschi, scrive Audrey Moret. Anche un confronto della durata media delle condanne conferma la maggiore severità a sud del San Gottardo e oltre Sarine: nella Svizzera latina la durata delle pene si situa in un ventaglio che va da 0,75 a 2,1 mesi, nella Svizzera tedesca da 0,48 a 1,7 mesi, a seconda dei cantoni. Affinando l’analisi, la Moret rileva che la media svizzera è di 0,325 pene detentive per 1.000 minorenni all’anno. Due Cantoni romandi sono al di sotto di questa media, il Giura con 0,028 e il Vallese con 0,197. Il Ticino è leggermente al di sopra (0,357). Sono soprattutto Ginevra (0,725), Vaud (0,854), Friburgo (0,856) e Neuchâtel (1,058) a far salire la media latina. Il primato spetta tuttavia a Soletta (1,326), solo Cantone elvetico a superare Neuchâtel. Fra gli altri Cantoni tedescofoni solo Appenzello Esterno (0,923) e Basilea Città (0,353) sono sopra la media nazionale.

Nelle sue conclusioni, la ricercatrice è molto severa. Spedendo i giovani in carcere allorché un’altra pena o misura meno restrittiva sarebbe altrettanto efficace, «certi cantoni della Svizzera latina violano allegramente il principio della prigione ultima ratio per i minorenni». A suo avviso, «è inammissibile che una legge federale sia applicata in modo diverso quando il suo scopo è proprio di uniformare la pratica e di fissare i principi di base da rispettare». I risultati dello studio sono stati pubblicati nell’ultimo numero della «Revue internationale de criminologie et de police technique et scientifique» e sono stati divulgati dalla stampa romanda.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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