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La Fmh chiede le dimissioni di Couchepin: è ‘un incompetente'

Da: La regione 23.2.09 pag 6

La Fmh chiede le dimissioni di Couchepin
 Per la federazione dei medici il ministro della Sanità è ‘un incompetente'

  Berna - Il conflitto sulle nuove tariffe delle analisi di laboratorio rende sempre più teso il clima tra medici e consigliere federale Pascal Couchepin. Mentre il capo del Dipartimento federale dell'inter­no accusa i sanitari di rifiutare il dialogo annunciando uno sciopero, la Fmh (Fe­derazione dei medici svizzeri) suggerisce al ministro di lasciare il suo posto. Il con­sigliere federale e l'Ufficio federale della sanità pubblica prendono «sempre più spesso decisioni arbitrarie che rivelano in­competenza » , denuncia la Fmh in un co­municato. L'organizzazione ritiene che le decisioni arbitrarie adottate nel campo della politica tariffaria da Couchepin «il­lustrano con chiarezza fino a che punto la
 sua azione è irrealistica»
.
  Sulle nove tariffe di analisi più corren­ti, sette contengono errori, rileva la Fmh in un comunicato. Inoltre, non è stata an­cora trovata una soluzione convincente per sostituire la clausola del bisogno che limita l'apertura di studi medici in sca­denza alla fine del 2009. Per i medici, Cou­chepin si accanisce su questa o quella ta­riffa e perde il quadro generale. Per que­sto l'Fmh gli suggerisce di «cedere il posto a forze fresche» . In un'intervista accorda­ta alla Nzz am Sonntag, il presidente del­la Fmh Jacques de Haller si chiede se non sia «forse stanco». Le tariffe delle analisi mediche devono coprire i costi che provo­cano: de Haller rileva che «i medici non si battono per i soldi, ma in gioco vi è l'avve­nire della professione: la metà dei medici di famiglia hanno oltre 55 anni e non ci sono sostituti» .
  La nuova struttura tariffaria è com­plessa ed è probabile che ci siano errori, risponde Pascal Couchepin. «Se è così li correggeremo immediatamente» , dichiara il ministro. A Le Matin Dimanche, Pascal Couchepin afferma di capire la sconten­tezza dei generalisti, il cui statuto si de­grada rispetto a quello degli specialisti. Ritiene però che non si curerà il malesse­re generale della professione rinuncian­do a questa riforma né prendendosela con il ministro della Sanità. Per rivaloriz­zare la professione bisognerebbe prima di tutto dialogare, ma i medici lo rifiuta­no visto che annunciano uno sciopero (per il primo di aprile) e non partecipano ad una prevista tavola rotonda, rileva Couchepin. C'è anche una contraddizio­ne tra quello che de Haller dice nel suo uf­ficio e le dichiarazioni ai media, aggiun­ge il ministro.
  I medici protestano contro la decisione di ridurre le tariffe delle analisi di labo­ratorio imposta dalla Confederazione. La nuova struttura tariffaria che dovrebbe entrare in vigore in luglio permetterebbe di risparmiare 200 milioni di franchi l'anno. I medici temono la chiusura di la­boratori degli studi medici e la riduzione della qualità delle prestazioni.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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