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Tripoli denuncia Ginevra. I Gheddafi chiedono un risarcimento al Cantone

Da: CdT 10.4.09 pag 5

Tripoli denuncia Ginevra

I Gheddafi chiedono un risarcimento al Cantone

Il legale di Hannibal e Aline Gheddafi ha depositato una denuncia civile per l'intervento «sproporzionato» della polizia ginevrina durante l'arresto della coppia

GINEVRA La Libia ha presentato mercoledì denuncia civile contro il Cantone di Ginevra a causa del temporaneo arresto del figlio del colonnello Muhammar Gheddafi e di sua moglie nella città di Calvino lo scorso luglio. Lo ha dichiarato l'avvocato ginevrino che tutela gli interessi di Tripoli in Svizzera, Charles Poncet, confermando una notizia della Televisione romanda.

La denuncia, alla quale è associata la coppia Gheddafi, è stata sporta presso il Tribunale di prima istanza di Ginevra. Il documento di 60 pagine afferma in sostanza che l'arresto di Hannibal e Aline Gheddafi è stato «sproporzionato» e contrario a vari regolamenti e diversi trattati internazionali.

La denuncia critica particolarmente i mezzi di polizia - una ventina di agenti - impegnati in occasione dell'intervento, avvenuto il 15 luglio scorso, per presunti maltrattamenti subiti da due domestici. La coppia era stata arrestata in un albergo di Ginevra e poi ammanettata. Stando alla denuncia, «l'operazione avrebbe dovuto essere meglio adeguata alla situazione e alle contingenze».

La coppia Gheddafi invoca inoltre il rifiuto, da parte della magistratura locale, di dar seguito ad una denuncia per furto presentata contro ignoti due giorni prima di essere arrestata dalla polizia ginevrina.

Il documento ritiene che l'arresto sia avvenuto in violazione della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche e consolari e giudica «astronomica» la cauzione di 200 mila e 300 mila franchi chiesta dalle autorità ginevrine per la liberazione della coppia.

La Libia e i coniugi Gheddafi chiedono la condanna del Cantone di Ginevra a pagare un risarcimento per danni materiali di oltre 474 mila franchi, nonché un indennizzo per torto morale di 20 mila per ognuno dei coniugi e di 10 mila franchi per il figlio, nato poco tempo dopo l'episodio. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha preso atto della denuncia. È un bene che adesso la giustizia ginevrina si occupi del caso, ha dichiarato il portavoce del DFAE Lars Knuchel. In effetti, la denuncia allontana in parte la vicenda dal campo diplomatico e permette al dipartimento di Micheline Calmy-Reyche negli ultimi mesi aveva cercato di allentare le tensioni tra Tripoli e Berna - di invocare la separazione dei poteri e affidare il caso alla giustizia.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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