Da: www.paternitaoggi.it del 19.08.10

Affido condiviso: un disegno di legge ne prevede la modifica, intervista alla senatrice Gallone
Disegno di Legge in discussione in Parlamento
"Ogni bambino ha diritto a un rapporto equilibrato con entrambi i genitori, che devono contribuire alla pari alla sua cura, educazione ed istruzione, a prescindere dai loro rapporti. Il bene del figlio prima di tutto". Dopo l’appello ad Affari di un papà separato che quest’estate ha potuto vedere la figlia solo una sera in tre mesi, la senatrice Maria Alessandra Gallone, intervistata da Affaritaliani, spiega come il Parlamento stia migliorando la legge 54/2006 sull'affido condiviso attraverso il disegno di legge 957, di cui è relatrice in Commissione Giustizia. Un provvedimento che raccoglie le richieste di tanti papà e mamme separati che le scrivono ogni giorno,
Senatrice, la legge 54/2006 ha ottenuto un buon risultato: il
78,8% delle coppie separate o divorziate ottiene l’affido condiviso.
Perché l’esigenza di rivederla?
Perché in questi quattro anni ha presentato lacune nell’applicazione.
L’affidamento condiviso viene sì assegnato, ma spesso in maniera non
omogenea. Per esempio, è stato negato a genitori che vivono a 12
chilometri di distanza e invece concesso quando uno dei due è residente
all’estero. Spesso, poi, è solo una “formalità”, perché nei fatti le
modalità sono quelle dell’affidamento esclusivo. Il ddl 957 intende
perfezionare l’attuale legge, prevedendo più strumenti a favore dei
giudici per garantire che l’affido sia realmente congiunto.
Quali sono i punti chiave?
Innanzitutto, il domicilio stabilito presso entrambi i genitori,
altrimenti cadono i presupposti per l’affidamento condiviso.Tra l’altro,
se un genitore dovesse convivere o risposarsi, il giudice può stabilire
che quella casa non è più "interesse prevalente" del bambino. Poi ci
sono i cambiamenti nelle modalità di mantenimento: non più un genitore
dà l’assegno e l’altro decide, ma entrambi partecipano alle decisioni.
Il “costo” dei figli sarà inoltre calcolato in base alle attuali
esigenze dei bambini e alle attuali risorse economiche dei genitori.
Buone notizie, quindi, per i padri separati in difficoltà economica?
Non si fa più riferimento al tenore di vita passato, ormai sconvolto
dalla separazione. Tanti papà sono costretti ad assegni familiare non
congrui alle loro possibilità effettive. Ma la modifica interessa anche
quelle mamme che hanno un tenore di vita superiore rispetto al marito.
Altre modifiche?
Sarà introdotto il diritto a vedere i nonni, senza che questi debbano
lottare o soffrire per incontrare i nipoti. Infine, una novità
importante è quella della mediazione culturale.
Che ruolo avrà il mediatore culturale?
Aiuterà i genitori a dirimere eventuali controversie prima di
presentarsi dal giudice. Parlare con una terza persona, estranea alla
famiglia, aiuta a comprendere i propri limiti e riconoscere i pregi
dell’altro. Per esempio, è utile nei casi di “sindrome da alienazione
genitoriale”, ovvero quando uno dei due genitori scredita l’altro agli
occhi del figlio.
In Italia, però, la cultura della bigenitorialità fatica ad affermarsi.
Il bambino ha bisogno di stare con entrambi i genitori nella
maniera più equilibrata possibile: vivere la quotidianità con la mamma e
riservare i momenti ludici al papà non va bene. E questo a prescindere
dal rapporto, conflittuale o meno, tra i genitori. Tanto è vero che il
giudice non ha discrezionalità di scelta sul tipo di affido: assegna
quello condiviso, a meno che uno dei genitori non sia ritenuto idoneo
alle sue funzioni genitoriali, come nel caso di violenze.
Quali saranno le tappe del provvedimento dopo l’estate?
Avendo già relazionato al Senato, si passerà alla discussione generale,
poi il provvedimento andrà alla Camera e quindi tornerà al Senato.
Andando a migliorare una legge già esistente, l’obiettivo è integrarla
nel migliore dei modi. Personalmente mi impegno a indire una serie di
audizioni con i genitori, le associazioni, i magistrati e gli operatori
della legge. Il voto sulla legge 54/2006 al tempo fu bipartisan: spero
che anche stavolta il provvedimento sarà condiviso.
affaritaliani.it
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