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Le belle soluzioni di Simonetta Sommaruga. Colpo di grazia alla paternità! / 1ª parte

padre con figlia

Da: Mattino della domenica, 19.5.13 pag 26, papageno: in nome dei figli e dei futuri padri

Le belle soluzioni di Simonetta Sommaruga / 1ª parte

Colpo di grazia alla paternità!

È passato in sordina il comunicato stampa del Consiglio federale dell'8 maggio scorso: stranamente, neppure è stata inviata l'abituale Newsletter del Dipartimento federale di giustizia e polizia. La Consigliera federale Simo­netta Sommaruga sta portando avanti un avanprogetto basato sulla menzo­gna e sulla demagogia: non è infatti per nulla vero che questo disastroso avamprogetto abbia raccolto ampi consensi in sede di consultazione, al contrario. Tanti rappresentanti delle associazioni presenti, tra cui la nostra, hanno espresso chiaramente il loro dissenso e dimostrato l'inefficienza e la disparità di trattamento tra padri (i veri e unici discriminati) e madri di questo avamprogetto di stampo ma­triarcale- femminista, basato sulla de­magogica presunzione che lo stesso abbia come unico fine il bene dei mi­nori, i quali, se figli di madri concu­bine, vengono dipinti - demagogica­mente - come discriminati rispetto ai figli delle madri sposate. Per eliminare una presunta discriminazione, la CF Sommaruga ed il suo staff di giuristi al seguito, ne peggiora una già esi­stente, quella da anni messa in atto contro i padri separati.

Discriminazione di genere e di ruolo genitoriale

Il maschio, futuro padre, è discrimi­nato solo perché padre, indipendente­mente da suoi meriti o demeriti: una manifesta discriminazione di genere e di ruolo, tra maschi e femmine, tra madri e padri. Infatti, i giudici e le au­torità di protezione (già autorità tuto­ria) affidano i figli, in modo discriminatorio e prevenuto, nella quasi totalità dei casi alle madri, indi­pendentemente dalle capacità genito­riali dei due genitori. In tal modo il padre sarà, a prescindere, sempre il genitore debitore e la madre sempre quello creditore. Questo avanprogetto aumenta ancora di più il fossato già esistente tra padri e madri, in barba alla sovente citata Convenzione euro­pea dei diritti umani!

Vero scopo dell’avanprogetto

Il vero scopo dell’avamprogetto è di risolvere la problematica delle madri in assistenza che si indebitano con lo Stato. Infatti, se, dopo una separa­zione o un divorzio, i redditi comuni non sono sufficienti a coprire i biso­gni di genitori e figli, sarà il genitore creditore a farsi carico dell'ammanco che risulta dalla differenza tra i mezzi disponibili e l’importo totale dei biso­gni di sostentamento. Senza risorse fi­nanziarie sufficienti, egli e il figlio potrebbero essere costretti a rivolgersi all’aiuto sociale. In questo caso, il ge­nitore creditore contrae un debito per­sonale che dovrà rifondere, se il diritto cantonale in materia di aiuto sociale lo prevede, quando la sua si­tuazione finanziaria migliorerà. In virtù dell’obbligo di assistenza di cui all’articolo 328 CC, non è inoltre escluso che i suoi parenti stretti sia­no chiamati a partecipare al rimborso delle prestazioni percepite. Viceversa, il genitore debitore può conservare il minimo vitale senza che, né lui né i suoi parenti stretti, corrano il rischio di dover rimborsare le prestazioni di aiuto sociale percepite dal figlio e dal­l’altro genitore a causa delle condi­zioni finanziarie insufficienti venutesi a creare dopo la separazione o il di­vorzio. Per risolvere il problema lo staff giuridico della Sommaruga ha deciso che la soluzione è di far pas­sare alla cassa i padri anziché le madri! Né l’una né l’altra è la solu­zione!

Ampio consenso: una menzogna!

La CF Sommaruga tuttavia persiste nell’asserire che l’avamprogetto sul rafforzamento del diritto del figlio al mantenimento ha raccolto ampi con­sensi in sede di consultazione. Il Con­siglio federale si sarebbe fatto convincere prendendo atto dei risultati della consultazione e ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di elaborare un mes­saggio entro la fine del 2013 sul raf­forzamento del diritto del figlio al mantenimento, rimuovendo nel con­tempo gli aspetti che penalizzano i figli di genitori non sposati e di pro­venienza sociale-economica modesta. Nei bisogni del figlio, attualmente il costo sostenuto dal genitore per l’ac­cudimento non è contemplato, o, lad­dove lo fosse, lo è solamente in proporzioni minime (nelle Tabelle di Zurigo, ad es.). La portata e la durata dell’accudimento dei figli costitui­scono uno dei criteri per fissare il con­tributo di mantenimento dovu-to al coniuge divorziato; viceversa, in caso di separazione, non è previsto alcun contributo di mante-nimento per i ge­nitori non sposati.

Obiettivo principale: i padri non sposati devono mantenere le madri

L’obiettivo principale dell’attuale mo­difica legislativa sarebbe di rinforzare il diritto di mantenimento del figlio per garantire gli stessi contributi di mantenimento a tutti i bambini, indi­pendentemente dallo stato civile dei genitori (sposati, divorziati, celibi/nu­bili) (di fatto però il contributo per l’accudimento del figlio va intascato e gestito dalla madre non sposata quale alimento indiretto e occulto). La giu­stificazione sarebbe che il figlio debba essere tutelato contro ogni forma di di­scriminazione dovuta alla situazione giuridica dei genitori. Se i genitori non dispongono dei mezzi per soddisfare i bisogni del figlio, l’ente pubblico do­vrebbe assumersene il mantenimento. Visto quanto precede, l'avamprogetto si articolerebbe intorno a tre temi: il primo riguarderebbe il rafforzamento del diritto di mantenimento del figlio in generale; il secondo esaminerebbe la possibilità di coordinare le norme di diritto privato sul mantenimento e quelle di diritto pubblico sul sostegno finanziario fornito dall’ente pubblico nei casi di ammanco; il terzo tratte­rebbe il mantenimento del figlio nei casi di ammanco.

La discriminazione demagogica dei figli di genitori non sposati

Questa situazione creerebbe una di­sparità tra il figlio di genitori divor­ziati e quello di concubini separati. Il primo potrebbe infatti beneficiare di un migliore accudimento da parte del genitore che si occupa di lui, poiché il contributo di mantenimento cui ha diritto tale genitore (divorziato) per­metterebbe a quest’ultimo di limitare il tempo di lavoro. Il secondo, invece, risulterebbe svantaggiato, dato che il genitore titolare della custodia deve provvedere da solo al proprio sosten­tamento. Questa discriminazione avrebbe gravi conseguenze sul piano sociale, visto che negli ultimi dieci anni il numero di figli nati da coppie non sposate è praticamente raddop­piato: quasi un quinto dei bambini che nascono attualmente in Svizzera ha genitori non sposati.

Per maggiori dettagli e approfondi­menti sulla tematica vi rimandiamo alla seconda parte dell’articolo che verrà pubblicata e alla documenta­zione della tabella nel sito www.pa­pagenonews. ch , in cui potete leggere le contestazioni espresse dal nostro movimento Papageno in sede di con­sultazione, similmente a quanto espo­sto e fortemente contestato da nume­rose altre associazioni della Svizzera romanda e tedesca (inserire il codice xyz15 nella rubrica “cerca” del sito).

Dunque: uniamoci per manifestare il nostro deciso NO all’avampro­getto sul rafforzamento del diritto al mantenimento del figlio!

Contattateci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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