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Da: La Regione, 16.6.10 pag 4

Dopo il divorzio, braghe di tela. ‘In salute e in malattia, in ricchezza e in povertà’, ma se il matrimonio si frantuma resta solo quest’ultima.
di Paolo Bobbià

Se è vero che ‘il matrimonio è la causa principale del divorzio’ (come diceva Marx, Groucho non Karl, ndr), è altresì vero che oggigiorno il divorzio è una delle cause principali di povertà. «È unanimamente riconosciuto, per il semplice fatto che divorziare, o separarsi, vuol dire raddoppiare l’economia domestica e quindi generare costi supplementari, e se il budget rimane lo stesso è ovvio che la torta è più stretta da dividere», conferma Roberto Sandrinelli, capostaff della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del Dipartimento della sanità e della socialità, alla ‘Regione Ticino’. Tanto stretta da spingere padri di famiglia a far capo temporaneamente al dormitorio gestito a Lugano dalla Croce Rossa.

Da: Mattino della domenica, 30.5.2010, pag 7

Il mondo dei furbi

 

Quando fare il disoccupato è redditizio

 

Ma guarda un po’! Nella disoccupazione c’è forse chi fa il furbo, o meglio la furba?

Così, nei giorni scorsi ci è giunta in copia una segnalazione inviata alla Sezione del lavoro a Bellinzona.

Lo scritto denuncia il comportamento di una disoccupata… professionale. La donna «da anni e ad anni» adotterebbe un sistema che dimostra di funzionare bene: questa persona «lavora per circa un anno – si legge nella missiva - e poi fa il possibile per farsi licenziare o si licenzia da sola. In questo modo inizia il termine quadro di 400 giorni di disoccupazione, che però la diretta interessata interrompe con motivi di salute o infortuni a carico del vecchio datore di lavoro. Ha raccontato alla cassa disoccupazione di un incidente che ha sfruttato per molti mesi. Attualmente è in cura per problemi di depressione che però, quando parla con gli amici, dice di non avere. Ha detto che  problemi di nervi e di depressione non si possono smentire. Ha sempre trovato medici che l’hanno aiutata e sembra che il sistema funzioni. Non cerca nessun impiego e alla disoccupazione manda delle lettere di ricerca di lavoro che però in genere non spedisce. Da mesi non deve più nemmeno presentarsi dal collocatore che le dà piena fiducia».

In questo modo, sempre secondo lo scritto, la furba signora, tra indennità di disoccupazione, alimenti dall’ex marito e lavoretti in nero, cumulerebbe entrate mensili superiori ai 5000 Fr.

Però!! Per chi  ha pochi scrupoli, anche lo “status” di disoccupato può risultare più redditizio di un lavoro! Poi ci si meraviglia se il cittadino onesto si incazza?

Osiamo sperare che la Sezione del lavoro del mitico DFE voglia andare a fondo sulla segnalazione in questione!! Non vorremmo, infatti, che non si trattasse di un caso isolato!

MDD

 

 

Riceviamo il materiale che segue da un padre divorziato debitore alimentare di alimenti per la ex moglie e per il figlio, ridotto a sopravvivere di assistenza pubblica. Facciamo un condensato di quanto ci ha cortesemente messo a disposizione e pregato di pubblicare sul nostro sito.

Calcolo del reddito e delle spese a confronto tra la situazione di sopravvivenza al minimo vitale di questo padre divorziato 49enne quando lavorava ed ora che è, suo malgrado, in assistenza. Paradossalmente, egli dispone di maggiori entrate (circa 550 fr mensili in più oltre ai costi per la salute presi a carico dall'assistenza statale) ora che è finito suo malgrado in assistenza e vive meno peggio di quando lavorava...

Da: http://paternita.info/ (link all'articolo)

PERSEGUITATO DA MOGLIE E TRIBUNALI, ANGELO RISCHIA LA VITA.

  Torino, Aprile 2010

Angelo è in sciopero della fame, pochissimo tempo coi figli, gli restano 150 euro/mese. Ha già perso 13Kg ed è deciso ad applicare il "Cealachan" (lasciarsi morire di fame, come fece tempo fa un papà separato di Hannover). La sua casa era divisibile in 2 unità, ma il giudice l'ha data tutta alla ex.moglie. Questa, porzione della lettera giuntaci in redazione:

Oggetto: Sciopero della Fame contro questo vergognoso modo di fare giustizia nei confronti dei papà separati. ADESSO BASTA!! Il mio sciopero è diventato integrale: solo acqua. Con la sua vergognosa e assurda sentenza del 5 febbraio il giudice Algostino mi ha letteralmente condannato a morte. Secondo lui, in tale situazione, non solo mia moglie (dentista, circa 10.000 euro al mese) non deve darmi nessun contributo, ma addirittura io dovrei dare alla dentista 250 euro al mese. Io dovrei vivere con 150 euro al mese!! Con quella ingente somma dovrei pagarmi l'affitto di una nuova abitazione mangiare e dar da mangiare alle mie figlie quando vengono da me, mettere la benzina nell'auto, pagare le bollette. Oltre a ciò davvero complimenti per aver ancora una volta premiato l'ingiustizia, l'arroganza e la violenza: è stata mia moglie (polacca) a fuggire da casa il 26 luglio SENZA NESSUN PREAVVISO, senza alcuna lettera dell'avvocato, RAPENDO LE MIE FIGLIE che non ho potuto né vedere né sapere dove fossero per 10 giorni. Ebbene tale atteggiamento è stato premiato da Algostino che ha assegnato la casa alla madre e sbattuto fuori di casa il padre assolutamente innocente di tutto questo disastro. Inoltre, con tanti saluti alla Legge sull'Affido Condiviso, il giudice ha deciso che io possa vedere le mie figlie soltanto a weekend alternati e un pomeriggio e mezzo per settimana!! Il 18 febbraio il mio avvocato ha presentato ricorso contro quella sentenza chiedendo anche, vista la gravità della situazione, la sospensiva dell'esecutorietà di tale provvedimento. Tale sospensiva verrà valutata il giorno 11 giugno. Difficilmente l'11 giugno sarò ancora vivo. Saluti. Grasso Angelo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / 380-3241773

Da: www.paternitaoggi.it (Estratto dell'articolo inserito il 19.5.10: link all'articolo completo)

Tiberio Timperi, conduttore di Mezzogiorno in famiglia, forte della sua esperienza di papà separato ha scritto insieme all'avvocato matrimonialista Maria Pia Sabatini Amarsi sempre. Sposarsi?
"Per mestiere faccio comunicazione e ho sentito la necessità di trasformare quello che ho vissuto in prima persona in una testimonianza che vuole essere il punto di partenza di una battaglia" , spiega Timperi che ha fondato assieme a degli esperti il sito www.genitoriitaliani.it
"Vorrei riuscire a creare una sorta di Federcasalinghe dei papà e delle mamme separate, un movimento d'opinione che possa sottoporre alla istituzioni il problema della legge sul divorzio. Quando ti separi oltre al dolore scopri che dovrai affrontare una battaglia durissima : io ho toccato con mano la lentezza dei tribunali, i costi legali esorbitanti, la disfatta di una legge che privilegia sempre la madre e, di fatto, le dà gli strumenti per toglierti tuo figlio. Ci sono donne, per fortuna una minoranza, che usano il matrimonio come un metodo per ottenere una rendita vitalizia. Il vero debole è il papà che in un colpo secco perde i figli, la casa e gran parte del suo reddito.

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