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Annullata sentenza giudice Quadri che aveva ‘strappato’ alla prescrizione il processo a un chirurgo

Da: La regione 20.10.10 pag 20

La Cassazione dice: ‘Niente artifizi’

Annullata la sentenza del giudice Quadri che aveva ‘strappato’ alla prescrizione il processo a un chirurgo

RED.

“Dura lex sed lex”. La legge, come scrivevano duemila anni fa, è dura, ma è (sempre) legge. Non ci siamo mossi di molto. Il tentativo del giudice Siro Quadri di strappare un caso di presunta malasanità alla prescrizione è stato bocciato dalla Corte di Cassazione e revisione penale.

Come si ricorderà, lo scorso 4 giugno, la Pretura penale di Bellinzona aveva condannato per lesioni colpose gravi un chirurgo ortopedico di 52 anni di una clinica del Luganese (la paziente aveva subìto un danno permanente a un polpaccio dopo l’impianto di una protesi al ginocchio).

Il giudice aveva aggiornato il processo sul filo della prescrizione, convocando l’imputato con quattro giorni d’anticipo sull’usuale termine di 10 giorni.

Ma ora la Cassazione censura tale modo di agire: « Non spetta al giudice prestarsi ad artifizi procedurali palesemente in urto con le norme di procedura e con le decisioni di un’autorità superiore di ricorso, per porre rimedio all’imminenza della prescrizione, determinata non da ultimo anche dal ritardo (quasi 5 anni) con cui i fatti sono stati denunciati all’autorità inquirente ».

Ergo la sentenza di condanna inflitta da Quadri è annullata. Va ricordato che si trattò di un processo contumaciale. L’imputato infatti non si era presentato in aula: pochi giorni prima la Camera dei ricorsi penali, alla quale si era rivolto il medico, aveva annullato la citazione per direttissima emessa dal giudice. « Ed era comunque irregolare, perché non rispettava i preavvisi di legge », evidenziano i suoi avvocati difensori Fabrizio Ottaviani e Roberto Macconi, in un comunicato stampa inviato ieri in serata. « Il medico – aggiungono i legali – ha sempre contestato di aver commesso un qualsiasi errore e la richiesta di risarcimento per quasi un milione era stata respinta dall’assicurazione ».

Parallelamente – lo ricordiamo – pure la vittima della complessa vicenda giudiziaria aveva inoltrato ricorso al Tribunale federale contro l’annullamento della citazione a processo, da parte della Camera dei ricorsi penali.

Ma lo scorso agosto il Tf ha ritenuto inammissibile il ricorso, rinviando la questione alle competenti autorità ticinesi a cui «compete stabilire se la pronunzia di un giudizio contumaciale di condanna possa o no estinguere la prescrizione ». Corte di cassazione che ora si è espressa ribaltando l’interpretazione del giudice.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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