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A Bellinzona dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi per oltre quaranta magistrati

Da: La regione 15.12.10 pag 4

Pp e giudici, la squadra è pronta: dal 1° gennaio i nuovi codici

A Bellinzona dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi per oltre quaranta magistrati

A.MA.
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 TI-PRESS FOTO La cerimonia ieri nella sala del Gran Consiglio

Tra il pubblico c’è anche lui, Mario Branda. Ancora un paio di settimane da pp, dopodiché, lasciato Palazzo di giustizia, si dedicherà esclusivamente alla propria campagna elettorale (è uno dei cinque candidati socialisti al Consiglio di Stato). Certo, emoziona un po’ vedere riuniti in un momento speciale così tanti colleghi magistrati, ex dal prossimo 1° gennaio, con i quali si sono condivisi diversi anni di lavoro. « Dieci anni, molto intensi... ma si guarda avanti », dice Branda.

Martedì 14 dicembre: a Bellinzona nell’aula del Gran Consiglio poco più di quaranta toghe – procuratori pubblici, giudici dei provvedimenti coercitivi e giudici d’Appello, magistrato dei minorenni nonché pretori aggiunti – si apprestano a dichiarare fedeltà alla Costituzione e alle leggi. Parenti e amici sopra, in tribuna. Giù in sala i magistrati che il parlamento ha eletto in questi mesi in vista dell’entrata in vigore, il 1° gennaio, delle procedure penale e civile unificate a livello federale. Volti noti (diversi gli uscenti riconfermati) e visi nuovi. Il loro mandato durerà dieci anni.

Per l’occasione sono presenti il presidente del Consiglio di Stato Luigi Pedrazzini, la vice Laura Sadis e il direttore del Dipartimento del territorio Marco Borradori. Accanto ai ministri siedono il cancelliere Giampiero Gianella e il responsabile della Divisione giustizia Giorgio Battaglioni. C’è anche il procuratore generale John Noseda. A condurre la cerimonia è il presidente del Gran Consiglio, autorità di nomina di pp e giudici. « Una cerimonia che ha un significato notevole », premette il primo cittadino del Cantone Dario Ghisletta, che la sera prima ha rispolverato pagine scritte da due illustri giuristi italiani (« alcune delle mie letture estive »). Pagine dei libri “Sulle regole” dell’ex pm del pool milanese Mani pulite Gherardo Colombo e “La vita e le regole, tra diritto e non diritto” del già garante della privacy Stefano Rodotà (entrambi i testi pubblicati da Feltrinelli). Il presidente del parlamento ticinese cita Colombo e Rodotà (le riflessioni dei quali « sono particolarmente opportune »), poi si rivolge direttamente ai magistrati che si accingono a dichiarare fedeltà alle leggi. « Il vostro è un compito di fondamentale importanza per garantire la convivenza pacifica anche nel nostro piccolo cantone », ricorda Ghisletta. « Siete al servizio dei cittadini e dello Stato e il mio – chiosa – è un giudizio molto positivo sul lavoro sin qui svolto dai magistrati ticinesi ».

Si guarda intanto al 1° gennaio, quando scatterà la nuova procedura penale. Che ha richiesto degli adattamenti delle strutture giudiziarie cantonali. Ci sarà per esempio l’appello penale, che comporterà in pratica il rifacimento del processo di primo grado. Altra novità: i giudici dei provvedimenti coercitivi si pronunceranno, confermandole o no, sulle misure (carcerazione preventiva, controlli telefonici ecc.) disposte non solo dagli inquirenti ticinesi, ma pure dal Ministero pubblico della Confederazione, nel nostro caso dalla sede distaccata di Lugano della Procura federale.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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