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I giurati nelle corti penali: ‘Saranno dei giudici a tutti gli effetti’

Da: La regione 16.12.10 pag 3

I giurati nelle corti penali anche dopo il 1° gennaio Il parlamento approva il decreto legislativo urgente

Caimi avverte: ‘Saranno dei giudici a tutti gli effetti’

Il Gran Consiglio ha reinserito nella Legge sull’organizzazione giudiziaria le norme sui giurati, con qualche piccola modifica imposta dalla procedura penale unificata sul piano federale che scatterà col 1° gennaio. Norme che lo stesso parlamento aveva cancellato in aprile varando gli adattamenti cantonali al futuro codice federale. E che ieri sono state appunto ripristinate in seguito alla votazione di fine novembre quando i cittadini ticinesi, bocciando la modifica costituzionale caldeggiata da governo e maggioranza del Gran Consiglio, hanno deciso di mantenere i giudici popolari nelle nostre corti penali. Il rapporto commissionale del socialista Graziano Pestoni sul decreto legislativo urgente – licenziato a inizio mese dal Consiglio di Stato per consentire la partecipazione degli assessori giurati ai processi di primo grado anche dopo il 1° gennaio 2011 – è stato approvato da 46 deputati (6 gli astenuti, nessun contrario).

Soddisfatto del risultato scaturito il 28 novembre dalle urne Andrea Giudici (Plr), che a suo tempo in parlamento si era opposto all’abolizione della figura del cittadino giurato. Da gennaio, col nuovo codice, l’impegno dei giudici popolari « aumenterà: parteciperà infatti anche alle fasi che precedono il dibattimento », ha ricordato il parlamentare. La presenza del cittadino non giurista nelle corti, e dunque la sua partecipazione all’amministrazione della giustizia penale, « è un valore aggiunto », ha rilevato a sua volta Lorenzo Quadri (Lega). Quanto propone il decreto legislativo è una soluzione transitoria, in attesa di quella definitiva: una soluzione transitoria che, ha evidenziato Luca Pagani (Ppd), « appare adeguata per permettere dal 1° gennaio il regolare svolgimento dei processi, evitando così eventuali contestazioni da parte dei condannati, causa la mancanza degli assessori giurati », contestazioni che potrebbero portare all’annullamento di dibattimenti e sentenze. Pagani ha poi accennato alla soluzione definitiva: « Sarà opportuno prevedere l’intervento dei giurati anche nella Corte di appello e revisione penale ».

Critico l’intervento di Carlo Luigi Caimi che, preannunciando la propria astensione dal voto, ha avvertito che la figura dell’assessore giurato come la conosciamo oggi non sarà comunque possibile mantenerla. « Saranno dei giudici a tutti gli effetti, ancorché non togati », ha osservato il deputato Ppd per il quale il tema andava approfondito, perché anche questa soluzione ponte « potrebbe non essere compatibile col diritto federale ». Ma si tratta per l’appunto di una soluzione transitoria per dare subito seguito alla volontà popolare e scongiurare quelle contestazioni cui alludeva Pagani, hanno replicato il ministro Luigi Pedrazzini e Pestoni. « In primavera dovremmo ricevere dal Consiglio di Stato un messaggio con le proposte definitive, che potrebbero pertanto tradursi in legge prima di fine legislatura », ha aggiunto il relatore.

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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