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Pretura penale, Kraushaar si ricandida

Da: La regione, 19.5.10 pag 5

Pretura penale, Kraushaar si ricandida

Il presidente uscente sollecita un ulteriore mandato. ‘La nuova procedura? Uno stimolo in più’, dice il giudice

A.MA.

TI-PRESS Marco Kraushaar

«Sono fondamentalmente due le ragioni che mi hanno spinto a ripresentarmi: la passione per questo lavoro e l’introduzione tra pochi mesi del nuovo codice, che per me è uno stimolo in più ad andare avanti». C’è anche il giudice Marco Kraushaar fra i candidati che hanno preso parte al concorso, chiusosi l’altro ieri, per il rinnovo di diverse cariche all’interno della magistratura ticinese in vista dell’entrata in vigore, il 1° gennaio, della procedura penale unificata sul piano nazionale. Kraushaar, 50 anni, chiede di essere confermato alla presidenza della Pretura penale, che dirige da quando è operativa, cioè dal gennaio 2003. Sede a Bellinzona, l’ufficio si occupa dei casi penali cosiddetti minori: in particolare si pronuncia con sentenza, dopo pubblico dibattimento e camera di consiglio, sulle opposizioni ai decreti d’accusa firmati dal Ministero pubblico.

Opposizioni che l’anno scorso sono aumentate in maniera importante: 712, ossia 160 in più rispetto a quelle registrate nel 2008, come segnalato dalla Pretura nel suo recente rapporto sull’attività 2009. «Facciamo il possibile per decidere secondo scienza e coscienza e per decidere con una certa celerità: soprattutto le pratiche concernenti i reati minori, così definiti in base al Codice penale ma che nella realtà possono avere conseguenze umane e sociali rilevanti, dovrebbero essere evase in tempi ragionevolmente brevi», afferma Kraushaar interpellato dalla ‘RegioneTicino’.

Presto ci saranno nuove regole procedurali: «Una sfida che raccolgo volentieri». Dal 1° gennaio 2011, ricorda il magistrato, «la Pretura penale non sarà più, ad esempio, l’ultima autorità cantonale che delibera sui ricorsi contro le decisioni penali amministrative». Attualmente, spiega Kraushaar, «le decisioni prese dalle autorità amministrative (Sezione della circolazione, Divisione dell’ambiente, Ufficio sanità...) in caso di contravvenzioni previste da leggi cantonali e federali, possono essere impugnate davanti alla Pretura penale: contro le sentenze di quest’ultima è poi possibile ricorrere al Tribunale federale». Con la futura procedura «le autorità amministrative, nell’ambito delle loro competenze penali, agiranno in pratica come agisce già oggi il Ministero pubblico: terminati gli accertamenti, conclusa dunque l’istruttoria, emaneranno una proposta di decisione che la persona interessata potrà accettare oppure impugnare, mediante opposizione, dinanzi alla Pretura penale, il cui verdetto, in seguito a pubblico dibattimento (ora invece la procedura è scritta), potrà a sua volta essere contestato con ricorso alla Corte di appello e di revisione penale». In altre parole, aggiunge Kraushaar, «la Pretura penale diverrà, nel settore delle decisioni penali amministrative, autorità di prima istanza mentre quella di seconda e ultima istanza a livello cantonale sarà la Corte di appello: le sue sentenze potranno comunque essere impugnate davanti al Tribunale federale».

Il codice che verrà applicato dal prossimo anno contiene anche nuove disposizioni in merito ai decreti d’accusa. Osserva Kraushaar: «Il decreto sarà possibile se l’imputato ha ammesso i fatti o se questi sono stati sufficientemente chiariti. Oggi in caso di opposizione il dossier finisce direttamente sotto la lente dei giudici della Pretura penale. Dal 2011 l’opposizione comporterà il riesame dell’incartamento da parte del procuratore pubblico. Il quale, alla luce dei motivi addotti dall’imputato, deciderà se svolgere ulteriori accertamenti e quindi se confermare il decreto, se stilarne uno nuovo, se emanare un atto d’accusa o se archiviare il procedimento. Medesimo iter per le proposte di sanzione formulate dall’autorità amministrativa».

In quale misura questi e altri cambiamenti dovuti alle nuove norme federali incideranno sull’attività della Pretura penale? Ogni previsione è prematura. «Occorre aspettare qualche anno. Si potrebbe pensare – sostiene il giudice – all’istituzione di un unico Tribunale penale cantonale di prima istanza composto per esempio di una Corte criminale, di una Corte correzionale e di una Corte pretorile oppure formato solo dalle prime due, ‘inserendo’ però la Pretura penale nella Corte correzionale». Un’altra ipotesi, prosegue Kraushaar, «potrebbe essere quella di mantenere la situazione odierna, ma a quel punto bisognerà forse valutare se estendere le competenze della Pretura penale». In virtù della procedura vigente «noi trattiamo le opposizioni a decreti d’accusa che il procuratore pubblico allestisce quando ritiene sufficiente una pena che non superi i tre mesi di detenzione o le 90 aliquote giornaliere. Il nuovo codice eleva tale limite a sei mesi (180 aliquote). Da gennaio pertanto le opposizioni ai decreti d’accusa che propongono una pena sino a tre mesi saranno ancora di competenza della Pretura penale, quelle ai decreti che propongono una pena fra i tre e i sei mesi passeranno invece al vaglio della Corte correzionale».

Per il giudice, tuttavia, «una discussione utile sull’eventuale riorganizzazione dei tribunali di merito sarà possibile solo sulla scorta di dati concreti circa l’impatto della nuova procedura».

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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