Da: La regione 4.4.09 pag 22
Italiano condannato per truffa pretendeva permesso per confinanti. Il Tf: ‘No, rappresenta una minaccia'
Pretendeva di riottenere dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni di Bellinzona il permesso per confinanti per poter lavorare in Ticino, ma il Tribunale federale - presso il quale ha ricorso - non solo glielo ha negato, bocciandogli il ricorso, ma ha pure sentenziato senza mezzi termini che egli «rappresenta un pericolo per l'ordine pubblico».
L'uomo, patrocinato dall'avvocato Fulvio Pezzati, nella sua istanza inoltrata ai giudici di Losanna chiedeva che il no decretato con sentenza 30 aprile 2008 da parte del Tribunale amministrativo del Cantone Ticino fosse annullato, adducendo principalmente a una violazione del princìpio della proporzionalità. Ma il Tribunale federale ha respinto il ricorso, alla luce in particolare dei reati compiuti dal cittadino italiano che, con sentenza emessa da una Corte delle assise criminali di Lugano lo scorso 26 aprile 2007, è stato condannato a una pena di due anni e mezzo per truffa aggravata commessa per mestiere dell'ammontare di poco meno di 4 milioni di franchi (di cui 1,4 milioni recuperati). L'uomo potrà fare ingresso in Svizzera ma non, come pretendeva, continuare a lavorare in Ticino, dove intendeva svolgere un impiego di collaboratore di vendita in una società di Mendrisio.
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