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Cassa malati. Ci è andata bene, ma poteva andar meglio: alcuni consigli per risparmiare

Da: La regione 4.10.08 pag 1

L'editoriale
Ci è andata bene, ma poteva andar meglio

di Matteo Caratti
La notizia apparentemente è di quelle buone: il Ticino, grazie ad una manovra con­certata con i cantoni latini, è finalmente riuscito a farsi sentire a Berna e a spuntare per il prossimo anno un au­mento medio dei premi per le casse malati molto contenu­to: solo dello 0,6 per cento (2,6 a livello federale). Se poi confrontiamo quello 0,6 per cento col tasso di rincaro me­dio al netto dell'inflazione ( 2,5%), in termini reali - come ha indicato Patrizia Pesenti - ci troviamo persino di fronte ad una diminuzio­ne dei premi. Siamo dunque giunti ad un'inversione di rotta rispetto agli aumenti costanti dei premi delle casse malati, che dal 1996 sono lie­vitati a livello nazionale ben dell'84,7 per cento?
Troppo presto per dirlo, anche perché siamo e restia­mo uno dei cantoni con i pre­mi medi tra i più elevati del­la Svizzera. Meritano co­munque una sottolineatura positiva i due passi avanti compiuti/ progettati dal no­stro cantone. Il primo, come detto, è stato quello di riusci­re finalmente a farsi ascolta­re sul piano federale, conte­stando duramente - grazie all'attento lavoro del compe­tente Bruno Cereghetti - gli aumenti di premio ritenuti arbitrari. Si è così riusciti ad ottenere un sensibile fre­no delle pretese di certuni as­sicuratori e persino una di­minuzione del premio del 2­3 per cento dalla cassa malati Helsana (la principale cassa del cantone). Risultato que­sto possibile anche perché Berna sa che i cantoni latini stanno lavorando - ecco il se­condo passo in fieri - ad un'ipotesi di iniziativa can­tonale volta a togliere all'uf­ficio federale ( e quindi alla Confederazione) la compe­tenza nel decidere l'entità dei premi per attribuirla ai cantoni. Una mossa strategi­ca importante sulla quale non si deve mollare, visto che da troppo tempo le contesta­zioni dei cantoni a Berna e le richieste di trasparenza alle casse sono regolarmente ca­dute nel vuoto.
Ecco - se qualcuno avesse ancora dei dubbi - un esem­pio che in proposito la dice lunga: Patrizia Pesenti ieri ha detto chiaramente che in questi ultimi anni i premi che abbiamo pagato «
erano più alti del necessario, come superiori al necessario era­no e sono le riserve accumu­late dalle casse » . Più alte quanto? Bastano due dati. Per legge il tasso medio delle riserve deve attestarsi al 14,20 per cento. Nel 2007 in Ticino - per scelta delle cas­se malati - quel tasso è lievi­tato dal 14,20 per cento al 23,3. Un aumento che ha per­messo di cumulare un'ecce­denza di ben 91,5 milioni di franchi. Eccedenza - o se pre­ferite soldi nostri! - che po­trebbe venir usata ( ma non accade!) per limitare ulte­riormente gli aumenti dei premi delle casse malati. Ecco perché quest'anno ci è andata sì meglio del solito, ma poteva andarci ancora meglio. Magari per final­mente non rimanere a conti fatti comunque ancora fra i cantoni che pagano di più in Svizzera! E quindi? Come ogni anno non ci resta che cercare la cassa malati che ha l'assicurazione di base più conveniente e sperare, fortemente sperare, nell'ini­ziativa cantonale. 

 

Da: La regione 4.10.08 pag 2

Alcuni consigli per risparmiare

Oltre a cambiare cassa malat­tia, gli assicurati hanno la possi­bilità di ottenere una riduzione del premio optando per una franchigia più alta rispetto al minimo obbligatorio di 300 fran­chi oppure scegliendo un model­lo di assicurazione alternativo. L'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) ricorda a chi de­cide di aumentare la franchigia senza cambiare assicuratore che deve informare la cassa con una lettera che le deve pervenire entro il 30 novembre. Gli adulti e i giovani possono scegliere tra franchigie di 300, 500, 1.000, 1.500, 2.000 e 2.500 franchi. Per i bambini ammontano a 0, 100, 200, 300, 400, 500 e 600 franchi. Anche il ricorso a modelli d'assicurazione come Hmo (studi medici collettivi) e medi­co di famiglia - o altri modelli offerti da singole casse, ad esempio la consulenza medica per telefono prima della visita o un sistema di bonus che preve­de una riduzione dei premi se non vengono chiesti rimborsi - è una soluzione. Rinunciare alla libera scelta del medico o dell'ospedale permette ad esempio di risparmiare tra il 5 e il 25% sui premi.
Secondo il sito comparis.ch, il potenziale di risparmio è enor­me. In base ai premi provvisori comunicati dalle casse per circa il 90% della popolazione, il servi­zio di comparazione online ave­va calcolato che se tutti gli assi­curati restassero presso la loro cassa ma passassero al modello assicurativo più conveniente, il potenziale di risparmio dei pre­mi ammonterebbe a 2,7 miliardi di franchi. Se tutti fossero dispo­sti a cambiare cassa passando a quella più conveniente con lo stesso modello assicurativo, il potenziale di risparmio sarebbe di 3,8 miliardi. Se, infine, tutti gli assicurati passassero al mo­dello assicurativo meno caro presso la cassa più conveniente, il potenziale di risparmio sali­rebbe a 5,9 miliardi. Da parte sua il sito di comparazione "bo­nus. ch" scrive che il potenziale di risparmio per un adulto con una franchigia di 300 franchi può raggiungere 1.670 franchi all'anno per il canton Ticino. Ma bisogna sapere anche per esempio che l'assicurazione infortuni è già coperta dal dato­re di lavoro quando una perso­na è occupata almeno otto ore alla settimana e che se il servi­zio militare o civile dura alme­no 60 giorni consecutivi, è pos­sibile sospendere la propria as­sicurazione malattia per tale periodo.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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