Leggi il Messaggio del CdStato nr 6611
Messaggio CdS + Rapporto Dr Kurt Affolter
Da: La Regione, 8.2.12 pag 3
Tutele e curatele: reclami ai giudici d’Appello. Le commissioni per ora rimangono
È pronto il messaggio governativo riguardo la nuova organizzazione e la nuova procedura in materia di tutele e di curatele, che fa seguito alla decisione delle Camere federali del 19 dicembre 2008 relativa alla modifica del Codice civile svizzero (protezione degli adulti, diritto delle persone e diritto della filiazione) e che entrerà in vigore il 1° gennaio 2013. Il nuovo diritto – ricorda il governo in una nota – prevede che l’autorità di protezione sia interdisciplinare, composta da un collegio decisionale di un minimo di tre membri fra cui un giurista responsabile della corretta applicazione del diritto. L’organizzazione compete ai Cantoni.
Nella prima fase il Consiglio di Stato intende adeguare le norme cantonali limitatamente alle esigenze poste dal diritto federale, optando, in un secondo tempo, per una più incisiva riorganizzazione. Sempre nella prima fase è previsto di mantenere le attuali Commissioni tutorie regionali (Ctr), designare il Tribunale di appello quale autorità di reclamo (attualmente è l’Ufficio di vigilanza sulle tutele) con il potenziamento di un giudice, collocare l’autorità di vigilanza presso il Tribunale di appello e potenziare adeguatamente le risorse degli Uffici cantonali preposti alla collaborazione con le autorità di tutela e all’esecuzione delle misure di protezione.
In una seconda fase s’intende invece implementare, entro il 2018, il “modello giudiziario” mediante la costituzione del Tribunale di famiglia. In quest’ambito e nel contesto della nuova ripartizione delle competenze tra Cantone e Comuni in materia di esecuzione delle misure, si tratterà di stabilire pure la suddivisione degli oneri tra i due livelli istituzionali.
Per quanto concerne le prestazioni di valutazione ed esecuzione delle misure di protezione il messaggio prevede il potenziamento di nove unità per l’Ufficio del tutore ufficiale e di cinque per l’Ufficio delle famiglie e dei minorenni.
Dal 2015 l’implementazione delle misure previste comporterà un onere di 1,8 milioni circa all’anno.
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