Da: www.crescere-insieme.org (Italia)
E' la cultura dell'affidamento esclusivo che induce molti
genitori a convincersi che è lecito sperare di accaparrarsi i figli
eliminando completamente l'altro genitore, l'aborrito partner con il
quale si vogliono chiudere i conti per sempre: e quindi a discreditare,
diffamare, inventare malattie, feste, impegni inesistenti, o
deliberatamente fissarli in modo da ostacolare gli incontri con l'altro.
Anche
quando non si giunge all'eliminazione fisica, l'origine culturale è la
medesima e le conseguenze, per i figli, le stesse. Continuare a
spargere questo assurdo seme, è una responsabilità gravissima che si assume anzitutto e principalmente la magistratura,
tutte le volte che esclude un genitore dall'affidamento senza che da
lui possa venire al figlio alcun pregiudizio. Ma non solo: anche quando
tradisce la legge sull'affidamento condiviso, stabilendolo ma
emarginando un genitore con una frequentazione minimale, non
affidandogli compiti di cura e negandogli il mantenimento diretto.
Ed
è anche una responsabilità di quella parte dell'avvocatura che non
suggerisce questa partecipazione al cliente, che non osa per paura del
giudice ("tanto le dicono di no") o che, semplicemente, non ha
approfondito sufficientemente la nuova normativa e trova più comodo
seguire i vecchi schemi.
E' una cultura che va cambiata, alla
quale si deve dire di no vigorosamente e concretamente. Prima di tutto
rivisitando la legge 54, in modo da renderne ineludibile il messaggio.
Questo è un chiarissimo invito al Parlamento, che Crescere Insieme intende sollecitare con ogni mezzo e in ogni forma. (M.M.)
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