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Confusione ed abolizione delle differenze

Da: Mattino della domenica, .05.18, pag , rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

 

Confusione ed abolizione delle differenze

 

Viviamo sempre più la dimensione della confusione e della mancanza delle differenze, anche le più ovvie, per cui tutti o quasi tutti sentono di poter ambire a tutto e di poter gareggiare con tutti per qualunque cosa: senza le realistiche e necessarie differenze, possiamo perciò nutrire il sentimento, la sensazione, di trovarci a competere gli uni contro gli altri in un ampissimo “gruppo di pari”, su di uno “stesso piano”, al medesimo livello di conoscenze, competenze, esperienze, maturità, valore delle opinioni personali.

Quella nostra appare sempre più marcatamente come una cultura condizionata dal denaro, da mode passeggere, dal narcisismo, da un crescente livello di disumanizzazione.

Nella famiglia

Pensiamo per esempio alle profonde lacerazioni che si producono nei bambini dinanzi alle separazioni dei genitori, purtroppo numerosissime, le quali coinvolgono ogni anno un numero impressionante di bambini.

Per i bambini, l’amore dei genitori è la fonte e la casa del proprio amore, il futuro metro col quale “misurare e pesare” il mondo, gli altri e sé stessi. Quanto prima i bambini noteranno dissensi e divisioni nei genitori, tanto più il loro dolore sarà profondo, radicato e non compensabile. Perduto l’amore primigenio, originario e perciò fondante, la stabilità degli affetti primari, la continuità relazionale dei e con i genitori, i bambini dovranno chiudersi difensivamente su ciò che appaga immediatamente, arraffando il più possibile, avendo appreso col tempo che investire nelle relazioni umane e nell’amore può essere rischioso e molto doloroso. Negli anni in cui i bambini formano coi genitori la prima fondamentale relazione umana, quando l’amore, la fiducia, la gioia e l’autostima scaturiscono dall’amore nutritivo degli altri esseri umani, migliaia di bambini piccoli apprendono che le relazioni affettive sono intercambiabili, che l’amore è incostante, che l’attaccamento umano è un pericoloso investimento e che l’amore deve essere conservato gelosamente per il Sé al servizio della mera sopravvivenza!

Nella coppia

Nel rapporto tra uomo e donna, donna e uomo, occorre sempre considerare, sia l’eguale dignità, sia le differenze. Non dovrebbe tanto interessare la donna-fotocopia dell’uomo o l’uomo fotocopia della donna: senza il rispetto per le differenze, non ci sarà più reciproco arricchimento, né tantomeno attrazione e desiderio. Le differenze esistono, sono necessarie, quindi non sono tutte quante riconducibili a differenze unicamente e puramente culturali: esiste forse parità di gravidanza?

Nella donna

Nella società di oggi, la personalità femminile s’accomoda sul dato di fatto, tuttavia solo apparente, della totale uguaglianza fra uomo e donna: la relazione umana, i sentimenti, gli affetti, ciò che la donna prova e sente “dentro”, lei immagina che l’uomo possa provare qualcosa di simile a lei. Che non è così, è per lei difficile comprenderlo e soprattutto accettarlo. Immagina che quello dell’uomo sia semplice egoismo, insensibilità affettiva, immaturità, si sente allora viepiù trascurata e profondamente delusa: delusione che facilmente sfocia in risentimento ed in desiderio di vendetta. Immagina che a cambiare uomo, a ripetere e a moltiplicare le esperienze sessuali e relazionali, la relazione un giorno potrà finalmente approdare al suo ideale, perché l’uomo lasciato non era quello giusto, quello giusto che da qualche parte di certo l’attende, un “principe azzurro” che lei potrà un giorno, forse esibire all’amica del cuore con un pizzico d’orgoglio. Il disagio della donna è spesso così insopportabile che proprio lei finisce più sovente dell’uomo per rompere matrimonio e famiglia, e non si ferma neppure davanti al bene dei figli.

Nei genitori

La famiglia c’è chi si crede libero di sfasciarla, chi addirittura sostiene più o meno apertamente che tutto ciò rappresenti un’autentica conquista di civiltà, un progresso! Oggigiorno, la maggior parte delle separazioni sono per l’appunto richieste dalle donne. Tutto ciò si tramuta davvero in qualcosa d'auspicabile per la donna? Per evitare disastri sociali, altre irreparabili sofferenze, è necessario che tutti prendano atto delle differenze, per evitare di battersi in favore di pericolosi ed irrealistici presunti “diritti”. È necessario che ciascun genitore riscopra i propri doveri rispetto alle legittime e naturali differenze del partner, tenendo saldo in mente che l’affermare i propri diritti in società ed in famiglia, in continuo contrasto e contro il partner, non potrà che portarci tutti alla rovina, della famiglia in primis, dell’intera società poi.

Individualismo o famiglia?

Perché gli uomini, per quanto si sforzino, non faranno mai abbastanza se la donna continuerà a reclamare di poter misurare l’amore dell’uomo con ciò che solo lei prova, sente e finanche ritiene un suo diritto. Facile è commuoversi per il destino avverso d’una persona sposata male ed invocare il divorzio per andare incontro ai suoi disagi. Splendido mettere l’individuo al di sopra di tutto, ma si può voler consolare una persona ed al tempo stesso ammettere il bisogno di distruggere la famiglia, la società e il bene delle altre persone?

Roberto Flamminii, Educatore SUPSI e coordinatore di aiaco.ch

Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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