Da: Mattino della domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri" 5.12.2010 pag 8 (pagina Mattino in pdf)Per quale motivo dover continuare a scegliere un genitore ed escludere l'altro? Per quale ragione privare i figli di un genitore quando, al di là di virtù o difetti dell'uno o dell'altro, tutti e due sono e resteranno genitori? A mio avviso, pare una banalità doverlo dire, i figli non dovrebbero mai essere messi nella condizione di dover scegliere un genitore.
È arbitrario e crudele che uno gli venga imposto e l'altro "portato via". Deve poterli conservare entrambi, perché entrambi sono i suoi genitori! Chiediamoci allora, perché l'attuale diritto del divorzio continua ad operare in favore dell'uno "contro" l'altro? Perché periziare la capacità genitoriale nell'intento di escludere un genitore allorquando i figli hanno bisogno di continuare ad avere rapporti regolari e significativi con entrambi? La soluzione appare tanto semplice quanto chiara: il diritto del divorzio deve necessariamente impegnarsi massimamente a conservare quanto più possibile la pari importanza e i fondamentali ruoli genitoriali di entrambi i genitori. I motivi sono molteplici:
1. il concreto bisogno dei figli di poter continuare ad avere due genitori anche quando il matrimonio è finito;
2. l'opinabile valore e discutibile senso delle perizie atte a misurare le capacità genitoriali;
3. l'attuazione della bigenitorialità invece della competizione e della guerra tra i ruoli o i sessi;
4. i bambini non devono essere spinti a scegliere un genitore e "perdere" l'altro;
5. madre e padre hanno uguali diritti, doveri e responsabilità nei confronti dei figli, prima e dopo il divorzio;
6. la parità tra madre e padre è necessaria al bene dei figli.
Di conseguenza, l'attribuzione dell'autorità parentale congiunta ai due genitori e la custodia alternata del figlio devono essere la regola. Infatti, invece che affidare la custodia (ossia l'effettiva coabitazione col figlio) ad un solo genitore (pur bravissimo, capace e competente che sia) questa deve essere sostenuta e garantita a tutti e due i genitori, vale a dire nella misura del 50% ciascuno.
Ambedue i ruoli sono da conservare e garantire, nell'interesse massimo che è il bene dei minori! Ciò significa concretamente, fine della competizione fra madre e padre, fine della guerra tra i ruoli genitoriali per la "conquista" dei propri figli, fine delle artefatte lotte in tribunale, delle discriminazioni sessuali, e, soprattutto, fine del male inflitto ai minori, ai nostri bambini!
I giudici, gli avvocati, i politici ed i professionisti della politica familiare, madri e padri tutti, accettino a cuore spalancato l'invito del filosofo Umberto Galimberti a tutelare i compiti di ciascun genitore: "Natura vuole che a generare si sia in due, non solo al momento del concepimento e del parto, ma soprattutto nel momento dell'accudimento e della cura" (U. Galimberti, I miti del nostro tempo).
L'affidamento (custodia effettiva dei figli) equo e paritario tra genitori è di primaria importanza per il tanto osannato (e forse abusato) "bene del minore", sulla bocca di magistrati, commissioni tutorie ed operatori sociali, ma poco o per niente visibile nei tribunali e nei fatti concreti! Sostenere e concretizzare l'affidamento equo e paritario tra i genitori è fondamentale per il bene dei figli, dei genitori e della nostra società, presente e futura!
Avanti tutta! Speriamo nell'avvenire!
Roberto Flamminii, Educatore sociale SUPSI, Ospite della rubrica "Papageno: in nome dei padri"
Appello ai padri
La redazione di Papageno invita i padri a voler raccontare la loro esperienza (non più di 4000 battute). Unitevi al coro di protesta e all'azione dei padri separati.
Movimento Papageno CP 1827 - 6830 Chiasso 1
Commenti