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Il matrimonio nuoce gravemente ai mariti... e allo Stato (= contribuenti) 1ª parte

 

rapporto uomo donna

Da: Mattino della domenica, 16.4.17, pag 26, rubrica "Papageno: in nome dei figli e dei futuri padri"

Il matrimonio nuoce gravemente ai mariti... e allo Stato (= contribuenti) 1ª parte

Una coppia senza figli: lui 36 anni, lei 26, entrambi di nazionalità italiana. Lui lavora come ingegnere civile a tempo pieno e guadagna 6'392.- fr al mese netti (reddito netto complessivo annuo con tredicesima, diviso per 12 mesi). Lei termina gli studi pochi mesi dopo il matrimonio conseguendo la laurea universitaria (Bachelor) e trova lavoro a tempo parziale. Durante questi pochi mesi di matrimonio, in un’occasione il marito (!) si reca al pronto soccorso per lesioni sul corpo e sul volto asserendo che sia stata la moglie a mettergli le mani addosso. Dopo soli 7 mesi di vita coniugale lei si licenzia e lascia la Svizzera per una destinazione sconosciuta. Dopo un anno di vita separata e indipendente, lei ritorna in Svizzera all’insaputa del marito, si iscrive ad un’università della Svizzera romanda per conseguire un Master, trovando un alloggio in un centro di accoglienza per donne asserendo di aver subito maltrattamenti dal marito e di essere stata cacciata da casa.

Moglie, giovane e senza figli, dopo soli 7 mesi pretende 3'500 fr mensili

La giovane moglie dà avvio ad una procedura di separazione pretendendo dal neo marito un mantenimento di 3'500.- fr al mese, chiedendo nel contempo l’attribuzione dell’appartamento in cui lui vive da diversi anni, sostenendo di non essersi mai separata da lui e di non aver mai abbandonato il paese. In tal modo il periodo di separazione legale prima che il marito possa inoltrare istanza unilaterale di divorzio si allunga (2 anni invece del solo anno rimanente dalla separazione di fatto). Ciò implicherebbe per la moglie la possibilità di ottenere contributi di mantenimento per un anno supplementare.

In prima istanza: né appartamento, né mantenimento.

In sede processuale (con importanti costi legali sostenuti dal marito – lei ha invece ottenuto l’assistenza giudiziaria) viene dimostrato che la moglie ha effettivamente abbandonato il paese, ma lei persiste a non voler riferire dove ha vissuto né dove lavorava mentre era all’estero nell’anno precedente. In prima istanza viene ammesso ancora come rimanente solo un anno di separazione legale prima di poter chiedere il divorzio, l’appartamento viene lasciato in uso al marito, e nessun contributo di mantenimento è dovuto alla moglie. Il giudice di primo grado ha ritenuto che i coniugi non avessero convenuto che la moglie continuasse a studiare e che la giovane neo moglie si sia potuta - e si potesse ancora - mantenere da sola.

In seconda istanza: mantenimento per un anno.

La moglie (con l’avvocato pagato dall’assistenza giudiziaria) ricorre, e in seconda istanza - senza alcuna necessità, par lei, di fornire prove a supporto - il giudice cantonale d’appello ritiene che nel caso specifico "il marito ammette che la moglie ha conseguito il bachelor dopo la conclusione del matrimonio, di modo che non appare irragionevole pensare che i coniugi avessero convenuto che la moglie terminasse la sua formazione con l’ottenimento di un master”, nonostante la moglie lavorasse durante la vita coniugale, abbia abbandonato il paese e si sia iscritta all'universita all'insaputa del marito. Questo secondo giudice conferma che la separazione decorre dalla data dell’effettiva separazione di fatto e non dell’istanza di separazione legale, riducendo di un anno il tempo di attesa per l’inoltro della domanda di divorzio.

Calcolo del mantenimento alla giovane moglie, senza figli, agli studi

La giovane 26enne, senza figli, separata dopo soli 7 mesi di matrimonio e che viveva all’estero in modo indipendente, viene quindi autorizzata a non lavorare per studiare, alloggiando nel centro di accoglienza finanziato dallo stato. Le viene perciò riconosciuto un fabbisogno mensile di 1577 fr (= 1200 fr minimo vitale, 305 fr cassa malati e 72 fr costi di trasporto). Nonostante la cassa malati della moglie sia sovvenzionata dal cantone, il marito è stato condannato a versarle ugualmente il premio per intero; e l’alloggio del centro d’accoglienza rimane a carico del contribuente. Al marito viene riconosciuto un fabbisogno di 4'375.- fr al mese (importo “come di prassi giuridica” inferiore alle spese da lui realmente sostenute), da cui un’eccedenza sul suo salario di 2'017.- fr al mese (= 6'392 – 4375). Tolte le spese della moglie (= 2017 – 1577), l'eccedenza risultante di 440 fr viene suddivisa in parti uguali (220 fr) tra marito e moglie: in tal modo, il marito lavorando al 100% fr, deve vivere con 4'595.- fr (4375 + 220), mentre la moglie, studentessa, alloggia in uno studio pagato dallo Stato, per costi complessivi di 3'102 fr al mese, di cui 1'577 + 220 pagati dal marito e 1'000 fr (alloggio) + 305 (sovvenzioni cassa malati) dallo Stato.

Istanza di divorzio unilaterale del marito dopo 2 anni

Allo scadere dei 2 anni di separazione (uno senza mantenimento e uno con mantenimento) il marito chiede il divorzio. Durante la procedura (che è tuttora in corso), si scopre che la moglie non ha per nulla frequentato gli studi e ancora una volta non vuole dire cosa abbia fatto. Continua comunque a non voler lavorare e il marito viene obbligato a continuare a versare il mantenimento alla giovane moglie, nonostante avrebbe dovuto essere pagato solo per un anno. Durante la procedura di divorzio ancora in corso, anche se durerà ancora degli anni, il marito dovrà continuare a pagarle il mantenimento.

Le donne si devono sposare, ma gli uomini no!

In concreto, per soli 7 mesi di vita coniugale, durante la procedura di divorzio che durerà almeno 3 anni, al marito sarà imposto di pagarle ben 64'692 fr [= (1577 + 220) x 36 mesi], oltre alla metà della cassa pensione e dei contributi AVS versati dal marito. Mentre alla moglie, giovane, in salute e laureata, basta continuare a non cercare un lavoro e “incassare” dal marito. In sostanza, durante la vita comune la moglie di 26 anni svolgeva un’attività retribuita, ma, separandosi, non lavora più “incassando” ben 3'102 fr netti al mese!!! Se lui non si fosse sposato, lei non avrebbe avuto alcun diritto giuridico di vantare pretese nei di lui confronti. Il matrimonio nuoce agli uomini…

Anche lo Stato paga: costi a carico dei contribuenti.

Se i giudici avessero imposto alla moglie (di soli 26 anni) di trovarsi un lavoro consono al suo grado di istruzione (bachelor), né il marito né il Cantone dovrebbero pagare per il di lei sostentamento. È interessante stimare quanto questo divorzio sta constando ai cittadini contribuenti: (1) periodo di permanenza della moglie nel centro di accoglienza durante il primo anno di separazione: 195 fr/giorno x 365 gg = 71'175 fr; (2) ammanco mensile della moglie nei 24 mesi successivi di circa 1000 fr/mese = 24'000 fr a carico dei servizi sociali; (3) imposte non pagate dal marito (che deduce dal suo reddito imponibile il mantenimento versato alla ex) per circa 500 fr al mese = 18'000 fr per 3 anni.

In altre parole, grazie alle sentenze dei giudici cantonali e federali, questa vicenda costerà in 3 anni al contribuente oltre 113'000 fr (= 38'000 fr/anno x 3). Le imposte dei contribuenti serviranno dunque a mantenere per 3 anni una giovane donna che né studia né lavora, nonostante ne abbia piena possibilità.

I giudici decidono, il marito e lo Stato (= i contribuenti) pagano! Il matrimonio nuoce allo Stato…

Contatto: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ; Movimento Papageno, cp 1827, 6830 Chiasso, ccp 65-103037-1

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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