Da: www.caffe.ch, 26.7.09
Polemica sulle nuove regole per la custodia dei minori. “Per tutelare i bimbi lo Stato entra nelle nostre case”
Corrado Galimberti
Da una parte chi vede lo Stato come un impiccione nelle questioni familiari. Dall’altra chi pensa che i minorenni affidati o dati in adozione, debbano poter contare su persone, associazioni o enti più qualificati. In mezzo, i bambini. La nuova “ordinanza sull’assistenza di minori”, attualmente in consultazione, rischia di spaccare in due il Parlamento federale, secondo le più classiche divisioni tra destra e sinistra. Le forze politiche rappresentate in governo hanno posizioni abbastanza chiare: Udc e liberali propensi per il no, visto che l’ordinanza prevede anche restrizioni e limiti ritenuti un’ingerenza dello Stato nell’ambito dei rapporti familiari; Ps per il sì, popolari democratici in ordine sparso.
Tra i contrari, uno dei più scatenati è il consigliere nazionale democentrista Toni Bortoluzzi, che al Caffè dichiara: “Si tratta di proposte semplicemente assurde, prive di senso, una dichiarazione di guerra contro il diritto di una famiglia di occuparsi dei figli, un’ingerenza inaccettabile dello Stato, un’idea socialista partorita da Widmer Schlumpf”.
L’ordinanza che fa torcere il naso a Bortoluzzi è nata dopo che, alcuni fa, un’associazione zurighese aveva mandato in vacanza un certo numero di minorenni in Spagna, in una struttura rivelatasi un mezzo gulag: ragazzi picchiati, rinchiusi in gabbie, denutriti. E visto che la legislazione che si occupa dei minorenni dati in affidamento risale al 1977, da più parti si sono chieste modifiche, aggiustamenti, adattamenti. Mentalità, società, diritto, famiglie, in 32 anni ne hanno fatti di passi (avanti o indietro è questione di opinioni). “Mancano professionalità e competenze, e troppo viene lasciato al caso” sostengono i favorevoli delle nuove norme, che giudicano impensabile mettere mano a una revisione di disposizioni che risalgono a 32 anni fa.
A esser sinceri, è dal 1978 che i minorenni, con la revisione del codice civile, non sono più concepiti come “proprietà dei genitori”, ma come individui a sé. Solo che tutto ciò sembra non bastare più. E per i fautori della nuova ordinanza, bambini e adolescenti hanno bisogno di maggiori attenzioni da parte dello Stato. Ad esempio, chi si occupa di minori, si tratti di famiglie affidatarie, istituti o associazioni, dovrà dare prova di “comprovate competenze”. Ma i contrari ritengono che fare le pulci a zii e parenti che si occupano di nipoti e nipotini, con lo Stato che gli tiene il fiato sul collo, non sia ammissibile.
Oggi, altro esempio, prima di accogliere un minore, i futuri genitori affidatari devono richiedere un’autorizzazione, e dal momento che spesso si tratta di casi urgenti, l’idoneità della famiglia ad accoglierlo avviene in tempi molto (secondo alcuni, troppo) rapidi. Se si constata che gli adulti, anche se sono parenti, non sono adatti, il minore deve essere ricollocato e si ricomincia da capo.
Con la nuova ordinanza, questi scaricabarile saranno evitati? “Sì, come no! - conclude Bortoluzzi -. Ci mancava lo Stato che insegna come allevare i figli. Ma daremo battaglia”.
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