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Dal sito www.ti.ch

Tutele (link diretto)

Nell'ambito del diritto tutorio e di protezione dei minori, la legislazione federale prescrive l'istituzione, fra l'altro, dell'autorità di vigilanza sulle tutele (art. 361 CCS). Il Cantone Ticino ha affidato questa funzione alla Sezione degli enti locali (art. 2 LTut e 10 RTut). L'Ufficio di vigilanza sulle tutele si occupa dell'espletamento dei compiti affidati a questa autorità. 

Fra le principali competenze (art. 11 RTut) vi è quella di vigilare sull'operato delle commissioni tutorie regionali, esaminare e decidere i ricorsi proposti contro le decisioni emanate dalle commissioni tutorie (art. 420 CCS), decidere le interdizioni giusta gli art. 369 e 370 CCS e privare i genitori dell'autorità parentale (art. 311 CCS). Interviene inoltre tutte le volte che il codice civile subordina determinati atti al consenso dell'autorità di vigilanza sulle tutele. 

Dall'agosto del 2000, l'Ufficio di vigilanza sulle tutele è inoltre l'Organo cantonale di coordinamento per l'applicazione della Convenzione europea sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento di minori e sul ristabilimento dell'affidamento del 20 maggio 1980 nonché della Convenzione sugli aspetti civili del rapimento internazionale di minori del 25 ottobre 1980. In questo ambito il compito principale è quello di fungere da organo di collegamento tra le autorità cantonali interessate e l'organo centrale per quel che concerne l'aggiornamento della prassi e della giurisprudenza in materia, le raccomandazioni e le informazioni. 

Documenti e studi

  1. Rapporto Affolter - Presentazioni Conferenza stampa dell'11 dicembre 2008
  2. Verifica della vigente organizzazione in materia di tutele e curatele Autore del Rapporto lic. jur. Kurt Affolter (Perizia Affolter)

Da GdP 12.12.08 pag 2

ISTITUZIONI

Una perizia mette in luce alcune lacune da colmare
Autorità tutorie: il sistema funziona, ma va aggiustato


 In particolare fa già discutere la proposta di diminuire le autorità tutorie in Ticino da 18 a 4. Negli ultimi 9 anni vi è stato un raddoppio dei casi di persone messi sotto tutela.
  «La situazione è sostanzialmente buona, ma esistono dei margini di mi­glioramento e alcuni limiti strutturali», così si esprime il responsabile del Di­partimento delle Istituzioni (DI) Luigi Pedrazzini tirando le somme della pe­rizia realizzata dopo 7 anni dall'entra­ta in vigore della Legge sull'organizza­zione e la procedura in materia di tu­tele e curatele. Una perizia chiesta a Kurt Affolter dal Consiglio di Stato an­che in vista dell'adeguamento federa­le previsto per il 1. gennaio 2012, ma non solo. È infatti stata chiesta anche per valutare se l'organizzazione tuto­ria in Ticino risponde alle aspettative e se le scelte fatte nel 2001, che ricor­diamo avevano portato alla creazione di 18 commissioni tutorie regionali, ri­sultavano ancora adeguate per soppor­tare un sensibile aumento della casisti­ca (i dossier concernenti i maggioren­ni sono passati dai 2.634 del 1999 ai 4.286 del 2007, mentre quelli sui mino­renni sono aumentati da 1.315 a 2.606). Da parte loro Alessia Paglia (capo del­l'Ufficio vigilanza sulle tutele) e il re­sponsabile della perizia Kurt Affolter
 hanno spiegato l'attuale organizzazio­ne dell'attuale sistema e hanno mes­so in evidenza che la riforma del 2001 ha in sostanza raggiunto il suo obiet­tivo principale e cioè quello di profes­sionalizzare l'attività delle autorità tu­torie. Come è emerso ci sono però al­cuni aspetti che bisogna migliorare. In particolare il perito ha evidenziato un basso grado (tra il 20 e il 50 per cento) di occupazione dei membri delle Com­missioni tutorie regionali (CTR). E an­cora è stata rilevata una mancanza di persone qualificate per la conduzione dei mandati così come una riforma del ruolo del delegato comunale. Ma l'a­spetto che sicuramente farà più discu­tere è quello della dimensione dei com­prensori. Secondo la perizia infatti, per rendere più efficiente il sistema e per meglio specializzare i membri delle au­torità tutorie, è auspicabile la riduzio­ne degli stessi dagli attuali 18 a 4 (due nel Sopravvenire e 2 nel Sottacerei). Co­me ha messo in evidenza lo stesso Pe­drazzini la questione è già stata presen­tata in una recente riunione con i rap­presentanti delle associazioni comuna­li Acuti e co.re.ti. e ha creato non po­che discussioni. E una delle sfide per il futuro sarà quella di mediare tra l'e­sigenza di specializzare i membri del­le commissioni e la prossimità alla po­polazione per meglio capire le diverse situazioni.
  Da segnalare che il DI intende avvia­re, in collaborazione con altri Diparti­menti, con le attuali CTR, i Comuni e le associazioni, una riflessione genera­le in vista di un messaggio al Gran Con­siglio. L'idea è quella di presentare, per l'autunno del 2009, alcune proposte concrete. (N.M.)




In grande aumento in Ticino anche i minorenni sotto tutela.

Da: CdT 12.12.08 pag 13

 

Tutorie, più grande è meglio
 Lanciata la proposta per ridurre da 18 a 4 le autorità regionali


 Presentata l'analisi ticinese del fenomeno tutele e cura­tele - La casistica è in costante crescita, come pure le difficoltà nel gestirne la complessità - Per un ottimale funzionamento servono comprensori da 70.000 abitanti

  Le attuali 18 Commissioni tu­torie regionali sono troppe. A so­stenerlo è uno studio di fresca pubblicazione che fotografa il fe­nomeno delle tutele e curatele in Ticino, in particolare dalla rifor­ma adottata nel 2001 (in prece­denza c'erano 245 delegazioni tu­torie) e in vista del 2012, quando entreranno in vigore nuove nor­me a livello federale. Il Cantone con questo nuovo studio intende capire se l'attuale organizzazio­ne sarà ancora sostenibile quan­do cambieranno le regole del gio­co e, se del caso, cosa andrà cam­biato. La rispostadel perito, Kurt Affolter (esperto in materia), è perentoria: l'obiettivo di profes­sionalizzare un settore tanto de­licato è stato raggiunto, me è sta­ta constatata «una grande diffe­renza » nella messa in pratica de­gli obiettivi fissati nella legge. Ma il problema principale, ha spie­gato ieri Affolter, è la dimensione dei comprensori. Oggi la suddi­visione del Ticino rende la massa critica troppo esigua. Viene pro­posta quindi una ulteriore con­centrazione in sole 4 autorità re­gionali: due nel Sopraceneri e due nel Sottoceneri. Una drastica ri­duzione perchè «per una orga­nizzazione ottimale va conside­rato un comprensorio di 70­80mila abitanti».
  Per ora la riduzione da 18 a 4 è so­lo uno scenario, nulla di più, ha tenuto a precisare il direttore del Dipartimento delle istituzioni Luigi Pedrazzini. I Comuni, per il tramite delle associazioni che li rappresentano e le delegazioni tutorie regionali sono stati infor­mati martedì sera dallo stesso Pe­drazzini. Ora non resta che atten­dere le prime prese di posizione per capire se questo scenario sia gradito o meno. In prima battu­ta, è stato riconosciuto dal diret­tore del Dipartimento, è stata espresso grande perplessità.
  Di cifre ieri non ne sono state fat­te, ma è fortemente probabile che il cambiamento normativo e l'ac­centramento dell'organizzazio­ne, porteranno difficilmente a una riduzione dei costi: «Già og­gi sfioriamo il limite delle risor­se,
Le statistiche dicono che il fenomeno è in crescita. Per i mino­renni 1.315 casi nel 1999; 2.606 lo scor­so anno
  domani, con i nuovi compiti che vengono delegati, potrebbe­ro esserci sorprese».
  A livello generale l'eventuale ri­duzione sarebbe un passo, rispet­to a quanto accadeva solo otto anni fa, davvero importante:fino a quel momento tutto era eserci­tato dai sindaci.
  Ora il Dipartimento incaricherà un gruppo di lavoro e poi aprirà una consultazione, per trovarsi pronto nel 2012.
 L'attività dal 1999
 «L'evoluzione è continua e costan­te ». Alessia Paglia, capo Ufficio di vigilanza sulle tutele, ha mo­strato la statistica dei casi dal 1999 allo scorso anno (vedi grafico). Spulciando le cifre si scopre che i casi di tutela per malattia menta­le nel 1999 erano 272, nel 2007 ben 618. Nello stesso lasso di tem­po le tutele volontarie sono pas­sate da 372 a 553. Anche le misu­re di protezione per i minorenni sono aumentate. Ad esempio le curatele educative:da 284 a 603. E si tratta di un compito molto deli­cato, come disciplinare concreta­mente il diritto di visita. C'è stata poi una vera propria esplosione di casi (da 272 a 917)per una pro­blematica che potrà sembrare ba­nale, ma che è reale. Si tratta del­l'articolo che permette alla tuto­ria d'intervenire per obbligare (ad esempio) un genitore a non tra­scurare i propri figli, costringen­doli a vestirli in maniera adegua­ta alla stagione. Pare incredibile, ma anche in Ticino accade. A li­vello generale Paglia rileva che «l'attività è molto aumentata, in sintonia con il disagio crescente». Ma questa non è una particolari­tà ticinese, anche a livello federa­le i casi si sono moltiplicati. A a Bellinzona si è anche chiamati a dover decidere sui ricorsi presen­tati: ogni anno ne giungono 140 nuovi. Pochi? Tanti? Paglia si li­mita a dire che «rispetto al nume­ro di decisioni la percentuale non è molto alta. Va inoltre conside­rato che molte sono le decisioni emanate, decisioni che spesso scontentano qualcuno (diritto di visita e collocamenti) scontenta­no sempre qualcuno.
 Gianni Righinetti

 

IN CIFRE




Fino alla fine del 2000 le delegazioni tutorie erano 245 Dal 2001 sono state ridotte a 18 Commissioni tutorie regionali



Lo studio suggerisce una drastica riduzione a 4 (2 nel Sopraceneri e 2 nel Sottoceneri)
 I CASI

 Maggiorenni
1999 2634
 2001 3074
 2003 3542
 2005 3928
 2007 4286
 Minorenni
1999 1315
 2001 1623
 2002 2314
 2005 2362
 2007 2606

 

 

 

Da: www.mattino.ch, 21.12.08, scritto da MDD.

Lo studio Affolter non convince i critici: «Non si è tenuto conto dei casi concreti» - Genazzi (Enti Locali): «Occorreva una visione globale, dall'alto»

Nei giorni scorsi, a quasi sei mesi della sua consegna, è stata resa pubblica la perizia Affolter sulle Commissioni tutorie ticinesi. Commissioni che sono da tempo nel mirino da un lato di parecchie persone che si trovano ad averci a che fare, ad esempio genitori in fase di divorzio, dall'altro degli stessi curatori. La proposta più corposa della perizia è quella di ridurre il numero delle Commissioni tutorie regionali (CTR) dalle 18 odierne a 4. Proposta che però non risulterà particolarmente gradita agli attuali presidenti delle Tutorie, che da questa attività (accessoria) traggono un certo reddito, e che pone anche un problema a livello di persone. Poiché infatti non sono rare le lamentele di curatelati e curatori nei confronti dell'autorità di vigilanza delle tutele, non sarebbe soluzione gradita "riciclare" i funzionari che ivi lavorano mettendoli a capo delle nuove eventuali megacommissioni.

Da: La regione 12.12.08 pag 4  (per leggere la perizia clicca QUI )
Speciale Tutele e curatele
di Paolo Bobbià e Andrea Manna (foto Ti-Press)
A sette anni dall'entrata in vigore della legge ticinese su organizzazione e procedura nel settore tutele e curatele si sono fatti passi avanti. Ci vogliono però più professionalità e meno commissioni per prepararsi al nuovo diritto federale. Lo dice il rapporto commissionato dal Consiglio di Stato

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