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Finti rifugiati. La fattura record!

Da: Mattino della domenica, 06 aprile 2008

Scritto da MDD   

 
E quanto paga il contribuente in difese d’ufficio ai cavillosi avvocati che si arrampicano sui vetri per ritardare l’espulsione di asilanti che voglio approfittarsene del nostro Stato sociale?

Per la serie: ecco come si spendono i nostri soldi. In Svizzera interna per rimpatriare due richiedenti l’asilo africani respinti, quindi in sostanza dei finti rifugiati, si sono spesi 160mila Fr, vale a dire 80mila Fr a testa. Questo accade quando l’asilante in questione non ne vuole sapere di rientrare nel paese d’origine. Bisogna quindi organizzare voli speciali con misure di contenimento – la persona rimpatriata deve essere messa in condizione di non nuocere a se stessa o ad altri – nonché di assistenza medica e poliziesca. Queste procedure non solo sono costose, ma spesso necessitano di anni di tempo per tradursi in realtà. Quindi, non solo ci tocca mantenere per anni il finto richiedente l’asilo spendendo somme ingenti, ma ci tocca mettere sul tavolo un capitale per rimpatriarlo. In effetti, 80mila Fr sono una paccata di soldi, ma tenere in Svizzera due anni un finto asilante costa di più. Ricordiamo ad esempio il caso della richiedente l’asilo minorenne ospitata in istituto luganese a 8114 Fr al mese (a quanto ci consta, è ancora lì). Quindi, tanto vale “investire” nel rimpatrio per risolvere il problema alla radice. E’ chiaro quindi che per evitare questi esborsi da capogiro, la priorità deve essere quella di rendere il  nostro paese il meno attrattivo possibile per gli asilanti. In questo la nuova legge sull’asilo, alla faccia dei vari internazionalisti che non la volevano, qualcosa ha migliorato. Quindi a chi vuole spalancare le nostre frontiere non solo bisognerebbe presentare il conto di quel che ci tocca pagare per mantenere gli asilanti in Svizzera ma anche quello, salato, dei rimpatri.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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