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I diritti umani in Svizzera

Da: Corriere del Ticino, 14.5.08, pag 4

Adottato dal Consiglio delle Nazioni unite il rapporto - Berna si è impegnata ad applicare sei raccomandazioni e a valutarne altre ventitré, mentre ne ha respinte due
 Il Consiglio dei diritti dell'uo­mo delle Nazioni Unite ha adotta­to ieri a Ginevra il suo rapporto sulla Svizzera, frutto dell'esame periodico universale (EPU) a cui da quest'anno è sottoposto ogni paese. La Confederazione si è im­pegnata ad applicare sei racco­mandazioni e a valutarne altre 23, mentre ne respinge due.
Berna si rifiuta di aderire alla Convenzione internazionale sul­la protezione dei diritti dei lavo­ratori migranti e dei membri del­le loro famiglie (CMW), ritenen­dola di difficile attuabilità, e non vuole permettere ai cittadini di far valere direttamente in tribu­nale i diritti economici, sociali e culturali.
Nel corso del dibattito svoltosi giovedì, presente anche una de­legazione guidata dalla consiglie­ra federale Micheline Calmy-Rey, la Svizzera si è detta per contro d'accordo di rafforzare gli sforzi contro la xenofobia, di ratificare la convenzione contro la tortu­ra e di creare un'istituzione in­ternazionale per la prevenzione della tortura. Sì pure a misure per evitare ed eventualmente pu­nire gli atti di violenza della po­lizia contro stranieri e richieden­ti l'asilo, a una migliore valuta­zione delle differenze uomo­donna nell'ambito dell' EPU e al­la consultazione della società ci­vile in questi ambiti.
La Svizzera non chiude la porta nemmeno ad altri 23 suggeri­menti: ma stando a quanto indi­cato dall'ambasciatore all' ONU Blaise Godet occorrerà analizzar­li in modo più approfondito. Ber­na fornirà la sua risposta il 12 giu­gno, al momento dell'adozione formale del rapporto.
Uno dei punti in questione con­cerne i diritti popolari: il rappor­to chiede infatti che la Svizzera adotti misure per garantire che i diritti umani siano presi in con­siderazione dalle autorità giudi­ziarie già in uno stadio più avan­zato: questo in particolare riguar­derebbe la compatibilità delle iniziative popolari con gli obbli­ghi internazionali sottoscritti dal Paese.
Nel mirino del rapporto, presen­tato da Africa del Sud, Pakistan e Uruguay, vi è espressamente l'ini­ziativa dell' UDC sulle naturaliz­zazioni, in votazione il 1. giugno. Altre raccomandazioni concer­nono la discriminazione delle donne migranti, l'odio religioso e razziale, la messa al bando di tut­te le forme di punizioni corpora­li nei confronti dei bambini e l'au­mento dell'aiuto allo sviluppo.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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