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Casse malati Sospesi 380 assicurati al mese. Ecco l'identikit dell'insolvente

Da: CdT 10.11.10 pag 8

Casse malati Sospesi 380 assicurati al mese

Le persone che non pagano i premi sono oltre sedicimila ed il loro numero continua ad aumentare Per il Cantone è in arrivo una fattura di 13 milioni di franchi all'anno - Ecco l'identikit dell'insolvente


Si aggrava di anno in anno il fenome­no dell'insolvenza nell'assicurazione malattia. Rispetto all'anno scorso, quan­do l'aumento era mediamente di 250 ca­si al mese, il numero delle persone che smette di pagare i premi è ormai cre­sciuto a 380 al mese. I sospesi dalla co­pertura assicurativa, alla fine di marzo di quest'anno, erano 14.302. A questi tuttavia vanno aggiunti circa duemila minorenni. Il Cantone garantisce il pa­gamento dei premi, ma dal momento che nella maggior parte dei casi le cas­se non segnalano le sospensioni, all'at­to pratico moltissimi di questi giovani risultano privi di copertura. Questo in­cremento sensibile della sospensione assicurativa emerge dal primo aggior­namento del rapporto sugli assicurati morosi, trasmesso ieri al Gran Consi­glio e realizzato da Michele Egloff, del­la Supsi. È una situazione che preoccu­pa, anche perché il marcato aumento dei premi, dice il DSS, «non lascia cer­to presagire un miglioramento».
Rispetto al primo rapporto vengono confermati tutti i dati di fondo. Un assi­curato su venti della popolazione mag­giorenne è sprovvisto di copertura, per­ché nonostante i richiami da parte del­la sua cassa ha smesso di pagare i pre­mi. La maggior parte di queste persone ha un'età compresa tra i 25 ed i 59 anni. Divorziati, prevalentemente maschi (uno su sette non paga), e stranieri (il doppio rispetto agli svizzeri dalla nasci­ta) sono presenti in proporzioni supe­riori alla media. Un altro dato rilevante è la cronicità: tre quarti delle sospen­sioni hanno una durata uguale o supe­riore a 17 mesi. Questo significa che il 75% degli assicurati che erano sospesi il 31 marzo 2010 erano senza copertu­ra assicurativa da almeno un anno e mezzo. La metà dei sospesi lo è da qua­si tre anni, ovvero da 34 mesi. Un quar­to addirittura è sospeso da più di 3 an­ni e mezzo (41 mesi).

Un terzo di sussidiati

Un altro aspetto importante riguarda i sussidiati. Il 32% degli assicurati ai qua­li sono state sospese le prestazioni sa­nitarie beneficia della riduzione del premio, mentre l'8% percepisce l'assi­
stenza sociale. Dall'analisi di reddito e sostanza sono emerse situazioni che il DSS definisce «di grande precarietà fi­nanziaria», ma al tempo stesso ne so­no emerse altre in cui il problema non è dovuto alla carenza di risorse. In ba­se alla valutazione della situazione eco­nomica, lo studio della Supsi ha con­statato che il 62% degli assicurati so­spesi che non ha chiesto la riduzione di premio allo Stato non ne avrebbe comunque diritto.
Allo Stato il grosso dei costi

Lo studio evidenzia anche i costi del­l'insolvenza. Nel 2009 le casse malati hanno emesso 25.000 precetti esecu­tivi contro 11.000 assicurati morosi (do­po averli sospesi) per un importo di 30 milioni di franchi, pari a circa il 3 per cento del miliardo complessivo del loro fatturato. L'emissione di questi precetti ha consentito di incassare ol­tre 10 milioni, mentre per 21.000 di es­si si è dovuta chiedere la prosecuzio­ne della procedura di esecuzione e fal­limento. Diecimila di queste procedu­re si sono concluse con un attestato di carenza beni. Gli Uffici d'esecuzione e fallimenti hanno incassato un impor­to di circa 5 milioni (su 14 milioni de­gli attestati). La stima totale dell'im­porto annuale 2009 di insolvenza è di 15 milioni, il che porta a valutare la perdita per le casse malati in circa l'1,4% del fatturato annuo. Nel 2012 inoltre, entrerà in vigore la riforma che chiede ai Cantoni di versare alle cas­se l'85% degli arretrati per i quali è sta­to emesso un attestato di carenza be­ni. In cambio le casse non potranno più sospendere i rimborsi, ma reste­ranno proprietarie degli attestati e do­vranno versare ai Cantoni la metà de­gli incassi recuperati. Questo scenario causerà al Ticino un nuovo onere di 13 milioni all'anno. Le casse invece ne pagheranno 2. Sempre nel 2012, con il nuovo finanziamento ospedaliero, ci sarà un trasferimento annio dai pre­mi allo Stato per 85 milioni. Il premio dovrebbe scendere del 7%.
GI.GA.


COMPLEMENTI SU

www.cdt.ch/k34032

ESBORSI Fra sussidi, complementari e arretrati, il Cantone verserà alle casse malati 245 milioni di franchi.
(Foto Crinari)

 

PROPOSTE DEI PARTITI
Aiuti straordinari tramite gratifica o sconti d'imposta


A tre settimane dall'incontro con i parti­ti, la direttrice del DSS Patrizia Pesenti ha presentato ieri in Governo due scenari per il potenziamento dei sussidi di cassa malati. Ma l'Esecutivo, per ora, si è limitato a pren­derne atto, senza decidere. Anche perché, prima di farlo, intende valutare la situazio­ne finanziaria complessiva, alla luce delle proposte di sgravi fiscali approntate da Lau­ra Sadis. Il primo scenario proposto da Pe­senti prevede di aumentare i sussidi a chi già li riceve, mentre il secondo contempla un innalzamento dei limiti di reddito, in modo di estendere la cerchia dei beneficiari. Ci so­no tuttavia delle perplessità su ambedue le operazioni, in particolare sulla seconda, per­ché, per ragioni tecniche e di tempi, presen­ta problemi di praticabilità.
Il PPD ha invitato il Governo a studiare una misura dell'ordine di 10/15 milioni di fran­chi, destinata in particolare al ceto medio e medio-basso, oggi esclusi dagli aiuti. In al­ternativa al sussidio, si tratterebbe di attua­re uno sconto d'imposta, una strada che se­condo il PPD «avrebbe il vantaggio di poter essere applicata retroattivamente e di poter essere concretamente collegata al pacchet­to di misure fiscali». Da parte loro, PS, Lega, UDC e Verdi, chiedono un messaggio urgen­te, dell'ordine di 15 milioni, affinché si trovi una soluzione amministrativamente pratica­bile, senza dover ricalcolare tutti i diritti ai sussidi. Si tratterebbe di prevedere una gra­tifica una tantum per le persone residenti con figli, utilizzando la legge assegni di famiglia e l'apparato amministrativo delle casse as­segni famigliari: tale gratifica sarebbe finan­ziata dal Cantone. «Questo sarebbe un atto non solamente doveroso, ma anche economi­camente importante», dicono. Di questo im­porto aggiuntivo straordinario valido per il 2011 si dovrà tener conto adattando il nuo­vo sistema di sussidiamento dei premi cassa malati, basato sul reddito disponibile sempli­ficato, che entrerà in vigore dal 1.1.2012, tra­mite una modifica della legge speciale.

 

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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