Da: www.caffe.ch del 4.4.10
costano mille franchi al mese
I figli saranno sì “piezz’e core”, come dicono a Napoli, ma costano. Costano sempre di più. E i ticinesi ci rinunciano. L’anno scorso 2835 nascite contro 2834 morti. Sono i dati ancora provvisori dell’Ufficio statistico cantonale, ma che, comunque, la dicono lunga sulla voglia procreativa del cantone. Numeri controtendenza rispetto al resto della Svizzera che nel 2009 con 78.200 nati ha registrato il più alto numero di nascite dal 2001, ma certamente ancora del tutto insufficienti a garantire il ricambio generazionale. Ci si sposa meno, sempre più tardi e nascono meno bambini, anche perché se i figli sono una ricchezza per ogni famiglia, rappresentano pure una grossa spesa. “Con la crisi economica è ancora peggio. Se si vogliono più nascite, la Confederazione deve fare decisi passi avanti con la politica di sostegno alle famiglie”, afferma Fulvio Caccia presidente di Caritas svizzera, associazione assai attenta ai problemi della famiglia e alle nuove forme di povertà.
Ma quanto costa mantenere un figlio? Non ci sono stime recenti, ma nel rapporto 2004 sulle famiglie del dipartimento federale dell’Interno, per una famiglia monoparentale si calcolava il costo mensile medio di un figlio adolescente in circa 1’800 franchi, mentre una coppia con due figli spendeva 2’000 franchi circa. Stime confermate grosso modo da un successivo studio del Canton Zurigo dove la spesa minima media mensile per un figlio oscillava, a dipendenza dall’età, tra 1’400 e 1’570 franchi. L’investimento complessivo sino al ventesimo anno di età, tra costi diretti e rinuncia a redditi da lavoro, era calcolato tra i 500 mila e il milione di franchi. Cifre che in questi anni sono cresciute ancora, perchè tutto è più caro e perché si sono imposti nuovi consumi anche per i ragazzi, dai telefonini e videogiochi, all’abbigliamento, allo sport. Se si pensa che lo stipendio medio lordo in Svizzera è di 5’800 franchi e in Ticino poco meno di 5’000, son presto fatti i conti di quanto incida il mantenimento di un bambino per un’economia domestica. Con redditi così se è già dura crescere un bambino, con un secondo figlio il bilancio domestico comincia a scricchiolare pericolosamente. Tra le 700- 900 mila persone povere che vivono in Svizzera, secondo le stime di Caritas, abbondano le famiglie numerose. Già sul finire degli anni ‘90 una ricerca dell’università di Berna, aveva dimostrato che i nuclei familiari con bambini rappresentevano il 60% dei poveri in Svizzera.
Per quanto in Ticino negli ultimi anni ci sia stata una leggera ripresa delle nascite, il trend resta pressocché piatto, senza riuscire a superare i 3108 nati del ’94 il picco più alto dell’ultimo ventennio. “Una soglia, tuttavia, molto al di sotto di quella di alcuni anni di grazia del baby boom, che tra il 1963 e il 1966 e avevano registrato oltre 4000 nati all’anno”, sottolinea Matteo Borioli dell’unità di demografia dell’Ufficio statistico cantonale. Secondo Borioli ad incentivare, anche se di poco, le nascite in questi ultimi anni, c’è stato il maggior aiuto dello Stato alle famiglie con assegni, asili nido e altre misure di sostegno. “Anzi, si può dire che Berna guarda con molto interesse al modello ticinese di sostegno familiare -osserva Caccia-,aiuti integrativi che non disincentivano però dall’autoresponsabilizzazione nel migliorare la propria situazione economica. Certo la Confederazione deve impegnarsi nel potenziare l’offerta di asili nido e altri servizi per l’infanzia”.
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