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La sofferenza dei padri separati

La separazione di una coppia con figli, quando è conflittuale, mette a dura prova ambedue i coniugi ma le conseguenze per la figura genitoriale maschile sono spesso catastrofiche a causa delle leggi attuali e della loro applicazione. Sempre più spesso ci confrontiamo con padri separati ridotti in povertà. Chi lavora a stretto contatto con queste situazioni conferma che la nostra legislazione risulta oltremodo punitiva verso i padri messi a dura prova dalle decisioni del giudice.

Da: Mattino della domenica, 25.10.2015, pag 10

Una prima discriminazione riguarda l’aspetto economico che calcola il fabbisogno del padre non affidatario imponendogli un minimo vitale spesso insufficiente. L’applicazione della legge e della giurisprudenza in merito stabilisce, salvo casi rarissimi, che la casa coniugale è destinata al genitore affidatario, cioè nella quasi totalità dei casi la madre, e questo ovviamente mette in seria difficoltà i padri separati.

La discriminazione che appare più rilevante e sofferta risulta però quella di natura affettiva che consiste nella perdita del contatto quotidiano con i figli, legame che, sebbene mantenuto grazie alle visite quindicinali, si allenta inesorabilmente.

Ciò che prima era naturale, e cioè vedere i figli ogni giorno, diventa insolito ed imbarazzante per il padre separato, che non riesce a seguire con continuità la loro crescita. Se poi si aggiunge la ricostituzione di un nucleo familiare da parte della madre, la sofferenza diventa ancor più evidente.

Un primo passo dal punto di vista legislativo è avvenuto nel 2014 con l’introduzione dell’autorità parentale congiunta, anche se questo aspetto ha un’importanza spesso teorica per chi non vive una relazione continuativa con i figli. È oggi dunque indispensabile che il termine BIGENITORIALITÀ sia ben presente nella cultura di chi si appresta ad affrontare queste tematiche negli ambiti legislativi.

Un passo ulteriore va quindi preso in considerazione, come già avviene in altre nazioni, introducendo l’AFFIDO CONDIVISO, imponendo così ad ambedue i genitori una suddivisione più equa dei diritti e dei doveri.

BORIS BIGNASCA

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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