La prima causa dei divorzi è indiscutibilmente il matrimonio.
Sembra un'affermazione banale ma non lo è affatto.
Infatti, il matrimonio, sotto l'aspetto civile, contrariamente a quello religioso, rappresenta essenzialmente un contratto tra due persone, le quali inizialmente si impegnano per l'amore a vita e per la mutua assistenza, sia economica, morale, spirituale che materiale.
Ci si sposa per abitudine, perché socialmente doveroso e soprattutto perchè si desidera avere assieme dei bambini, da crescere e educare assieme.
Noi ci occuparremo delle coppie con figli. Per le altre solitamente l'eventuale sofferenza e conseguenze sono circostritte agli adulti, i quali nonostante la delusione e la tristezza del momento riusciranno, dopo il necessario periodo di "lutto" psicologico, a ricominciare a vivere una vita normale e di qualità con un'altra persona.
Purtroppo così non è per le coppie (sposate o conviventi) che hanno avuto la gioia di mettere al mondo dei figli dei quali sono padre e madre, entrambi genitori, per sempre.
Quando col passare degli anni di vita in comune, gli auspici e le promesse iniziali vengono meno, ecco allora che si giunge a considerare la separazione e il divorzio.
Noi vorremmo soprattutto informare l'opinione pubblica sulle conseguenze della separazione e del divorzio per i figli e i padri.
Siamo padri che loro malgrado hanno subìto tutto ciò di cui vi stiamo scrivendo ed è nostro desiderio che almeno i nostri figli (magari ancora adolescenti o non ancora nati) non debbano subire ciò che purtroppo abbiamo dovuto vivere noi.
Come padri esprimeremo la nostra visione delle cose, descriveremo e documenteremo il nostro vissuto, di sofferenza e frustrazione estreme, visto che siamo stati privati dei nostri figli da leggi e applicazione di leggi da parte di giudici inique e a favore unicamente delle madri a cui vengono affidati automaticamente i figli (anche non essendo il genitore con le capacità genitoriali più idonee). Come genitori affidatari ricevono quindi indirettamente tutti i vantaggi e la "protezione giuridica" di cui dovrebbero beneficiare i figli.
Naturalemente ci sono madri che da una separazione non hanno forzatamente conseguenze solo positive ma anche negative. Pensiamo ai padri assenti, sia dal punto di vista affettivo sia materiale; padri magari partiti all'estero dietro le gonnelle di qualche bella giovane che li ha ammagliati per benino. Padri che han dimenticato che i loro figli piangono per essere stati abbandonati e che forse non dispongono neppure dei soldi per comprarsi da mangiare... Madri che fan fatica a tirare a fine mese e che per amore dei loro figli si sacrificano quotidianamente; donne fantastiche che meritano grande rispetto e stima.
Al contrario, purtroppo, sono numerose le donne che non sono madri premurose che non hanno a cuore il bene dei loro figli ma unicamente il loro interesse personale, interesse coltivato nel cercare di trattenere con sé i bambini per esercitare potere su di loro, unicamente per beneficiare di tutti i vantaggi legati al fatto di averne l'affidamento (contributi alimentari esorbitanti, rivalsa e vendetta sugli ex mariti, attribuzione dell'abitazione e dei beni coniugali, ecc).
Noi siamo padri che sono stati allontanati dai propri figli da giudici e commissioni tutorie, e "obbligati" a vederli per pochi giorni al mese, senza avere la possibilità né di crescerli né educarli né di gioire della loro presenza nel vissuto quotidiano. Siamo padri di figli lasciati "orfani di padri vivi" da leggi e giudici crudeli senza cuore né buonsenso, immersi nelle loro elucubrazioni giuridiche che non rispecchiano più la nostra società, e nel loro delirio di potere per cui applicano le leggi spesso arbitrariamente.
Non ci dimentichiamo però degli psicologi e psichiatri, oltre a tutti gli altri operatori sociali che fioriscono e s'arricchiscono grazie alla "fabbrica dei divorzi" in cui sguazzano a meraviglia. Consideriamo sempre che i nostri figli sono in mano a tutte queste persone che con il loro operato, di fatto, mettono a repentaglio il loro futuro e impediscono loro un'armoniosa crescita psicologica e morale.
Non dimentichiamo che questi giovani sono il futuro della nostra società, il suo motore trainante.
Diamo futuro ai nostri figli!
Noi siamo padri che non vogliono essere ridotti ad essere soli "papà-bancomat"!
Ecco dunque poco a poco venir alla luce i diritti e doveri conseguenti all'aver contratto il fatidico matrimonio. Ed è così che si scopre una nuova terminologia: genitori affidatari in contrapposizione a quelli non affidatari, affidamento e autorità parentale, congiunta o meno, contributi alimentari, spese straordinarie, obblighi di mantenimento, trascuranza agli obblighi di mantenimento, trattenute salariali, diritti di visita o alle relazioni personali, diritti minimi, conflitti genitoriali, capacità genitoriale, curatori educativi, mediatori famigliari, centri coppia e famiglia, articoli di legge sull'abitazione coniugale, giurisprudenza sul diritto di famiglia, ecc.
Prima i figli (questi piccoli angeli discesi dal cielo) "erano" coi due genitori, la casa era dei due genitori (al 50% oppure dei nonni paterni ma donata al figlio che ci viveva con la moglie e figli oppure comprata con i prestiti/regali dei nonni paterni senza i quali sarebbero ancora in affitto - generosi questi nonni paterni vero?), l'automobile famigliare (magari anch'essa comprata grazie ai prestiti/regali dei nonni paterni), il mobilio e le suppellettili (di sicuro pure per questi acquisti ci sarà stato lo zampino dei nonni paterni..), il conto in banca di famiglia (almeno i conti conosciuti dal marito.. E anche quì forse ci saranno stati dei regali dei nonni paterni al proprio figlio dicendogli "Li userai per i bambini se ne avranno bisogno o quando saranno grandi"..), e altro ancora. Dopo la separazione o il divorzio queste figure (padri, nonni e gli altri parenti paterni) improvvisamente vengono allontanate dalla vita dei bambini, fino a volte, anche in tempi brevi, a scomparire del tutto. Gli artefici? Madri alienanti, leggi e prassi inque, oltre che eccepibile applicazione di queste ultime da parte di giudici e delle autorità preposte. Ed ecco - alla fine - che i figli si ritrovano *orfani di padri (e nonni paterni) vivi".
Invitiamo pertanto i lettori a contattarci per esaminare assieme e scrutare più in dettaglio l'attuale legislazione e prassi giuridica del "matrimonio" e del "divorzio": determinarne il significato sociale e religioso ma soparattutto valutarne le conseguenze dal punto di vista civile per i coniugi.
Vorremmo altresì far risaltare le differenze tra le coppie conviventi e quelle invece sposate, in particolare valutarne le conseguenze a livello civile (soprattutto in caso di separazione e divorzio).
Successivamente vorremmo scandagliare le conseguenze a livello civile per i coniugi che si separano, sia per scelta di entrambi che di un coniuge solamente.
Come potrete vedere le conseguenze per i padri sono disastrose sia a livello psicologico che finanziario ma soprattutto nella loro paternità. Il solo "diritto" garantito ai padri è il suo "obbligo" al mantenimento economico della ex moglie e dei figli (per i padri sposati) e dei figli (per i padri non sposati).
Coloro che raccolgono i "cocci rotti" sono però i nostri figli...
Cambiare queste leggi e la prassi in vigore per salvare la nostra società e i nostri figli che ne sono il futuro.
Uniti, in gran numero, ci riusciremo.
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