Da: Il mattino della domenica, 8.2.09, pag 8
Riflessioni indirizzate a donne "sfegatate"
Fra amici, qualche giorno fa,
si discuteva un po' del più e del meno: come si fa qui in valle, sapete, siamo
gente alla buona ma che di tanto in tanto azzecca qualche riflessione. Alla
conversazione erano presenti anche due signore. Tema del giorno: dopo tante
lotte, anche le donne hanno raggiunto una parità nei diritti?
Con la pazienza, e facendo anche ragionare gli uomini, le donne sono riuscite a raggiungere diversi traguardi di sicura rilevanza. Mi viene tuttavia da domandarmi: ma hanno veramente orientato tutto all'effettiva parità quelle sfegatate che, dalla tribuna di qualche gruppo femminista, ancora oggi parlano e blaterano di una presunta "mancanza di parità" nei diritti? E, soprattutto, come mai sembra che si rifiutino letteralmente di lottare laddove esse vedano o credano di vedere qualche disparità tra uomo e donna, e non necessariamente in una sola direzione?
Per inquadrare i temi, ricordo che:
a) in caso di vedovanza, una donna riceve a vita la rendita del marito, anche se è divorziata da moltissimi anni e non si è risposata (a ciò ella ha diritto se è stata sposata per almeno 10 anni). L'uomo, invece, solo se è sposato e se ha figli di età inferiore ai 18 anni, poi fine...;
b) si parla tanto di violenza domestica. Credo che a tutela delle donne vi siano oggi molte nuove normative, il che non avviene nel caso degli uomini (personalmente, penso sia meglio lasciarsi prima di arrivare alle mani);
c) la Svizzera è un Paese neutrale, ma disponiamo di attività militari alle quali le donne possono partecipare. Come mai non ne troviamo molte nei quadri dell'Esercito? Vi sono moltissime mansioni nelle quali è già stato dimostrato che le donne hanno talento ed attitudine; devo forse pensare che in loro manchi il patriottismo?;
d) nelle votazioni, le donne hanno diritto al voto, ma poi si lamentano del fatto che poche tra esse vengono elette e reclamano l'introduzione di "quote rosa". A me risulta che la metà della popolazione sia femminile; ed allora, perché tale metà non vota proprie candidate?;
e) in materia di donne straniere, davvero sono state condotte a compimento le battaglie per far sì che sussista un'effettiva parità dei diritti? Oppure viene permesso che la donna proveniente da un Paese lontano sia "gestita" in famiglia ed anche sulla pubblica via come avviene nelle nazioni di origine? Se vogliamo parlare di integrazione e di parità, non sono anche questi soggetti che, nel momento stesso in cui siano entrati in Svizzera, hanno il sacrosanto diritto di essere considerate - dai familiari, per esempio, e senza eccezione o deroga alcuna - secondo le regole del luogo?;
f) legge sul divorzio: vi sembra che sussista una parità dei diritti quando al padre dei vostri figli viene tolta l'autorità parentale? Vi sembra giusto che il padre venga privato del diritto di visita ai vostri figli? Vi sembra giusto che vi autorizziate ad eliminare ed a contorcere ogni memoria dei figli verso l'ex-marito? Vi sembra giusto il convivere con un altro uomo facendovi mantenere dall'ex-marito? Vi sembra giusto l'usare i figli come arma contro l'ex-marito? Vi sembra corretto e parificato il fatto che la tassazione, per voi donne e madri, si collochi ad un'aliquota del tre per cento mentre il vostro ex-marito, che vi passa alimenti per voi e per i vostri figli, viene tassato al sette per cento? Dopo tutto quei ragazzi - uomini e magari anche padri - una volta erano i vostri figli; era questo che volevate per loro?
Post scriptum - Questo messaggio è diretto solo alle sfegatate. Le donne in gamba, per nostra fortuna, esistono ancora... E, di ciò potete stare sicuri, noi le apprezziamo, eccome.
Aldo Pedroni
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