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Genitori non affidatari, la lotta continua: «Il Cantone accetti i nostri suggerimenti»

Da: Il Mattino della domenica, 30.8.09, pag 17

Genitori non affidatari, la lotta continua. «Il Cantone accetti i nostri suggerimenti»

AGNA: Mancanza di direttive chiare e di conoscenze adeguate possono tramutare dei divorzi litigiosi in cui sono coinvolti dei figli in una catastrofe sociale. E le questioni di diritto di famiglia dovrebbero essere trattate da un'autorità giudiziaria specializzata.

In una società dove la metà dei matrimoni finiscono in divorzi, i problemi dei genitori non affidatari non possono essere presi sottogamba ma vanno considerati una priorità.

Purtroppo tra gli ex coniugi non sempre tutto fila liscio, anzi, e allora l'autorità, dovendo decidere sul benessere dei figli, deve sapersi muovere e mediare nel modo più consono per evitare di fare ulteriori danni. Purtroppo questo oggi non sempre accade. Il sistema attuale delle Commissioni tutorie mostra i propri limiti, tant'è che il Dipartimento delle Istituzioni ha commissionato una perizia ad hoc, la cosiddetta perizia Affolter (dal nome dell'esperto che l'ha realizzata) per vedere come migliorare la situazione. Il risultato della perizia (secondo cui sostanzialmente “l'è tüt a posct”, serve solo qualche correttivo) non convince proprio per nulla chi, come genitore, si trova confrontato con situazioni che non funzionano: tant'è che in tempi recenti si è assistito, a poca distanza l'una dall'altra, ad una richiesta d'elemosina e ad uno sciopero della fame per ribadire i propri diritti da parte di due genitori non affidatari (in un caso una madre, nell'altro un padre).

Alcune proposte

L'Associazione genitori non affidatari (AGNA) ha di recente avanzato una serie di proposte di misure urgenti ed immediatamente applicabili per tentare di migliorare la situazione, partendo dal presupposto che, quando esiste il rischio di perdita di relazioni personali, in questi casi occorre intervenire in maniera prioritaria, e non c'è scusa che tenga per non farlo. «E questo - precisa l'avv. Paolo Tami, segretario di AGNA - anche se il genitore non sollecita un intervento. Tra l'altro, è quanto prevedono i requisiti stabiliti dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, con i quali il Ticino non è in regola. Questo significa che, se un qualche genitore decidesse di far valere le proprie ragioni presso la corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo, otterrebbe ragione e il Cantone si vedrebbe con tutta probabilità obbligato a pagare risarcimenti non da poco».

Ma quali sono le misure proposte da AGNA?

Prima di tutto, il Cantone dovrebbe emettere una direttiva che imponga a tutte le autorità coinvolte di trattare in maniera più celere i problemi di affido e di diritti di visita dei figli, questo vale in particolare per le Commissioni tutorie e le autorità di vigilanza delle tutele: «Siamo a conoscenza di diversi ritardi ingiustificati - precisa l'avv Tami - e ciò non dovrebbe più accadere. Le questioni economiche ed amministrative possono aspettare rispetto a quelle che riguardano i rapporti dei figli con i genitori».

C'è poi il problema dei diritti di visita non eseguiti: AGNA propone che l'autorità di vigilanza sulle tutele rediga subito una circolare che regoli «in maniera chiara, efficace ed adeguata» questo problema. E, affinché i diritti di visita siano meglio rispettati, l'Autorità di vigilanza dovrebbe pure preparare delle decisioni modello in base alle quali i presidenti delle Commissioni tutorie possano determinarsi in maniera efficace.

Alienazione parentale

Un problema di particolare rilievo riguarda la sindrome dell'alienazione parentale (PAS). Si tratta di un disturbo psicologico che può insorgere in bambini coinvolti in separazioni conflittuali non opportunamente mediate. In concreto, accade che un genitore metta in atto una campagna denigratoria nei confronti dell'altro. Una sorta di lavaggio del cervello dal parte del genitore alienante che porta i figli a perdere il contatto con la realtà degli affetti e ad esibire astio e disprezzo ingiustificato e continuo verso l'altro genitore (genitore alienato).

Di questo problema in Ticino si parla poco, «la conoscenza degli operatori del settore è inadeguata e superficiale. Manca, soprattutto, la consapevolezza dei danni che l'alienazione parentale crea nei minori. Occorre invece  - spiega il segretario di AGNA - che l'alienazione parentale possa venire diagnosticata precocemente, ed impedita. Per questo, chiediamo che il Cantone accetti la nostra collaborazione per allestire al più presto dei protocolli specifici, da distribuire alle varie autorità. Chiediamo inoltre di poter presentare a Commissioni tutorie, Autorità di vigilanza sulle tutela, Ufficio delle famiglie e dei minori, eccetera, degli studi sul tema ad opera di specialisti riconosciuti. In conclusione, ci mettiamo a disposizione per assumere un mandato dal Cantone con l'obiettivo di dare il nostro contributo alla ricerca di soluzioni serie ed adeguate ai problemi legati alle relazioni tra i figli e i genitori separati».

Per quel che riguarda l'aspetto giuridico, AGNA come noto propone che le questioni famigliari non vengano più trattate dalle tutorie (cioè un'autorità amministrativa), ma da un'autorità giudiziaria.

La conseguenza pratica sarebbe quindi il potenziamento della Magistratura, compensato però dalla sparizione delle Tutorie e dell'Autorità di vigilanza delle tutele.

«Senza contare - precisa Tami - i costi sociali che si potrebbero risparmiare se il sistema fosse più efficace di quanto non sia ora».

Lorenzo Quadri

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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