Oggi (9.11.2009) il Gran Consiglio si è occupato di anticipo alimenti, incassi,
ecc. A questo proposito Papageno, movimento per difendere la dignità
dei padri e garantire la bigenitorialità ai figli, vuole esprimere
tramite la stampa alcune considerazioni.
Lo Stato sostiene sotto molte forme le famiglie, specialmente dal punto
di vista finanziario. Nello stesso tempo sostiene e finanzia la sua
disintegrazione. La legge ha annullato il concetto di “capo famiglia” e
nelle separazioni strafinanzia la donna e aliena il maschio dalle sue
responsabilità di padre (pater familiae). Più precisamente l’uomo
separato o divorziato è privato della sua abitazione e deve provvedere
a finanziare moglie e figli garantendo lo standard precedente alla
prima istanza di separazione.
Uno dei mezzi previsti dalla legge per il promovimento dei divorzi è
l’anticipo alimenti che, grazie a tutto un pacchetto di sostegni,
spingono la donna a separarsi con leggerezza e spensieratezza, dato che
a questa vengono garantiti in tutti i casi i mezzi finanziari di base.
Chi paga? Anzitutto l’ex marito, poi lo Stato. E non poco.
Le associazioni delle donne monoparentali puntano a batter cassa. Forse
è giunto il momento di condividere la genitorialità, di dare al padre
l’opportunità (priorità) di contribuire con il proprio tempo alla
custodia ed educazione dei figli e non obbligarlo a sobbarcarsi oneri
finanziari regolarmente superiori alle proprie facoltà e far
intervenire in seguito lo Stato a coprire il deficit.
Le geronto-femministe cantonali non si accontentano di voler gli
alimenti a vita, ma chiedono l’inasprimento degli strumenti d’incasso
contro i loro ex, una specie di vendetta, come se l’abbandono del tetto
domestico, l’allontanamento dai figli e la solitudine che gli ex mariti
soffrono nelle separazioni e nei divorzi non fossero sufficienti.
Ci auguravamo che i Granconsiglieri che han dibattuto il tema questa
settimana l'avessero vagliato con attenzione, visto che ovunque nel
mondo occidentale si sta riabilitando la figura del padre a favore dei
figli e promovendo una vera parità tra uomo e donna.
Per quanto concerne l’anticipo alimenti, Papageno avrebbe suggerito di
ridurre o addirittura abolire questo finanziamento, affinché le coppie
in difficoltà prendano sulle proprie spalle la responsabilità di una
separazione e, in tal caso, che gli oneri finanziari ed educativi dei
figli ricadano su entrambi i genitori in modo equo. E’ tempo che lo
Stato investi i cittadini delle proprie responsabilità, solo in tal
modo viene realmente tutelato il nucleo vitale della società, ossia la
famiglia.
Ci rammarica che la condizione per elargire l'anticipo alimenti dipenda
dalla possibilità di recupero del credito presso i padri e non dalla
situazione economica delle madri beneficiarie di questa misura: così
facendo ci si può facilmente ritrovare ad elargire del denaro pubblico
a madri benestanti che di questi soldi non ne hanno affatto bisogno. E
come sempre chi realmente ci rimette non sono i figli ma i padri che
vengono così oltremodo indebitati.
Comitato Movimento Papageno
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