Tratto dal blog di www.itio.ch (6.12.2010) (link al blog e all'articolo)
Domanda:
Stranissimo
che malgrado
"l'attuale diritto del divorzio che connota le pratiche
del divorzio come fossero una competizione, se non una guerra, fra madre
e padre, costretti loro malgrado a contendersi i figli" ci siano ancora
coppie che divorziano senza problemi di sorta legati ai figli. Senza
cioè avere problemi con i diritti di visita, l'educazione, le vacanze,
la capacità genitoriale,
l'autorità parentale, ecc..
"Infatti,
invece che affidare la custodia (ossia l'effettiva coabitazione col
figlio) ad un solo genitore (pur bravissimo, capace e competente che
sia) questa deve essere sostenuta e garantita a tutti e due i genitori,
vale a dire nella misura del 50% ciascuno."
Questo cosa
significa esattamente? che i figli devono essere sballottati, per il
loro bene, una settimana a casa di un genitore e la settimana dopo in
casa dell'altro?
Risposta:
Il diritto del divorzio svizzero (contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della CEDU - Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo) sancisce che il figlio va affidato ad un genitore e all'altro va concesso un "diritto alle relazioni personali" (di norma 4 giorni al mese) con il pagamento di alimenti all'altro. La prassi giuridica attribuisce l'autorità parentale del figlio alle madri nella misura dell 95%. Il fatto che il padre che desidera essere presente e attivo nel suo ruolo educativo verso il figlio possa esserlo in concreto dipende unicamente dalla bontà del genitore che detiene l'autorità parentale e l'affidamento del minore, nel 95% le madri. Come la Giudice del Tribunale d'Appello Emanuela Epiney-Colombo scrive nel suo libro "Il cittadino e l'autorità tutoria" a pag 153, secondo paragrafo, "La situazione legale attuale non è soddisfacente e in caso di rifiuto ostinato del genitore affidatario alle relazioni personali il titolare del diritto di visita si trova disarmato.". Allora, il 95% dei genitori non affidatari sono padri e il 95% di genitori affidatari sono madri. Pertanto, il diritto sul divorzio svizzero (l'ha detto la già Presidente del Tribunale d'Appello) si trova disarmato quando le madri facenti parte di questo 95% si ostinano a rifiutare il diritto di visita ai padri facenti parte del 95% dei genitori non affidatari interessati al rapporto con il loro figlio. Di fatto ci sono 5 gruppi di genitori: 1. le madri che sostengono le relazioni del figlio con il padre 2. le madri che ostacolano le relazioni del figlio con il padre 3. i padri che s'interessano ai loro figli 4. i padri che non s'interessano ai loro figli 5. le madri e i padri che non s'interessano ai loro figli. Facile capire che le madri e i padri separati che s'interessano ai loro figli difficilmente creeranno problemi; sono le altre categorie di genitori che dunque ci interessano. La madre davanti ad un padre non interessato ai figli può fare ben poca cosa. Il padre davanti ad una madre che ostacola la relazione col figlio potrà fare poca cosa. Per questo ci sono due tipologie di associazioni: quelle dei genitori affidatari che lottano perché il genitore non affidatario s'interessi al / si occupi dell figlio e quelle dei genitori non affidatari che vogliono interessarsi ai / occuparsi dei loro figli. Il Movimento Papageno (come l'altra associazione in Ticino www.agna.ch) fa parte della seconda tipologia: genitori non affidatari che si vogliono con tutte le loro forze occuparsi dei loro figli. Predetto ciò, facilmente si comprende che diverse casistiche siano possibili nella nostra società, anche quelle di genitori separati che non hanno particolari problemi in quanto sia il genitore affidatario che quello non affidatario operano nell'interesse dei loro figli. Però, per quei genitori non affidatari ai quali l'altro genitore impedisce il rapporto coi figli sono problemi infiniti e insormontabili, contro cui il diritto si trova demunito, lo dice la Giudice Epiney-Colombo. Il diritto attuale non tutela il bene dei minori per il semplice fatto che "il genitore non affidatario si trova disarmato" ed è in totale balia dei capricci del genitore affidatario. Se tanti padri fondano associazioni in tutta la Svizzera e scendono nelle piazze a manifestare significa che il diritto del divorzio svizzero non tutela né il genitore separato né i loro figli. Ribadisco che il 95% dei genitori affidatari sono le madri e che il 95% dei non affidatari sono padri: è ovvio che il diritto attuale non tuteli i padri né nel loro ruolo educativo genitoriale né finanziario ed di pari opportunità in caso di separazione e divorzio. Come si vede, non si tratta di essere vetero-maschilisti ma di voler poter continuare ad essere genitori dei propri figli, per sempre.
Quello
che segue riguarda naturalmente solo il gruppo dei genitori non
affidatari che si vogliono interessare ai figli e dei genitori non
affidatari che li ostacolano. Non il gruppo dei padri menefreghisti né
quello delle madri che auspicherebbero la presenza dei padri assenti. Ma
ai padri che vogliono fare i padri bisogna dargliene la possibilità,
per il bene e l'equilibrio dei loro figli.
Dunque, per il punto
riguardante lo sballottamento dei figli, è già stata avanzata da più
parti la proposta di attribuire l'appartamento o la casa coniugale ai
figli, nel senso che saranno i genitori ad alternarsi nell'abitazione
"dei figli" e ad essere sballottati con le valigie in mano. Potrebbe
essere una soluzione, anche atta ad evitare abusi da parte dei genitori
affidatari (95% madri) nell'appropriarsi della casa o dell'appartamento
coniugale da condividere poi con il nuovo compagno... e neppure ci
sarebbero tutti i padri putativi che invadono le tante famiglie
monoparentali ricostituite (magari neppure ben accetti dai figli...).
Chiaramente i due genitori continuerebbero a lavorare per provvedere
ognuno secondo i propri mezzi al mantenimento dei figli e al proprio. I
genitori affidatari (95% madri) non potrebbero più abusare del diritto
attuale per farsi mantenere dall'ex allontanato con la forza del Diritto
(95% padre). Evidentemente, questi due genitori potrebbero permettersi
di vivere in un monolocale per il periodo che non sono coi figli, ma
farà parte delle conseguenze del divorzio. Potrebbero però andare a
convivere con il loro nuovo compagno o la loro nuova compagna: di certo i
figli avrebbero sempre solo la presenza di mamma e papà, nessuna nuova
persona estranea nella loro vita. Manterrebberò lo stesso ambiente di
vita che durante il matrimonio o la convivenza dei genitori naturali.
Sicuramente le cose cambierebbero e tanti divorzi avverrebbero con molto
meno facilità, nevvero? Vedrete che le madri prima di divorziare ci
penserebbero su non una e nemmeno 10 volte, ma 100 o 1000 volte. Questa
sarebbe bigenitorialità e sacrificio per i figli. Nessun tornaconto
personale. Ma questa forse è fantascienza... Di sicuro, il diritto del
divorzio attuale non tutela il bene dei minori.
G. Scardamaglia, coordinatore Movimento Papageno.
(6.12.2010)
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