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La testimonianza di Roberto, un padre che ha preferito la Convivenza al Matrimonio.

Una famiglia senza matrimonio

Parte prima

Come tanti giovani uomini, giunto in una età dove spasso e divertimento non costituivano oramai più una necessità essenziale, sentii il bisogno (allora corrisposto) di concretizzare i propri sentimenti nel profondo vincolo del matrimonio. Due persone unite per la vita, dichiaravano il proprio amore al resto del mondo.

Il matrimonio: il giorno più bello della mia vita… e giuro, lo dico senza ironia di sorte!
Il desiderio di una famiglia era irrefrenabile, istintivo, primordiale…
L’acquisto di una casa tutta nostra (e non crediate che si trattasse di una topaia), con due stipendi che ci permettevano di soddisfare quasi tutti i nostri desideri. In altre parole felicità!
Non passarono tre anni, che cosa ci è successo, tutt’ora non sono in grado di dare una risposta esaudente, ma sostanzialmente una sola persona era veramente felice (il sottoscritto), mentre la mia dolce consorte no…

Il divorzio: il giorno più brutto della mia vita.

Non sono mai stato un tipo venale, quindi nella mitica convenzione lasciai quasi tutto alla dolce metà. Il mio dolore era ben altro, l’umiliazione di avere fallito, di non essere stato in grado di concretizzare i propri sogni in una famiglia felice, mi hanno divorato il cuore.

Un aneddoto: il Pretore, spinto da una non ben definita sadica curiosità, mi chiese alla fine del dibattimento, se un giorno mi sarei mai risposato. Nonostante tutto ero assolutamente lucido e riposi con un perentorio NO secco! Esistono mille altre vie per dimostrare il proprio amore, esclamai! Lui sorrise, senza dir nulla, ma la sua espressione parlava chiaro, come per dire: "vedrai che, come tutti, ci ricaschi come un pollo…"

Parte seconda

Essendo una persona estremamente razionale, mi fermai a riflettere: se in una promessa per la vita possiamo garantire al 100% solamente la propria parte, esiste il ragionevole dubbio che prima o poi si potrebbe andare incontro ad un qualche piccolo inconveniente…
Nonostante questa saggia premessa m’innamorai nuovamente e l’irrefrenabile istinto di una propria famiglia si fece nuovamente sentire, solo che questa volta i patti sarebbero stati chiari sin da subito: il matrimonio non è l’assioma per dimostrare il proprio amore!
Credo che la mia attuale compagna abbia compreso e condiviso il concetto, rendendosi conto che anche senza il matrimonio si potevano definire seri fondamenti per una relazione stabile e duratura.
Non da ultimo, mica mi ero scordato della sfida personale col Pretore… Col cavolo che l’avrei data vinta!

Terza ed ultima parte

La dolce attesa è turbata solo da "piccole persone" che, citando De André, "come Gesù nel tempio sanno dare solo buoni consigli…", cercano  di terrorizzarti in tutti i modi: " ah, vedrete che se nasce e non siete sposati… bla, bla, bla…" di tutto e di più, la fantasia umana non ha veramente limite in fatto di stupidità.
Il primo figlio: il giorno dove scopri che niente al mondo è tanto bello!
Il secondo figlio: si confermava la teoria del primo, mi sentivo realizzato, eravamo una famiglia! La nostra famiglia…

La legge: il riconoscimento (legale) del piccolo, prima o dopo la nascita, non è obbligatorio e tantomeno lo è la sottoscrizione del contratto per l’obbligo di mantenimento di minori unitamente al diritto alle relazioni personali.
Su questo punto desidero soffermarmi un attimo per una riflessione: per legge nessuno ti obbliga a far nulla… Vero, ma personalmente ho ritenuto che fosse un atto umanamente e cristianamente doveroso verso la mia compagna e verso i nostri due bambini, in un certo qual modo una dimostrazione dell’amore che provavo nei loro confronti. Giusto o sbagliato che fosse, ho sentito questa necessità interiore di volermi comunque "esporre" nero su bianco. Anche se fondamentalmente non essendo una bestia, qualsiasi cosa fosse successa nelle relazioni con la mia compagna, non avrei mai lasciato nell’indigenza i miei due figli, ma il fatto di garantirlo nei termini legali mi diede soddisfazione e mi fece star bene!

La commissione tutoria regionale: come giustamente dice il termine l’obbiettivo è di tutelare i più deboli ossia i figli ed il contratto di mantenimento è il suo strumento.
Non so per quale strano motivo nel 2003 con il primo figlio ottenni importi decisamente irrisori.
Con il secondo figlio nel 2007 la Signora della tutoria mi saltò fuori con le famigerate tabelle di Zurigo!!! Ma dico si rendono conto che gli stipendi di Zurigo non sono quelli del Canton Ticino?
È una cosa talmente stupida e banale che quando sento certi sventurati papà a cui il pretore di turno ha sentenziato l’ennesima mazzata, sto male per loro…
Tornando alle indecenti proposte della Signora, gli dissi chiaramente come la pensavo in materia di tabelle di Zurigo… Dopo avere mercanteggiato sugli importi, arrivammo a cifre più ragionevoli.
Ovviamente tengo a precisare che poi al momento dell’effettivo bisogno quest’ultimi possono essere (giustamente) rivisti secondo le reali esigenze o presunte tali… in quanto é anche vero che si potrebbero trasformare in un indiretto sostentamento della ex compagna, ma tutto sommato sono sicuramente meno pericolose di certe assurde sentenze…

Svantaggi: uno solo, se dovessi crepare domani, niente rendita AVS per la compagna, si deve arrangiare con mezzi propri... Gli orfani qualcosa prendono…
Nei vantaggi potrei citare le imposte, dove siamo considerati con le aliquote dei coniugati ma non si sommano i due stipendi e se la compagna non lavora (casalinga a tempo pieno) lei e i figli hanno diritto al sussidio cantonale per la cassa malati… Senza dimenticare che ha pienamente diritto alla rendita del II° pilastro… (ovviamen dopo 5 anni di comprovata convivenza).

Una mia modesta riflessione: una famiglia senza matrimonio, vinti certi preconcetti popolari, non è un’utopia ma una logica conseguenza dei nostri tempi. Vi assicuro che i suoi fondamenti sono in tutto e per tutto i medesimi di una coppia regolarmente coniugata, con l’unica piccola ma essenziale differenza di essere (fortunatamente) maggiormente libera dal nostro sistema legislativo.

Desidero, per concludere, esprimere tutta la mia solidarietà ai tanti sventurati amici, vittime di un sistema che,  oltre aver perso totalmente la sua credibilità, è oramai distante anni luce dal suo vero fine e desidero inoltre esprimere la mia stima a tutti coloro ed alle associazioni come "Papageno" che da anni si battono contro l’ottusa applicazione di regole fuori da qualsiasi concetto di umana carità!           

Roberto 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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