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Richieste ai Magistrati. Giustizia dove sei? Se cambi rotta fallo nel modo giusto!

Le assurdità nell'applicazione della legge sul divorzio e le abnormi situazioni generate dalla prassi giuridica vigente in Ticino (nel margine decisionale e nell'autonomia date alle autorità tutorie, ai Pretori, al Tribunale d'Appello e a tutti gli altri magistrati) sono note a tutti, sembra però tranne che ai Magistrati che imperterriti continuano a emanare sentenze (incomprensibili e ingiuste secondo l'opinione pubblica) con gravissime conseguenze sociali, affettive ed economiche per i cittadini del nostro Cantone... A quando un radicale cambiamento nell'interesse di tutti i membri delle famiglie ticinesi e non solo delle tante madri separate che sfruttano ogni cavillo giuridico e della prassi in vigore per il loro solo tornaconto personale)?

Papageno si allinea pienamente alle riflessioni del lettore che scrive al domenicale e chiede ai magistrati ticinesi e federali: "Giustizia dove sei?Se cambi rotta fallo nel modo giusto!"...Ma in fretta!

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Da: Il Mattino della domenica, lettere dai lettori, 24.08.2008

Giustizia dove sei? se cambi rotta fallo nel modo giusto!

Aldo Pedroni

Aurigeno

in una serata di spensieratezza in quel di un bel grotto in Valle Maggia, ho incontrato un giovane,  che ho visto crescere nelle giovanili del calcio di valle, ragazzo serio, volenteroso ed un grande lavoratore con il quale ho avuto anche il piacere di fare alcuni lavori insieme: insomma per farla breve, uno di quei ragazzi rarissimi ed in gamba, e detto da me è tutto dire. Fra le varie chiacchiere per i bei tempi passati insieme, sono rabbrividito al suo racconto  in risposta alla mia domanda se si fermava a mangiare un boccone in compagnia: un po' imbarazzato mi rispose che non poteva....aveva messo su famiglia... Conoscendo la persona ormai da quando era giovane, escludo che mi abbia raccontato frottole, ma state a sentire.

Il giorno più bello della sua vita era il convolo a nozze con la ragazza più bella della valle, e non tardarono i lieti arrivi, ben due, un prolo ed una prola. La bella ragazza, grazie agli sforzi profusi dal marito, ha cessato l'attività lavorativa per potersi occupare dei figli, nobile sacrificio, li vidi anche in giro in bicicletta tutti insieme, che bella famiglia! Passati gli anni, un giorno, la giovane ha conosciuto un forestiero, e se ne è innamorata, partendo così con la prole, nella casa del nuovo arrivato, lasciando così l'ex-marito, con un mare di spese legali, alimenti da pagare per i figli ed addirittura per la ex-moglie sino a quando l'ultimo dei figli ha compiuto 16 anni. Nonostante la ex-moglie convive a tutti gli effetti, ma sembra che lei si ripari dietro una definizione più candida, che porta il nome di coabitazione (ditemi voi dove sta la differenza dal lato pratico) e non va a lavorare, quindi questo spiega che con quello che gli viene passato e convivenza, lei ci sguazza. Qui mi chiedo come sia possibile che questo giovane venga lasciato con il minimo vitale, quando alle sue spalle gli altri ne godono e non poco. Mi ha anche detto la botta mensile che versa. Personalmente non credo che tutti quei soldi (sembra l'importo nasca dalle tabelle di Zurigo...qui siamo in Ticino..) vengano usati per i figli, ne nutro dei forti dubbi. Ma ancor di più si è permessa di montare i figli contro l'ex-marito, cosa incresciosa, in quanto a mio modesto modo di vedere i figli era meglio non coinvolgerli. Chiedo venia alle ex-mogli che non convivono e che fanno veramente fatica a tirare avanti; ma in un caso di convivenza oppure di coabitazione, mi sembra veramente inopportuno fare della legge un abuso di diritto a tutti gli effetti, per di più a scapito di brava gente, come il giovane di mia conoscenza. Negli ultimi anni sono venuto a conoscenza di diverse situazioni di questo tipo, e non capisco cosa o chi si aspetta per porre riparo a questa troppa difesa del gentil sesso. Così mi permetto di proporre quanto segue:

- Permettere di dedurre dalle imposte gli oneri degli avvocati

- Tenere conto di questi oneri, nel computo degli alimenti

- In presenza di coabitazione o convivenza sospendere immediatamente l'alimento

- Tabelle di Zurigo: sopra certi importi tener conto del 20% in meno salariale in Ticino

- Impedire l'alienazione di uno o l'altro coniuge sui figli

- Cassa pensione, dal matrimonio sino alla separazione e non al divorzio

- Rimettere il concetto di colpa? forse no, ma almeno tenerne conto, come fattore.

Spero qualcuno raccolga il messaggio,  e che il matrimonio ritorni ad essere qualcosa di costruttivo e non un potenziale calvario per gli ex-mariti, lavoratori, e riflettendo su quanto visto negli ultimi giorni nel locarnese, benché non condivido il gesto, se per gelosia si arriva a sparare, cosa deve fare un ex-marito che, oltre al danno, ha anche la beffa, di vedersi portar/andar via la famiglia... con una legge applicata in questo modo stiamo veramente camminando sulla lama del rasoio, creando dei potenziali assassini. Rimettiamo la barra al centro signori miei.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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