Egregio signor Pretore,
apprezzo la Sua risposta, e non poco, posso comprenderla, tuttavia qualcosa, nel vostro modo di procedere, produce torti gravi ai minori ed al padre. Il diritto della madre-moglie, non controbilanciato da alcun dovere, prevarica il diritto del minore a continuare la relazione con i suoi due genitori (per non parlare di quelle interrotte bruscamente con il ramo parentale paterno, con amici, compagni di asilo e di scuola), appena avviene la separazione, in questo caso voluta esclusivamente dalla madre.
La madre impone il proprio volere, le proprie personalissime esigenze (anche bassissime), il nuovo o i nuovi compagni ai figli, il padre è invece tagliato fuori, annullato, reso impotente, impoverito.
Signor Pretore, non sosterrò più questo disumano-disfunzionale-ruolo-paterno. Nessuno può limitare la libertà e l'autodeterminazione della madre? Allora nessuno può impormi un'esistenza disumana, un ruolo genitoriale caricaturale, parodia del ruolo paterno. Non insegnerò ai miei figli che la donna è un idolo, semi-dio onnipotente, divorante, castrante.
Non ho i denari per ospitare dignitosamente i miei figli, per mangiare, riscaldare la casa, non ho nemmeno più un futuro. I diritti del padre sono presto elencati, non esistono, i doveri invece, fino a ridurlo alla miseria più bieca. Tutti dormono tranquilli, nessuno ha responsabilità alcuna. Lei non può nemmeno immaginare la sofferenza (oltre alle umiliazioni ed agli ingiusti torti subiti, come per esempio una falsa dichiarazione d'espulsione di casa di moglie e figli da parte mia, naturalmente rimasta, come tutto il resto, impunita, senza conseguenze per la madre; lo spergiuro matrimoniale non è per nulla considerato reato anche se le conseguenze familiari e sociali sono micidiali). Così, per il volere di una persona, molte altre devono soffrire, per anni, per la vita, che la sofferenza venga riconosciuta oppure no, non cambia nulla.
Pagamenti mensili effettuati in gran parte, mi restano Fr. 166.- per trascorrere il mese di febbraio. Con questi denari dovrei riuscire l'impossibile: ospitare il figlio maggiore 2 week-end, ospitare i due figli divenuti "zurighesi" per quasi due settimane, e sopravvivere fino a fine mese. Tutte questioni concrete, ma evidentemente non abbastanza.
Dopo più di due anni di tradimenti e menzogne, di alienazione parentale, quella "madre" è conservata e considerata dalla legge avente tutti i "diritti di moglie", ma dei doveri della moglie e della madre la legge pare non gradire nemmeno parlarne. Ora Lei potrà fare tutto quel che Le pare adeguato, assennato, ma è tardi, il danno irreparabile è fatto. Nessuno potrà ridare il padre ai miei figli, nessuno potrà ridare i figli al padre. Oggi fatico a parlare con loro, non solamente in ragione della sola conversazione telefonica rimasta possibile, ma per ragioni meramente linguistiche! Non sanno più quasi parlare la lingua italiana! Se dovessi optare per l'uscita radicale da questo infame destino, come molti altri padri prima di me costretti a fare, cosa dirà ai miei figli orfani?
Presto mi toccherà l'Assistenza! e chissà quale miserabile sopravvivenza?! Il destino delle 2 madri invece qual è? Auto sempre nuova, vacanze all'estero 2-3 volte l'anno, assegni e sussidi, gratuito patrocinio, anticipo alimenti, zero tasse, nuovo compagno ogni 2-3 anni (sconosciuto imposto ai figli), radicalmente all'opposto della mia. E la separazione l'hanno giustamente voluta loro. Noi, invece, l'abbiamo subita e pagata cara, al posto loro. Ora, vorrei finalmente arrivare al divorzio, ma come fare?
Lei ha comunque tutta la mia stima!
Cordialmente La saluto,
X. Y.
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