Pubblichiamo due e-mail: quella del padre in risposta a quella dell'assistente sociale Andrea Chiaruttini, delegato comunale della CTR 8.
Ogni commento è superfluo... Infatti, ciò che descrive questo padre corrisponde a quanto vivono numerosi figli e padri che subiscono l'operare delle CTR nel nostro Canton Ticino.
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Egregio Signor Chiaruttini,
poiché deve certamente essere mio limite intellettuale (cosa peraltro dimostrata dai vostri sbeffeggiamenti di ieri) cerco di essere il più chiaro possibile:
- il signor Garolla ha voluto che mi rivolgessi a lui solo per posta ordinaria, altrettanto pretendo da lui;
- poiché l'avvocato Mazzola (per di più in veste di Presidente) mi dice che "non è lì per rispondere alle mie domande" (resta per l'appunto da chiarire per cosa sia lì) io non intendo rispondere alle vostre;
- il diritto di visita non va dalle 4:00 alle 17:00. Se vuole fornire tanta dovizia di particolari, lo faccia per lo meno in modo preciso....;
- "non tollererò...." Non intendo ammettere che i bambini vadano a Casa Sant'Elisabetta senza essere consci che il padre non ci sarà;
- non ho più intenzione di mediare con voi; avete ampiamente dimostrato (agli occhi della pubblica opinione, per di più) che siete denigratori;
- attendo formale lettera di scuse per i disastri fino a qui compiuti. Naturalmente su carta intestata, per posta ordinaria;
- non accetto di essere preso per il naso da voi;
- per quanto riguarda il torneo di basket a cui parteciperanno i bimbi domani e domenica del quale mi ha riferito per telefono: ieri, quando eravamo presso i vostri uffici, la mia ex moglie non sapeva della convocazione? Certamente lei dirà che lo ignorava e voi non farete neppure una minima verifica... Andiamo avanti così.
Non ha senso perseguitare così i miei figli, fino a quando non sarete in grado di estrarli dal conflitto genitoriale:
- avete ritenuto che l'orco fossi io. Mi avete impedito, per estrarre i miei figli dal conflitto genitoriale, di frequentarli come avrebbero meritato (e non sto parlando di leggi, piuttosto dell'accordo raggiunto in pretura con la mia ex moglie che è caduto senza un reale motivo, a causa di farneticazioni della signora che, tra le altre cose, mai sono state comprovate);
- poiché i bambini erano ancora al centro del conflitto genitoriale, ho preferito interrompere ogni contatto con la mia ex moglie la quale, ciò nonostante, ha ritenuto necessario inventare che la perseguito, andando a dirlo ad una psicologa (che cura madre e figlio) la quale, prontamente, si è permessa consigliarvi di sospendere i diritti di visita;
- poiché i bambini erano ancora al centro di un confligtto, avete ridotto i diritti di visita a tre ore settimanali (ai carcerati ne é concessa una....);
- poiché i bambini erano ancora al centro di un conflitto, avete permesso che vivessero l'umiliazione di Casa Sant'Elisabetta;
- ora, i bambini sono ancora al centro del conflitto, cosa altro diavolo inventerete?
Il mio è un gesto di profondo amore a cui sono costretto, causa l'impreparazione delle istituzioni che, i bambini, dovrebbero proteggerli.
Non sto scherzando, attendo e pretendo una lettera di scuse, nella quale (ma non se ne doveva parlare ieri???) risponderete a tutte le mie domande che, ormai, hanno compiuto il primo anno di vita.
A questo punto le vie legali devono per forza di cose essere percorse. La domanda è: chi querela chi?
From:
Sent: venerdì, 18. aprile 2008
15:44
To: xxxxxx xxxxxx
Cc:
Subject: Rif: Incontro del 17 aprile 2008
Egregio signor XXXXXXX,
il signor Garolla mi ha comunicato di non essere riuscito ad ottenere una sua
conferma in merito alla sua intenzione di esercitare o meno il suo diritto di
visita, previsto per domenica 20.04.08, dalle ore 04:00 alle ore 17:00, per il
tramite del Punto d'incontro di Casa Santa Elisabetta.
La invito pertanto a voler gentilmente dare un riscontro al sottoscritto entro
le ore 17:00 oppure al signor Garolla.
In ogni caso abbiamo informato sia moglie di accompagnare comunque i vostri
figli al punto d'incontro.
Le vorrei anche chiedere di confermarmi se con la seguente frase "Non tollererò che nessuno dica ai miei figli che
sospendo i diritti di visita", ripresa dal suo e-mail 18.4.08,
intendeva informarci della sua intenzione di comunicare personalmente ai figli
le sue intenzioni riguardo ai diritti di visita.
Nell'attesa di un suo gentile riscontro, voglia gradire, egregio signor XXXXXXXX,
i mei migliori saluti.
Ass. soc. Andrea Chiaruttini
Delegato comunale
Commissione Tutoria Regionale 8
Lugano est
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