Da qui, nell'ottica dei nostri figli, nasce la tragedia. Queste affermazioni, fatte dai nostri adorati bambini, non vengono considerate dal genitore affidatario e, anche non prendendo posizione, dalle istituzioni che ruotano attorno ai casi di separazione o di divorzio. Così, quando il genitore non affidatario denuncia casi in cui il genitore affidatario martella i figli dicendo falsità sul padre o sminuendone, con parole o fatti, le capacità genitoriali e umane, le Commissioni tutorie, la Vigilanza sulle tutele, i curatori, eventuali psicologi e altre figure, si scagliano sul genitore non affidatario, criticandone "gli attacchi" contro l'ex coniuge. Questo non fa altro che accrescere, nel genitore non affidatario, (ricordiamo che nella quasi totalità dei casi è il padre) un senso di inadeguatezza che, per amore verso i figli, si tramuta in un allontanamento progressivo che, a volte, arriva fino alla sospensione dei diritti di visita.
Tutto quanto cade, insomma, sulle spalle dei piccoli che, ignari, cominciano a credere di essere la causa della separazione di papà e mamma. Mamme felici e istituzioni soddisfatte. Figli e padri distrutti.
Dai casi dei membri del Movimento Papageno:
- ogni volta che un padre riaccompagna i figli al termine del diritto di visita, vede esplodere il suo primogenito in gesti di rabbia contro la madre. Con amore paterno si accovaccia e dice ad entrambi i suoi figli che hanno la mamma più brava del mondo e che non potrebbero desiderarne una migliore. Spiega loro che il momento è terribile e che tutti stanno vivendo momenti strani e poco piacevoli. Dice pure loro che è orgoglioso di come si stanno comportando e che, da bravi fratelli, riescono a infondersi coraggio nei momenti più delicati. Lo stesso padre viene poi a scoprire che la madre fa leggere al figlio maggiore le lettere che scrive alla Commissione tutoria nelle quali sottolinea le mancanze della madre e nelle quali esplicita che un intervento delle istituzioni sarebbe opportuno, onde diminuire il disagio dei figli. Il padre avverte di questo le istituzioni che neppure si pronunciano sull'accaduto;
- in un momento particolare, un padre cerca di spiegare ai figli che, per un breve periodo di tempo, non potrà più frequentarli (in realtà, con gesto di immenso amore, decide di fare un passo indietro per tutelare i figli dalle invasioni delle istituzioni che, cieche davanti all'evidenza, inseriscono un numero sempre maggiore di persone che dovrebbero "monitorare" l'andamento delle cose per trarne conclusioni che, come da casistica del Movimento Papageno, non migliorano lo stato dei rapporti tra ex coniugi e che spesso, al contrario, lo esacerbano). La madre nega al padre questa possibilità. Quando i figli chiedono notizie del papà, la madre si limita a dire: "se non vi vuole vedere, significa che non vi vuole bene..."
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