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Se fossi un genitore affidatario

L’amore per i figli nasce dal non ritenerli “propri”. L’errore più comune compiuto dai genitori è quello di prodigarsi, come è giusto che sia, nel rendere i figli indipendenti, dimenticandosi però di rendersi indipendenti dai figli. È un errore e tale resta, anche se compiuto con l’amore più grande e più puro che possa essere profuso. Così occorre decidere, quando è opportuno farlo, tenendo conto di questo, a volte doloroso, presupposto.

Le madri, ipertutelate dalle Commissioni tutorie e dalla poderosa macchina che vi ruota intorno, omettono di affidarsi a questo doveroso principio. Limitano i rapporti tra i figli e i padri, convinte che sia meglio per i figli, limitandone così le opinioni e la voce, creando frustrazioni presenti e future che rischieranno di condizionarne sia la salute psichica sia, come dimostrano alcuni studi recenti, quella fisica. Cade il principio dell’amore perlato: quello del non ritenere i figli come appartenenti ai genitori.

 
Dai casi dei membri del Movimento Papageno:

Se fossi un genitore affidatario non impedirei mai ai miei bimbi di frequentare la madre. Neppure imporrei limiti di tempo o ritmi. I miei cuccioli potrebbero restare tutto il tempo che desiderano con la madre. Così facendo otterrei anche un altro risultato: si renderebbero conto da soli di quale pasta sia fatta la madre. Invece, oggi, devo lottare per fare in modo che il rapporto tra i bimbi e me sia e resti vivo, tra tutte le difficoltà che la madre crea, raccontando ai cuccioli storie assolutamente false sulla mia persona. Dice loro una quantità di bugie davvero impressionante. A volte credo che sia davvero pazza. Può agire libera perché, nonostante tutte le mie richieste di intervento rivolte alla Commissione tutoria e al curatore, nessuno si è mosso. Credo che mia moglie mi impedisca di vedere i bambini proprio per questo motivo: se loro mi frequentassero si renderebbero conto che non sono quello che la madre ha dipinto loro. A me sembra lapalissiano. Perché alle Commissioni tutorie no?

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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