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Non è solo la colpa della legge: oggi il matrimonio scoppia soprattutto per altri motivi. La comprensione di questi mutamenti sociali è essenziale.
Non è solo la colpa della legge: oggi il matrimonio scoppia soprattutto per altri motivi. La comprensione di questi mutamenti sociali è essenziale.
- Emancipazione femminile malintesa: le donne si sentono ormai libere di decidere quando por termine ad un matrimonio che non è più così gradito e persino per futili motivi. Un specie di vendetta nei confronti del maschio-padrone d'un tempo ove decideva solo lui. Da rilevare che ormai l'iniziativa di sciogliere il legame avviene al 80 % ca. per mano femminile: anche qui, un assoluto ribaltamento rispetto a prima!
- Si alimenta l'illusione (falsa) che la
vita matrimoniale e sessuale debba essere sempre soddisfacente come ai
primi giorni ! In questo ci mettono del loro, i vari psichiatri,
terapeuti, sessuologi (ispirati sempre e solo a Freud, che era
notoriamente un erotomane maniacale) e certa letteratura spazzatura
(Novella 2000 ecc.) oppure filmati idioti tipo "Disperate Housewifes",
ecc. Pure le vite private dei vari "VIP" (illustrate un po' ovunque),
invitano a comportarsi come loro, cioè: cambiare spesso e volentieri: ma
loro possono anche permetterselo (finanziariamente); la maggioranza no !
- Il venir meno del senso religioso del legame: ormai al sacro vincolo non crede più nessuno ! Quindi si cambia programma come se ci fosse il telecomando quando uno spettacolo TV non piace più, o comincia anche solo ad annoiare.
- Il matrimonio per la donna
non è più la sua garanzia alimentare a vita: ormai lavora e sovente
guadagna anche più del marito! Quindi, quando costui "rompe le
scatole", lei se ne va senza alcuna angoscia di tipo economico.
- Lo status sociale della consorte che
aveva durante il matrimonio è comunque sempre garantito: quindi il
marito paga sempre anche se la colpa della rottura è imputabile alla
moglie. Per lei non c'è più alcun rischio nel cambiare: anzi, sovente ci
guadagna pure ! Conserva addirittura la casa e il domicilio, mentre è
il marito che deve partire ! (Qui è più colpa della giurisprudenza che
non della legge stessa)
- Molte straniere si sposano per mera
opportunità: una volta ottenuta la nazionalità agognata, un bel calcione
e via per altri lidi !
- La famiglia oggigiorno è ormai ridotta
ad un nucleo troppo piccolo che facilmente diventa asfissiante: si è
sempre solo in due ed al massimo c'è anche un solo marmocchio (quando
c'è). Quindi, non ci sono più le altre presenze in famiglia come un
tempo (nonni, zii, balie ecc), che servivano anche da "parafulmini".
Inoltre la vita di relazione con gli altri si è ridotta di molto:
perciò la noia è sempre più in agguato e può sfociare in aperta
aggressività. Peggio ancora, quando il marito va in pensione: quando i
figli sono ormai fuori casa, oggigiorno la vita a due diventa facilmente
insopportabile.
- Psicologi, avvocati e terapeuti vari:
al primo sintomo di disagio consigliano subito la rottura del vincolo,
perché "non siamo qui sulla terra per soffrire" - ma nemmeno anche solo
per sopportare. Un tempo avveniva l'esatto contrario: preti e
consiglieri famigliari facevano di tutto per convincere le parti a
restare unite !
- Stress lavorativo per entrambi: quando
si torna a casa sfiniti dalla giornata lavorativa (anche dal traffico
snervante), l'altro non deve assolutamente "rompere". Non c'è più spazio
alcuno per sfogarsi o anche solo per interessarsi ad altro che non sia
il riposo !
- La donna oggi lavora, ma vuole anche
avere figli e sovente le due cose insieme mal si conciliano, almeno nei
primi anni di vita del bambino: quindi doppio stress, sia per la donna
che per il figlio. Ed acne per il marito (stressato pure lui) per il
quale resta poco spazio: anzi, se non collabora subito nel ménage
famigliare, la guerra è assicurata !
- Ecc. ecc.
Cordiali saluti
Avv. Marco Brenni, Lugano
simpatizzante del Movimento Papageno
Avv. Marco Brenni, Lugano
simpatizzante del Movimento Papageno
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