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Commissioni tutorie: se le conosci, le eviti!

Da: Mattino della domenica, 17.05.08, pag 10

La rabbia di una coppia di genitori che non riesce più ad avere la tutela sulla figlia: «Il tutore continua a ricevere la remunerazione senza fare assolutamente nulla!»

Commissioni tutorie: se le conosci le eviti. Più passa il tempo, più questo motto ci pare appropriato. Sempre più ci accorgiamo che le Commissioni tutorie, in molti casi, sono ben lungi dal fare l'interesse dei loro "pupilli" ma si limitano a disfare famiglie e ad acuire ulteriormente situazioni già compromesse.

Già da diversi anni alla figlia di G. C., operatore turistico con sede nel Mendrisiotto, la Commissione tutoria di Mendrisio (CTR 2) ha affibbiato un tutore. Questo a seguito di problemi di anoressia della donna, oggi 42enne. Problemi che hanno reso necessari anche dei ricoveri psichiatrici.

"Il guaio  - spiega il padre - è che il tutore c'è, ma è come se non ci fosse. Di mia figlia ci occupiamo io e mia moglie: viene a mangiare a casa da noi, mia moglie si occupa di farle il bucato e la aiuta nelle faccende domestiche. I soldi per sopravvivere glieli diamo noi genitori, e sempre noi ci occupiamo di tutte le questioni amministrative. Nei momenti in cui ci sarebbe stato bisogno del sostegno e della collaborazione del tutore, quest'ultimo non si è mai fatto vedere. Addirittura, nel 2001, a seguito dell'aggravarsi dei disturbi di mia figlia - aggravarsi imputabile alla noncuranza del tutore nello svolgere le sue mansioni - la ragazza è sparita all'estero e il tutore nemmeno se n'era accorto! Per fortuna siamo riusciti, sempre noi parenti, a rintracciarla. Ma, fosse dipeso dal tutore, sarebbe dispersa ancora adesso! Eppure - prosegue il padre- il tutore la sua bella remunerazione la incassa. Ma oltre ad incassare non fa nient'altro. Per questo, è dal 2006 che chiedo con insistenza di essere nominato io, tutore di mia figlia. Tanto, ripeto, di fatto tutto il lavoro che spetterebbe al tutore lo facciamo già noi genitori. Eliminando il tutore che non serve a niente, anche lo Stato risparmierebbe dei bei soldi. Ma purtroppo è tutto inutile: ho scritto varie raccomandate alla Commissione tutoria di Mendrisio. Ma la risposta è sempre stata un rifiuto categorico, e senza alcuna motivazione plausibile. La realtà è che nessuno vuole togliere delle entrate al tutore. Una volta che si è finiti nella spirale delle tutele, non si riesce più ad uscirne. Per questo voglio lanciare un appello a tutti i lettori: state lontani dalle Commissioni tutorie, o avrete di che pentirvene in seguito!».

Da parte nostra la conclusione è chiara: abolendo le tutorie si risparmierebbero un sacco di problemi e di soldi!

MDD

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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