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"Fruitori", genitori non affidatari e anche tutori puntano il dito contro le Commissioni tutorie regionali
Le Commissioni tutorie regionali (CTR) sono da tempo al centro di
critiche. Contestate sono in particolare le modalità di gestione di
minori in caso di divorzio dei genitori, situazioni in cui le tutorie
sono accusate di intervenire con decisioni arbitrarie e nocive degli
interessi sia del giovane che della famiglia. Questo rimprovero è
spesso formulato da associazioni di genitori non affidatari (AGNA e
Papageno).
Ma anche in altre circostanze si levano dei cori di proteste, ad
esempio per le curatele amministrative o le tutele. Di recente abbiamo
sentito svariati casi di persone che, una volta finite sotto tutela o
curatela, poi non riescono più ad uscirne. Altro cespite di rimostranze
è legato all'inefficienza di alcuni tutori, spesso accusati dai
congiunti dei pupilli di non seguirli, ma di limitarsi ad incassare le
parcelle. Qualche mese fa da queste colonne un padre si lamentava di
trovarsi un tutore appioppato alla figlia, ma era comunque lui, il
genitore, a doversi occupare di tutto. Il quadro che ne emerge non è
dunque idilliaco.
Anche i tutori protestano
Dei rimproveri dei "fruitori" di provvedimenti di tipo tutorio abbiamo
già avuto modo di riferire nelle scorse settimane. Adesso anche i
tutori e curatori manifestano il proprio scontento e puntano il dito
contro le Commissioni tutorie regionali (CTR). Secondo persone del
ramo, l'insoddisfazione all'interno della categoria sarebbe «grande».
Quando si chiede un colloquio con una Commissione tutoria, spiega un
curatore, prima di ottenerlo passano settimane o mesi, ma spesso la
richiesta rimane addirittura inevasa. Il curatore è tenuto, se vuole
ottenere la propria remunerazione, a presentare a fine febbraio un
rendiconto dettagliato della sua attività. Ebbene, protesta il nostro
interlocutore, i soldi, se va bene, li riceve l'anno successivo. Le
disparità di prassi nell'ambito delle tutorie, poi, si estenderebbe
anche a questioni amministrative, come il rimborso delle spese di
trasferta a tutori e curatori: ci sono CTR che riconoscono 1,20 Fr al
Km, altre che ne rimborsano solo 55 cts: ogni commissione, in sostanza,
farebbe come meglio crede.
«Particolarmente difficile - prosegue il nostro interlocutore - la
posizione del curatore educativo, che non gestisce soldi ma solo
rapporti personali. Ebbene, la fattura deve essere presentata alle
parti coinvolte. Le quali però, spesso e volentieri, non vogliono
pagare. Così si sommano richiami e precetti esecutivi; il tutto condito
con la necessità di anticipare le spese. Intanto il tempo passa e i
soldi non entrano».
Ulteriore punto d'inciampo, la scelta di curatori e tutori: che non
sarebbe sufficientemente accurata e approfondita poiché «c'è bisogno di
curatori e quindi non si guarda tanto per il sottile». Esempio
eclatante: ad un curatelato perché dipendente dal gioco d'azzardo si
sarebbe dato come curatrore un altro... giocatore. E si potrebbe ancora
continuare, sollevando ad esempio il problema degli avvocati che sono
contemporaneamente presidenti di CTR e usano questa carta per far
lievitare le proprie quotazioni sul mercato dei divorzisti.
Insomma, i rimproveri mossi sono tanti, al punto che la Sezione enti
locali, cui spetta il compito di vigilanza sulle tutele, ha
commissionato uno studio sulla situazione delle Tutorie all'esperto
Kurt Affolter.
Proposte concrete
Lo studio, spiega il capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, «è
stato consegnato. Il documento è in fase di traduzione. La Sezione enti
locali e il DI appronteranno le valutazioni del caso. L'obiettivo è
quello di accompagnare lo studio con delle proposte di miglioramento
concrete. Anche in considerazione della riorganizzazione del diritto
tutorio in corso a livello federale, che dovrebbe diventare operativa
nel 2011/2012, e prevedere tra l'altro lo scorporamento della vigilanza
sulle tutele dalle competenze amministrative e di consulenza da quelle
legate alla procedura ricorsuale di prima istanza».
Quando sarà presentato lo studio, visto che è già stato consegnato?
L'intezione è di presentarlo entro l'autunno, come detto accompagnato
da proposte concrete. Questo non per voler dilazionare i tempi o per
tenere nascosto qualcosa, ma perché per formulare delle proposte
ragionate occorre un po' di tempo.
A sentire alcune testimonianze di persone che hanno a che fare con le
Tutorie, sembra che, in quest'ambito, non funzioni nulla. E' pur vero
che in genere chi è soddisfatto non va a dirlo ai giornali. Quale
quadro esce dallo studio Affolter? Vengono evidenziate delle carenze
gravi nel sistema tutorio ticinese?
Carenze gravi non ne emergono, ci sono degli aspetti che possono essere
corretti e migliorati. Bisogna considerare che le situazioni di disagio
si moltiplicano. Intervenendo nel dirimere situazioni conflittuali,
spesso nell'ambito familiare, è praticamente impossibile far contenti
tutti. I casi sottoposti alle Tutorie sono sempre più intricati, questo
a causa anche dei cambiamenti sociali (aumento dei divorzi
problematici, ecc): i problemi sono tanti e non sempre, anche agendo in
buona fede, si riesce a risolvere tutto. Comunque, ripeto, la
fotografia che esce dallo studio Affolter non è quella di una
situazione disastrata; ne emerge invece un quadro normale, con alcuni
punti che possono essere migliorati, ed è su questo che intendiamo
lavorare nei prossimi mesi.
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