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Mentre le critiche piovono da ogni parte. Tutorie, il rapporto in autunno

Da: Il mattino della domanica, pag 9 

Scritto da Lorenzo Quadri - MDD   

lunedì 28 luglio 2008

"Fruitori", genitori non affidatari e anche tutori puntano il dito contro le Commissioni tutorie regionali

Le Commissioni tutorie regionali (CTR) sono da tempo al centro di critiche. Contestate sono in particolare le modalità di gestione di minori in caso di divorzio dei genitori, situazioni in cui le tutorie sono accusate di intervenire con decisioni arbitrarie e nocive degli interessi sia del giovane che della famiglia. Questo rimprovero è spesso formulato da associazioni di genitori non affidatari (AGNA e Papageno).

Ma anche in altre circostanze si levano dei cori di proteste, ad esempio per le curatele amministrative o le tutele. Di recente abbiamo sentito svariati casi di persone che, una volta finite sotto tutela o curatela, poi non riescono più ad uscirne. Altro cespite di rimostranze è legato all'inefficienza di alcuni tutori, spesso accusati dai congiunti dei pupilli di non seguirli, ma di limitarsi ad incassare le parcelle. Qualche mese fa da queste colonne un padre si lamentava di trovarsi un tutore appioppato alla figlia, ma era comunque lui, il genitore, a doversi occupare di tutto. Il quadro che ne emerge non è dunque idilliaco.

Anche i tutori protestano
Dei rimproveri dei "fruitori" di provvedimenti di tipo tutorio abbiamo già avuto modo di riferire nelle scorse settimane. Adesso anche i tutori e curatori manifestano il proprio scontento e puntano il dito contro le Commissioni tutorie regionali (CTR). Secondo persone del ramo, l'insoddisfazione all'interno della categoria sarebbe «grande». Quando si chiede un colloquio con una Commissione tutoria, spiega un curatore, prima di ottenerlo passano settimane o mesi, ma spesso la richiesta rimane addirittura inevasa. Il curatore è tenuto, se  vuole ottenere la propria remunerazione, a presentare a fine febbraio un rendiconto dettagliato della sua attività. Ebbene, protesta il nostro interlocutore, i soldi, se va bene, li riceve l'anno successivo. Le disparità di prassi nell'ambito delle tutorie, poi, si estenderebbe anche a questioni amministrative, come il rimborso delle spese di trasferta a tutori e curatori: ci sono CTR che riconoscono 1,20 Fr al Km, altre che ne rimborsano solo 55 cts: ogni commissione, in sostanza, farebbe come meglio crede.
«Particolarmente difficile - prosegue il nostro interlocutore - la posizione del curatore educativo, che non gestisce soldi ma solo rapporti personali. Ebbene, la fattura deve essere presentata alle parti coinvolte. Le quali però, spesso e volentieri, non vogliono pagare. Così si sommano richiami e precetti esecutivi; il tutto condito con la necessità di anticipare le spese. Intanto il tempo passa e i soldi non entrano».
Ulteriore punto d'inciampo, la scelta di curatori e tutori: che non sarebbe sufficientemente accurata e approfondita poiché «c'è bisogno di curatori e quindi non si guarda tanto per il sottile». Esempio eclatante: ad un curatelato perché dipendente dal gioco d'azzardo si sarebbe dato come curatrore un altro... giocatore. E si potrebbe ancora continuare, sollevando ad esempio il problema degli avvocati che sono contemporaneamente presidenti di CTR e usano questa carta per far lievitare le proprie quotazioni sul mercato dei divorzisti.

Insomma, i rimproveri mossi sono tanti, al punto che la Sezione enti locali, cui spetta il compito di vigilanza sulle tutele, ha commissionato uno studio sulla situazione delle Tutorie all'esperto Kurt Affolter.

Proposte concrete
Lo studio, spiega il capo della Sezione enti locali Elio Genazzi, «è stato consegnato. Il documento è in fase di traduzione. La Sezione enti locali e il DI appronteranno le valutazioni del caso. L'obiettivo è quello di accompagnare lo studio con delle proposte di miglioramento concrete. Anche in considerazione della riorganizzazione del diritto tutorio in corso a livello federale, che dovrebbe diventare operativa nel 2011/2012, e prevedere tra l'altro lo scorporamento della vigilanza sulle tutele dalle competenze amministrative e di consulenza da quelle legate alla procedura ricorsuale di prima istanza».
Quando sarà presentato lo studio, visto che è già stato consegnato?
L'intezione è di presentarlo entro l'autunno, come detto accompagnato da proposte concrete. Questo non per voler dilazionare i tempi o per tenere nascosto qualcosa, ma perché per formulare delle proposte ragionate occorre un po' di tempo.
A sentire alcune testimonianze di persone che hanno a che fare con le Tutorie, sembra che, in quest'ambito, non funzioni nulla. E' pur vero che in genere chi è soddisfatto non va a dirlo ai giornali. Quale quadro esce dallo studio Affolter? Vengono evidenziate delle carenze gravi nel sistema tutorio ticinese?
Carenze gravi non ne emergono, ci sono degli aspetti che possono essere corretti e migliorati. Bisogna considerare che le situazioni di disagio si moltiplicano. Intervenendo nel dirimere situazioni conflittuali, spesso nell'ambito familiare, è praticamente impossibile far contenti tutti. I casi sottoposti alle Tutorie sono sempre più intricati, questo a causa anche dei cambiamenti sociali (aumento dei divorzi problematici, ecc): i problemi sono tanti e non sempre, anche agendo in buona fede, si riesce a risolvere tutto. Comunque, ripeto, la fotografia che esce dallo studio Affolter non è quella di una situazione disastrata; ne emerge invece un quadro normale, con alcuni punti che possono essere migliorati, ed è su questo che intendiamo lavorare nei prossimi mesi.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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