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Commissioni tutorie? State alla larga...

Da: Il Mattino della domenica, 10.02.2008


Parola di mamma che ha chiesto un intervento. «Commissioni tutorie? State alla larga...»      
Scritto da MDD   
domenica 10 febbraio 2008
Dalle Commissioni tutorie è meglio stare alla larga. Ne eravamo convinti da un pezzo, e quanto accaduto ad una nostra lettrice, R.F. di Bellinzona, non fa che confermarci nella nostra convinzione.
La signora R. F. ha da tempo dei problemi gravi con il figlio minorenne, che, malgrado la giovane età, è già riuscito a mettere assieme un curricolo mica male di furti, consumo di droga, comportamenti violenti, minacce, eccetera, diventando quindi “persona nota alla giustizia”.
La situazione, come si può immaginare, getta nella disperazione la madre, lei stessa bersaglio di violenze da parte del figlio (ha dovuto chiamare la polizia in più occasioni, l’ultima volta nei giorni scorsi).
Confrontata con una situazione intollerabile, la madre, giusto un anno fa, ha chiesto, anche perché così le era stato consigliato, l’istituzione di un tutore per il figlio, rinunciando all’autorità parentale. Non l’avesse mai fatto: il risultato è tutto il contrario di quello sperato.
«Il tutore non ha fatto nulla, mio figlio continua a non andare a scuola né a lavorare – racconta la madre -. Tutti i collocamenti fuori casa ordinati dal tutore non hanno portato a  niente, dopo un paio di giorni il ragazzo torna con comportamenti sempre peggiori.  Fatto sta che mio figlio non segue una formazione, non ha un lavoro, esce tutte le sere fino a tarda notte e rientra con evidenti segni di consumo di canapa. Se quando si alza, magari alle due del pomeriggio, non trova il pranzo pronto diventa violento, come è successo nei giorni scorsi; al punto che ho dovuto chiamare la polizia, e non è la prima volta. Visto che il tutore non fa nulla di quello che dovrebbe fare, ma viene comunque pagato, e visto che da quando c’è il tutore la situazione non ha fatto che peggiorare, mi sono ben presto accorta dell’errore che ho commesso sollecitandone l’intervento. Così, già nel maggio scorso, ho chiesto che la misura venisse revocata, e la mia autorità parentale ripristinata. Purtroppo, malgrado siano ormai passati molti mesi, la pratica è arenata. Le mie continue sollecitazioni alla Commissione tutoria rimangono senza esito. Mi posso prendere tutte le responsabilità di madre per il comportamento di mio figlio, ma il tutore è pagato per fare un lavoro che poi non fa; di certo non è pagato con i soldi dei contribuenti per far andare le cose ancora peggio di prima. Questa situazione è insostenibile e non può continuare». servire
«Quello che spero – continua la donna – è che questo mio appello possa ad altre famiglie che si trovano in difficoltà con i figli, a non commettere il mio stesso errore, per poi doversene amaramente pentire. State alla larga dalle Commissioni tutorie!».
Il problema, aggiungiamo noi anche senza essere esperti del settore, risiede anche nel controllo sull’operato delle Commissioni tutorie. Infatti, autorità di vigilanza sulle tutele è la Sezione enti locali nel cui carnet c’è tutto e il contrario di tutto, dalle aggregazioni comunali alla Banda Bassotti di Torricella-Taverna, dai patriziati litigiosi alle tutorie. In queste condizioni, ci pare che una valutazione rigorosa dell’operato di queste Commissioni dal compito delicatissimo non possa che rimanere nel campo delle pie illusioni.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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