Ci chiediamo, come mai tanti si mobilitano per un giovane cane che ha aggredito il proprio padrone...e non invece per i tanti figli in Ticino chiusi in istituti o dati in affido a famiglie affidatarie da operatori sociali e tutorie, nonostante i genitori biologici vogliano occuparsene? Perché per un cane che ha aggredito sì, e invece per i figli che vengono privati - loro malgrado - dai loro genitori dallo Stato, no? Perché le coscienze restano così assopite?
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Da: http://www.caffe.ch/ edizione 02.11.2008
Gli appelli via email
in redazione
Patrizia Guenzi
CENTINAIA e centinaia di messaggi email sono giunti alla nostra redazione. Appelli accorati per chiedere di salvare il giovane dogo argentino, in "attesa di giudizio" dopo aver aggredito il proprietario. E la vicenda è sconfinata. Molte, infatti, le lettere provenienti oltre confine, dall'Italia soprattutto.
Credo che la Svizzera sia più che matura per promulgare una legge che tuteli quantomeno gli animali d'affezione al pari di altre realtà europee!
I cani possono essere rieducati, è fondamentale andare davvero a fondo su quali siano state le cause che hanno portato il cane ad aggredire...
Quella che per un essere umano è considerata "legittima difesa" per un animale è la colpa per la quale merita la morte? Dove andremo a finire?!
Il cane era di proprietà di una persona che lo maltrattava sistematicamente, l'uomo che lo deteneva gli spegneva le sigarette sulla testa!
Chiedo che il cane non venga ucciso e che sia affidato a persone esperte che giudichino l'animale. Anche se non potrà essere affidato rimanga in vita!
Questo è un assassinio di Stato commissionato da una legge che permette l'uccisione di un essere il quale colpa non ha che quella di reagire agli abusi...
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Animali aggressivi, leggi insufficienti... parla Giorgio Celli
"Nessun cane va ucciso
anche se ha aggredito"
Patrizia Guenzi
Il più celebre etologo italiano interviene nella polemica del dogo che potrebbe essere soppresso
Il cane interpreta i nostri desideri. Se è aggressivo significa che così vuole il suo padrone. Non sta tanto a menare il can per l'aia (è proprio il caso di dirlo) il professor Giorgio Celli - etologo, ordinario di Tecniche di lotta biologica presso la Facoltà di Scienze Agrarie dell'Università degli Studi di Bologna - interpellato sul Dogo argentino, un cucciolo di nove mesi, da qualche settimana agli "arresti domiciliari" presso la Protezione di Bellinzona perché ha ferito in modo piuttosto serio il suo padrone. La vicenda ha scatenato una querelle, tracimata oltre i confini cantonali. E sul web non si contano più gli appelli, provenienti soprattutto dall'Italia, per salvare il giovane Dogo (vedi a lato)..
Ecco in breve l'accaduto. Cosa ne pensa professore?
"Quando il cane morde è sempre colpa del padrone".
Ah, ci va proprio diretto. E perché?
"Innanzitutto l'animale si rende conto se il padrone lo predilige mordace e... si adatta. Non dimentichiamo che il padrone per lui è il capobranco, colui che comanda".
Tuttavia, un cane bene educato non morde...
"Ben educato e ben trattato. Ma, proprio come noi, anche loro hanno una certa dose di aggressività innata. E una sopportazione non certo illimitata".
E allora?
"Beh, ovvio che non deve essere provocato, come qualsiasi essere vivente. Non si può prendere a calci un cane gridargli contro, trattarlo male... Prima o poi si ribellerà. Ed è chiaro che se si tratta di una razza forte e potente come il Dogo la reazione, anche se minima, rischia di far male seriamente".
Da quello che lei ha potuto capire il comportamento di questo cane è tipico di un animale trattato male?
"Ci vuol poco ad immaginarlo. E mi stupisco che ci si stupisca dell'accaduto, scusi il gioco di parole. Guardi, una cosa è certa: il cane ha una grande sopportazione".
Quindi?
"Se reagisce è perché è arrivato al limite. Anche loro non sono dei santi".
Ora un'etologa dovrà decidere della sua sorte... Capire se è si tratta di un soggetto eccezionalmente aggressivo o se invece ha solo reagito perché provocato.
"Un compito non certo facile. Ma se davvero emergerà che l'animale è stato maltrattato il padrone dovrà pagare. È un reato penale. È ora di finirla di far male agli animali e passarla comunque liscia".
E se dovesse rivelarsi aggressivo per davvero?
"Non va comunque soppresso. Potrà benissimo continuare a vivere all'interno di una protezione o di un canile".
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