Due errori giudiziari ogni mese in Svizzera
Zurigo – Sono 237 gli errori giudiziari registrati in Svizzera fra il
1995 e il 2004, con una media di due casi ogni mese. È quanto emerge
da uno studio diretto da Martin Killias, professore di diritto penale
all’Università di Zurigo.
La ricerca mette pure in evidenza che i tre quarti di tutti i
procedimenti giudiziari si concludono con decreti d’accusa, un tasso
che non si riscontra in nessun altro paese europeo.
Due errori
giudiziari su tre si riferiscono proprio ai decreti d’accusa, ossia a
decisioni prese da un procuratore per casi minori che prevedono multe,
pene pecuniarie o pene detentive fino a sei mesi al massimo. Soltanto
un errore su tre riguarda una decisione presa da un tribunale.
Se messi in rapporto alle decine di migliaia di decreti d’accusa
emanati ogni anno, gli errori verificati rappresentano una cifra molto
bassa.
Per gli autori dello studio, è tuttavia verosimile che gli errori
accertati rappresentino in qualche modo soltanto la punta
dell’iceberg.
Sempre in relazione all’alto numero di decreti d’accusa, nello studio
si critica in particolare il fatto che simili decisioni vengano prese
da un procuratore senza che alla persona condannata venga concesso il
diritto di essere ascoltata, ma soltanto sulla base dei rapporti di
polizia.
Purtroppo l’idea di concedere il diritto di udienza anche in relazione
ad un decreto d’accusa non è stata accolta dal Consiglio nazionale nel
recente dibattito sulla nuova procedura penale unificata, ha detto
all’Ats un’assistente del professore. La nuova procedura unificata
comporterà invece un peggioramento per quei cantoni, come i Grigioni,
che oggi prevedono l’obbligo di ascoltare tutte le persone oggetto di
un procedimento penale. ATS/RED
[La Regione - 13.10.2007]
Commenti