Da: www.mattinonline.ch del 5.3.11 (link all'articolo)
Gianfranco Scardamaglia (LEGA): "Le leggi e lo Stato devono servire il cittadino e non renderlo loro schiavo: il buon senso deve primeggiare sull'eccessiva rigidità delle leggi e dei regolamenti, che dovrebbero essere un mezzo a favore della tutela e del benessere dei cittadini e non all'opposto fini a se stessi."
1) Una breve biografia
Mi chiamo Gianfranco Scardamaglia, ho 48 anni, sono separato dal 2002 ed ho tre figli di 22, 21 e 14 anni. Sono cresciuto nel locarnese e dopo aver frequentato le scuole dell'obbligo e conseguito la licenza liceale scientifica nel 1982, ho intrapreso la formazione e l'attività professionale nell'ambito paramedico in Svizzera francese ed in Ticino. Nel 1989, ho iniziato una nuova attività presso l'Amministrazione Federale delle Dogane, acquisendo la formazione di specialista doganale a Liestal e a Berna.
Dopo diversi anni di esperienza lavorativa in vari uffici doganali, sono stato attivo quale controllore aziendale e, per alcuni anni, quale ispettore della Sezione antifrode doganale presso la Direzione delle Dogane di Lugano. Da fine 2006 opero in qualità di Caposervizio di un ufficio doganale della piazza di Chiasso, nel servizio civile. Parallelamente, nella mia vita sociale e di volontariato, mi sono occupato molto da vicino delle problematiche relative alla famiglia, alle separazioni ed ai divorzi: sono infatti cofondatore dell'associazione AGNA (www.agna.ch) nata nel 2005 e del Movimento Papageno (www.miopapageno.ch) nato nel 2007, del quale sono coordinatore generale.
2) Come è nata la passione per la politica?
La mia esperienza personale e le numerose attività di volontariato nel quadro dell'associazione AGNA prima e del Movimento Papageno poi, mi hanno fatto conoscere delle realtà inimmaginabili che tantissime persone vivono nel nostro Canton Ticino e in Svizzera. Grande è la necessità di un importante e profondo cambiamento nella politica familiare e in ogni campo che, in modo diretto o indiretto, tocca il nucleo cardine della nostra società: la famiglia. Lo Stato e le autorità devono essere al servizio del cittadino e non il contrario; devono aiutarlo, sostenerlo e non opprimerlo con le numerose leggi e i tanti regolamenti non di rado contorti e lontani dalle reali e concrete attuali problematiche sociali.
Le leggi e lo Stato devono servire il cittadino e non renderlo loro schiavo: il buon senso deve primeggiare sull'eccessiva rigidità delle leggi e dei regolamenti, che dovrebbero essere un mezzo a favore della tutela e del benessere dei cittadini e non all'opposto fini a se stessi. La famiglia, il lavoro, la pace sociale e quant'altro, sono fondamento del benessere e della tranquillità della popolazione del nostro Ticino. La politica deve quindi elaborare leggi eque e efficaci affinché questi fondamentali obiettivi si possano realizzare concretamente grazie allo Stato. La politica è il perno attorno al quale ruota e da cui dipende la realizzazione di progetti, istituzioni e proposte concrete che devono rispondere ad obblighi, urgenze ed aspirazioni di tutti i cittadini ticinesi. Non si può migliorare la nostra società senza un'adeguata, concreta e puntuale azione politica.
3) Quali sono i temi che le stanno più a cuore?
I temi che, in un modo o nell'altro, influenzano da vicino la vita quotidiana delle persone: -la famiglia e la politica familiare (separazioni/divorzi equi a vantaggio dei figli e con pari opportunità tra genitori); -una più giusta ed equilibrata ripartizione degli aiuti sociali; -un intervento dello Stato nelle famiglie che sia improntato alla reciproca collaborazione, propositivo e di reale sostegno al bene dei minori e dei loro genitori eliminando qualsiasi provvedimento sproporzionato, arbitrario e oppressivo; -l'ingerenza sproporzionata e arbitraria dei servizi sociali e delle autorità tutorie nelle famiglie; -forte ridimensionamento della giurisprudenza dei giudici federali e cantonali: il destino della società e degli individui non deve ,e non può, essere appannaggio di un ristretto numero di Giudici!
Infatti, la politica per mezzo di leggi e di modifiche legislative rapide e al passo con l'evoluzione della società, deve limitare il margine di (decisionalità e di) apprezzamento dei magistrati, i quali si devono limitare ad applicare le leggi in vigore votate democraticamente; -abusi del Potere giudiziario (Ministero Pubblico e Magistratura) nei confronti di numerosi cittadini innocenti ingiustamente perseguiti e, successivamente regolarmente risarciti dallo Stato; -responsabilità civile dei magistrati: i magistrati devono pagare di persona per gli errori commessi, la responsabilità non deve essere unicamente assunta dallo Stato come avviene oggi; -tutela e pari opportunità in favore di padri e madri separati e divorziati; -una fiscalità equa per le famiglie tradizionali e separate (quest'ultime quasi il 60% dei nuclei familiari); -il lavoro e la formazione professionale quale dovere e diritto di ogni cittadino residente; -una gestione lungimirante ed efficace del traffico stradale; -la sicurezza del nostro territorio; -la violenza giovanile; -interventi concreti ed efficaci sugli stranieri che delinquono; -raddoppio inevitabile del Tunnel del San Gottardo; -urgenza delle misure di accompagnamento agli accordi bilaterali; -No all'adesione della Svizzera alla Comunità Europea;
4) Quali sono i problemi più urgenti da risolvere in Ticino?
Bisogna intervenire con urgenza su tutto ciò che tocca direttamente o indirettamente la qualità di vita quotidiana delle persone. Cito alcuni esempi: -aiuto e sostegno efficace e concreto famiglie nonché ai padri e madri separati / divorziati; -limitare al massimo l'ingerenza sproporzionata e arbitraria dello Stato nella vita delle famiglie e degli individui; -utilizzo degli aiuti sociali attraverso buon senso e verso le persone realmente bisognose; -lavoro per tutti, nuovi posti di lavoro per i residenti tramite sussidi ed incentivi tangibili; -la sicurezza sul territorio, in maniera particolare nelle zone di confine; -gestione efficace della violenza giovanile e della delinquenza; -una miglior gestione del traffico stradale e il raddoppio del Tunnel del San Gottardo, fondamentale per l'economia del nostro Cantone;
5) Quale il Ticino del futuro che sogna
Ho avuto un sogno: ho visto gli abitanti del nostro Cantone vivere, e non sopravvivere, felici e tranquilli, sia nella propria famiglia che nella società, in sicurezza, con un adeguato impiego, con lo Stato e le autorità che offrivano sostegno, collaborazione e servizio al posto di provvedimenti sproporzionati, arbitrari e oppressivi...
6) Perché dovremmo votarla?
L'attività associativa svolta e le gravi situazioni di disagio a cui ho assistito e che seguo costantemente in prima persona, dimostrano che urge un cambiamento sostanziale! Desidero vedere concretizzata una società ticinese migliore che sia a misura d'individuo e a vantaggio di tutta la popolazione, a beneficio dell'intera nostra collettività e non di una ristretta minoranza. Dobbiamo preparare per i nostri figli un futuro degno di essere vissuto, che, purtroppo, non è quello che vive attualmente la nostra generazione.
Sono una persona determinata, tenace e molto concreta, affidabile e sincera, su cui si può sempre contare, il cui fine ultimo è il conseguimento del benessere di ogni singolo individuo, della famiglia e della società, e la cui azione è incentrata sugli obiettivi da raggiungere e sulla costante rivalutazione critica dei risultati conseguiti in funzione degli obiettivi attesi e pianificati. Quando le cose non vanno per il verso giusto, bisogna trovare il coraggio di cambiare! Fare tanto per fare non deve essere l'intento né il traguardo da raggiungere, ma fare per realizzare concretamente dei cambiamenti positivi e utili alla gente comune sì, sempre!
Voi mi chiederete a quattr'occhi "Ma chi te lo fa fare? Perché impegolarsi con la politica?" Ebbene, me lo sono chiesto anche io e la chiara risposta che ho trovato in me è per "senso del dovere" e soprattutto per "senso di responsabilità" verso i miei figli, gli amici, gli altri, la collettività, la comunità sociale alla quale appartengo.
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