Da: www.mattino.ch 5.9.10
Dopo la nullafacente Marilena Fontaine, anche la giudice Epiney-Colombo, interpellata per iscritto dal movimento Papageno, risponde dopo un anno e sette mesi (!) di non romperle gli zebedej
I padri separati, come abbiamo più volte avuto modo di scrivere, non
sono certo una quantité négligeable. Anzi, in una società in cui la metà
dei matrimoni si conclude con un divorzio, i padri separati
costituiscono una componente importante, sia dal punto di vista numerico
che sociale, che non può essere sempre presa a pesci in faccia dai
funzionari e dalle autorità giudicanti, oltre che snobbata dalla
politica – come accade ora.
Invece dobbiamo constatare che i padri separati proprio non se li fila
nessuno.
La nullafacente Marilena Fontaine, responsabile dell’ufficio cantonale della legislazione e pari opportunità, se ne frega sia della legislazione che delle pari opportunità, dal momento che i problemi dei genitori non affidatari (in genere padri) sono proprio dei problemi legati alla legislazione e alle pari opportunità (degli uomini). Ma ovviamente la nullafacente Fontaine (se ne è accorto perfino il cancelliere Gianella, che già non è stakanovista di suo, che le prestazioni professionali della Fontaine sono inesistenti) si guarda bene da metterci il naso: non sia mai che rischi di dover lavorare!! Poi come farebbe ad andare a far la spesa negli orari d’ufficio?!
Stesso discorso per la giudice Epiney-Colombo, che, interpellata a febbraio 2009 (!) dal Movimento Papageno (www.miopapageno.ch) su questioni di carattere giudiziario legate al ruolo dei padri separati, in data 23 agosto 2010 (sic!!) risponde in sostanza di non romperle gli zebedej perché i giudici si limitano ad applicare le leggi. Uella, bella risposta!! Avanti con il menefreghismo ad oltranza, fino a quando qualcuno di questi padri bistrattati nei loro diritti di cui tutti se ne sbattono non perderà la testa; e allora ci si chiederà come mai…
Giuliano Bignasca
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