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RSI - Il Quotidiano: Padri discriminati? Sciopero della fame di un padre per riavere sua figlia

RSI - Il Quotidiano - 6.7.09 - ore 19.30.

Per visionare il filmato "Padri discriminati?" clicca QUI (dal minuto 6 e 12 secondi del filmato in avanti)

Presa di posizione sulle dichiarazioni rilasciate nell'intervista del filmato dall'avv. Alessia Paglia capoufficio dell'Ufficio di vigilanza sulle tutele.

Il messaggio basilare della manifestazione spontanea del padre e degli altri partecipanti è che nella maggioranza dei casi l'autorità tutoria ticinese non tutela i nostri figli né opera per salvaguardare la famiglia biologica. (continua)

I figli vengono sentiti ma i loro desideri non considerati né realizzati, bensì ignorati a seconda della convenienza: ciò arreca ai nostri figli danni psicologici spesso irreparabili, per i quali poi le Commissioni tutorie impongono ai figli di essere seguiti dallo psicologo (coi costi a carico dei genitori), a vantaggio della proficua "fabbrica dei divorzi" che ruota attorno alle Commissioni tutorie e ai servizi sociali.

L'avv Paglia ha riferito che i problemi nascono da famiglie allargate e da situazioni finanziarie precarie: ciò è recisamente contestato. Infatti, nelle ca. 150 casistiche di nostri membri, sostenitori o simpatizzanti, constatiamo che le situazioni a cui si riferisce l'avv Paglia rappresentano solo una piccola percentuale. Nella maggior parte dei casi le discrimazioni create dalla legge e dalla prassi giuridica in vigore, l'operato dei servizi sociali, dei curatori educativi e dell'autorità tutoria sono le reali cause dei problemi accertati: invece di aiutare e sostenere le famiglie, la legge sul divorzio e questi operatori dello Stato scatenano nuovi e innumerevoli conflitti tra i genitori e estrema frustrazione nei figli. Sono spesso le autorità tutorie con i servizi sociali ticinesi a mettere le famiglie in serie difficoltà psicologiche e finanziarie (costi per avvocati, perizie psicologiche, curatori educativi, diritti di visita sorvegliati, ecc. a carico dei genitori).

Spesso dalle autorità (non conscie dei reali problemi legati alle famiglie divorziande in disgregazione) vengono menzionate le statistiche cantonali che affermano che il 95% dei divorzi sono consensuali e il 5% conflittuali (ossia necessitanti di una sentenza di divorzio da parte del Giudice): questa è una superficiale e erronea lettura di dati. Infatti, ad es. un divorzio che termina dopo 8 anni di separazione con una convenzione di divorzio strappata ad un padre dopo tanti anni di esasperazione e sfinimento, viene attribuito statisticamente (a torto) al 95% di divorzi consensuali!  

I gravi abusi di potere, l'annullamento della figura paterna, la supponenza e l'arroganza degli operatori (spesso professionalemente incompetenti e impreparati) degli operatori dei servizi sociali, di numerose commissioni tutorie e dell'ufficio di vigilanza sulle tutele sono all'ordine del giorno.

L'autorità tutoria e i servizi sociali cantonali devono assolutamente essere sottoposti all'alta sorveglianza del Gran Consiglio che, tramite una Commissione creata appositamente, deve monitorarne l'operato al fine che la legge sulle famiglie venga effettivamente messa in vigore come voluto dal legislatore e allontanare il personale incompetente da questi ruoli fondamentali, soprattutto le giuriste e la dirigenza dell'Ufficio di vigilanza sulle tutele. Infatti, da monitorare da vicino è la "professionalità" degli addetti, che per maggior parte sono politicizzati e non idonei ad interferire nelle pratiche familiari. Troppi interessi finanziari e politici si celano dietro alle tutorie che ultimamente appaiono totalemente fuori controllo. Da notare che la maggioranza del personale di tutorie e dell'autorità di vigilanza è di sesso femminile e spesso schierata a favore delle madri. In particolare, nell'ufficio di vigilanza il personale con potere di decisione deve essere equamente distribuito tra i due sessi (maschile e femminile).

Fatti e prove documentate - che pubblicheremo prossimamente - dimostreranno l'arbitrio e la qualità del lavoro svolto dagli operatori dei servizi e delle istituzioni convolti nelle separazioni, nei divorzi e nella "tutela dei minori".

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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