Da: www.caffe.ch, 18.4.09
Parla la madre della 15enne internata per decisione della tutoria. "Ridatemi immediatamente mia figlia o vi denuncio!" di Libero D'Agostino
"Mi devono ridare mia figlia. Deve vivere a casa nostra". J.W.H., la madre della quindicenne che la Commissione tutoria di Agno ha deciso di affidare al Pao, il centro di pronta accoglienza di Mendrisio, vuole andare fino in fondo "Abbiamo già fatto ricorso contro questa decisione. Ma faremo denuncia anche al Ministero pubblico. Quello che è successo è inaccettabile. Hanno calpestato i nostri diritti e i nostri affetti".
Martedì scorso J.W.H ha incontrato la figlia al Pao. Gloria, il nome è di fantasia, dopo che il 7 aprile era stata prelevata direttamente a scuola da due operatori del Centro, ha passato i suoi primi giorni a Mendrisio piangendo. Racconta la madre: "Voleva tornare subito a casa, poi si è un po' ambientata". J.W.H., un'altra figlia oltre a Gloria, maledice il giorno in cui un anno e mezzo fa trovandosi in difficoltà si era rivolta alla Commissione tutoria per un aiuto.
Il divorzio, la mancanza di un lavoro, i soldi che non bastavano, lo sfratto. Gloria va a vivere dapprima dalla sua madrina, poi da una famiglia affidataria di Mendrisio per passare, infine, all'Istituto Vanoni di Lugano, dove è rimasta sino a dicembre. Sino a quando la madre, che nel frattempo era andata ad abitare col suo nuovo compagno, da cui ha avuto un bambino, non la riprende con sé. "Aveva ritrovato la sua serenità - racconta -. Era felice di accudire anche il fratellino e si era pure molto affezionata alla nonna. Attorno a lei si era finalmente ricostituita una rete famigliare e di affetti".Tutto sembrava andare per il meglio sino al 7 aprile, quando riceve una lettera della Commissione tutoria che la invita a presentarsi in giornata per un colloquio. Nella lettera non si fa riferimento a Gloria: "Io li avevo già informati che era venuta a vivere con noi e che si trovava bene. Quando alla tutoria mi dicono che mia figlia sarebbe stata prelevata a scuola e portata a Mendrisio, sono andata in escandescenze.Volevano che firmassi un foglio ma io l'ho stracciato".
La decisione della tutoria, come si legge nella motivazione dell'internamento al Pao, è dovuta allo scarso rendimento scolastico di Gloria. Si fa riferimento in particolare ad una "segnalazione spontanea" del servizio di sostegno pedagogico della scuola media frequentata dalla quindicenne. Nella segnalazione si afferma che Gloria "ha radicalmente cambiato atteggiamento" da quando ha lasciato il Vanoni, che a scuola non era puntuale nel presentare i compiti, che aveva fatto parecchie assenze e manifestava anche un profondo malessere e un atteggiamento aggressivo verso i compagni e i docenti. Si sollecitava, perciò, un intervento della tutoria perché rientrasse nell'istituto, "per riportarla in un contesto sereno, strutturato e rassicurante - si legge -, non solo con l'obiettivo di farle terminare la scuola media con la licenza, ma soprattutto per sostenerla nell'affrontare i gravi squilibri di personalità di cui soffre".
"Ma basta solo questo per internare mia figlia, contro la sua e la mia volontà - ribatte la madre -. È solo una ragazza di 15 anni che come tutti gli adolescenti ha i suoi alti e bassi. I signori del sostegno psicologico e della tutoria dovrebbero capire che sino a dicembre è stata sballottata da un posto all'altro. Che ha bisogno di un po' di tempo per assestarsi anche a scuola. Ma non finisce qui, ci rivolgeremo alla magistratura".
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